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IMPRUNETA
7.11.2016
h 08:51 Di
Redazione
Terracotta e vino: alla Fornace Agresti di Impruneta torna questo binomio magico
Il 19 e 20 novembre confronto fra produttori di vino in anfora da tutto il mondo. Grazie alla Fornace Artenova
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IMPRUNETA - Torna il 19 e il 20 novembre a Impruneta, nell’Antica Fornace Agresti, la seconda edizione de “La Terracotta e il Vino”, la due giorni di degustazioni di vini in anfora aperta al pubblico e dedicata all’antica pratica della terracotta in enologia.

 

L’appuntamento promosso dall’associazione Culturale “La terracotta e il vino” di cui socio fondatore è la fornace imprunetina Artenova di Leonardo Parisi, torna dopo due anni, a testimonianza di un interesse crescente da parte della viticoltura contemporanea verso questo metodo antico. “La Terracotta e il Vino 2016” metterà a confronto le esperienze di 40 produttori italiani e stranieri, in una vera e propria convention internazionale che racconterà la scelta delle aziende nel mondo (Australia, Nuova Zelanda, California, Oregon ma anche tanta Europa) che usano le anfore di terracotta per l’affinamento del vino.

 

Al tempo stesso, darà la possibilità di assaggiare vini italiani e esteri fermentati e affinati in giare di terracotta.

 

Ai banchi di assaggio ci saranno anche nomi prestigiosi della viticoltura toscana e della produzione vinicola nazionale (Foradori, Albino Armani, 1701 Franciacorta) e circa un centinaio saranno le etichette in degustazione, alcune anche di birre affinate in terracotta.

 

Due le degustazioni guidate ad anticipare le quali ci sarà un convegno tecnico di alto livello che metterà a confronto scienza enologica e archeologia.  Una delle novità dell’edizione 2016 sarà l’enoteca interna alla fornace Agresti dove si potranno acquistare i vini dei produttori partecipanti.

 

Il Comune di Impruneta e il Museo Archeologico di Montelupo sono tra i promotori dell’evento la cui organizzazione è stata affidata anche quest’anno al coordinamento di Sergio Bettini, già consulente di Artenova negli anni delle prime scelte di sperimentazione che hanno portato l’azienda imprunetina a diventare leader nel mondo nella produzione di giare da vino.

 

Si comincia sabato 19 novembre (alle 11) con il convegno tecnico dal titolo “Vino e anfora tra nuove scoperte e antiche conoscenze. Scienza enologica e archeologia a confronto”.

 

Il primo intervento è affidato al giornalista americano Paul White, grande esperto di vino e pluripremiato corrispondente di The World of Fine Wine che racconterà le antiche tecniche di vinificazione Talha nei villaggi assolati del sud del Portogallo.

 

Seguiranno i risultati di due indagini analitiche: la prima a cura di Francesco Bartoletti e Adriano Zago su “Metalli e vino in anfora, indagini analitiche e stato dell'arte”, la seconda dal titolo “Influenza della fermentazione e dell’affinamento in giara sulle caratteristiche del vino” a cura del Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze su commissione della fornace di Impruneta, Artenova.

 

Il convegno tecnico si concluderà con l’“anfora di Montelupo”: con il direttore del Museo Archeologico di Montelupo, Marzio Cresci, si parlerà anche di musei e dell’opportunità di fare rete per divulgare l’antica pratica delle vinificazione in contenitori di terracotta.

 

Il pomeriggio riparte con la "prima" mondiale (alle 15) “Produttori georgiani e portoghesi a confronto. Un incontro tra lontani cugini dopo 2000 anni”: l’enologo e consulente di Artenova, Francesco Bartoletti, guiderà la degustazione di vini affinati in talha portoghesi e qvevri georgiani, gli unici due paesi, Georgia e Portogallo, che hanno continuato a produrre vino in anfora ininterrottamente nel tempo.

 

Sarà la prima volta che produttori portoghesi e georgiani si incontreranno intorno a un tavolo per una degustazione dei propri vini e uno scambio di esperienze. Conduce il giornalista Paul White e intervengono il responsabile dell’Agenzia Nazionale di Vino in Georgia, Irakli Cholobargia e i produttori portoghesi Pedro Ribeiro e Domingos Soares Franco. Si prosegue alle 17.30 con la proiezione del video documentario di Guillame Bodin “Il vino, le donne, la biodinamica”.

 

Domenica 20 novembre apre la manifestazione (alle 11.30) la degustazione guidata “Le isole toscane e la Sardegna tra anfora e vino” a cura di Adriano Zago. L’enologo e agronomo anche consulente tecnico della fornace Artenova, guiderà il percorso degustativo tra le aziende biologiche e biodinamiche che hanno trovato nella vinificazione in anfora lo strumento per integrare la propria e unica interpretazione di un terroir molto legato e influenzato dal mare e dal sole. 

 

Nel pomeriggio di domenica uno spazio sarà riservato al libro “Voyage en amphore” delle fotografe giapponesi Keiko Kato e Maika Masuko.

 

Il biglietto d’ingresso alla manifestazione è di 15 euro, sarà regolato dall’acquisto di un calice e avrà validità per i due giorni. I visitatori avranno la possibilità di degustare i vini affinati in anfora presenti ai banchi di assaggio e seguire le iniziative all’interno della fornace Agresti.

 

La prenotazione è obbligatoria per la degustazione guidata della domenica mattina mentre convegno tecnico e degustazione del sabato pomeriggio sono a ingresso libero. “La Terracotta e il Vino” sarà sui social. Live tweeting durante il convegno e le degustazioni.

 

Per postare commenti e foto della manifestazione l’hashtag da usare è #terracottaevino2016 Info sui social e sul sito dell’evento www.terracottaevino.com.

 

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