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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
SAN CASCIANO V.P.
17.07.2017
h 09:07 Di
Antonio Taddei
Fra sassi e piccole pescaie dove sopravvivono i pesci: viaggio lungo la Pesa in secca
Situazione per ora migliore del 2012, quando era tutta una pietraia: ma allora eravamo... ad agosto
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SAN CASCIANO - Abbiamo percorso il fiume Pesa, partendo dal Bargino arrivando a Cerbaia per verificare lo stato del nostro fiume.

 

A differenza della forte siccità del 2012 (ma eravamo in agosto, adesso siamo a metà luglio...), quando sotto il ponte che porta a Pergolato era un deserto di argilla, oggi l’acqua c’è.

 

Anche la pescaia riesce a mantenere una discreta quantità: qui i pesci riescono ancora a sopravvivere.

 

AL PONTEROTTO - Il fiume si incanala in alcuni piccoli "canyon"

 

Arriviamo al Calzaiolo: il torrente Terzona che confluisce con la Pesa, poco prima del ponte per San Vito, è completamente in secca, così anche la Pesa fino alla pescaia de La Botte: anche qui l’acqua è sufficiente alla sopravvivenza dei pesci.

 

Passiamo alla pescaia del Ponterotto: sempre nell’agosto 2012 la polizia provinciale mise in salvo la fauna ittica rimasta in varie pozze.

 

Anche qui l’acqua, seppure molto bassa, riesce a scorrere arrivando a una grande pozza dalle caratteristiche particolari, così come più avanti troviamo la Pesa che s’incanala in caratteristici piccoli canyon.

 

ANCORA UN PO' D'ACQUA - Al ponte del Bargino

 

Poco prima di arrivare al ponte di Cerbaia l’acqua si disperde nel sottoterra: lungo il percorso troviamo coppie di Aironi e addirittura una lepre.

 

Arriviamo a Cerbaia, il letto del fiume appare come un paesaggio lunare, salvo due pozze di acqua maleodorante e piena d’insetti è tutto asciutto; ormai anche il torrente Sugana è prosciugato.

 

VITA LUNGO IL FIUME - Una lepre sfreccia davanti al nostro obiettivo

 

Tronchi di alberi incastrati l’uno con l’altro alla base del ponte trattengono anche ogni tipo di sporcizia. Qui ogni forma di vita del fiume è scomparsa.

 

Noi ci fermiamo qui: oltre, in direzione Montelupo, si apre una distesa di sassi bianchi.

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