Sabato 22 luglio 2017  6:54
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
IMPRUNETA
17.07.2017
h 14:09 Di
Redazione
Sabato 22 luglio apertura speciale della Cripta della Basilica di Santa Maria
Si potranno ammirare la struttura voltata, il sepolcreto dei Buondelmonti, i resti del pulpito intarsiato...
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IMPRUNETA - Sabato 22 luglio Impruneta sarà teatro di un evento eccezionale. Alle 16.30, nell'ambito delle "Notti dell'Archeologia", sarà possibile accedere al vano della Cripta dell'antica Pieve di Santa Maria all'Impruneta, dedicata alla Vergine e poi sostituita dall'attuale Basilica.

 

Al suo interno si potranno ammirare la struttura voltata su brevi colonne con capitelli scolpiti, il sepolcreto dei signori Buondelmonti e i resti del prezioso pulpito intarsiato. La visita comprenderà anche i chiostri della Basilica.

 

L'evento, realizzato in collaborazione con la Pro Loco di Impruneta, rientra nella rassegna di aperture straordinarie serali ed eventi in musei, parchi ed aree archeologiche della Toscana "Le Notti dell'Archeologia", organizzata dalla Regione Toscana e dal Sistema Museale del Chianti e del Valdarno Fiorentino, dal 1° al 31 luglio.

 

Info e prenotazioni: chiantivaldarno@gmail.com.

 

Il Sistema Museale si propone di offrire un itinerario culturale completo al turista affascinato dai territori del Chianti e del Valdarno, promuovendo un interessante percorso museale subito fuori Firenze, grazie alla collaborazione della Regione Toscana e di tutti i Comuni coinvolti: Bagno a Ripoli, Figline e Incisa Valdarno, Greve in Chianti, Impruneta, Reggello, Rignano sull'Arno, San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa e Barberino Val d'Elsa (Unione Comunale del Chianti Fiorentino).

 

I capolavori di Masaccio, Ambrogio Lorenzetti, Neri di Bicci, provenienti dalle chiese della campagna chiantigiana e valdarnese non sono solo opere da conservare, ma tesori vivi da conoscere e condividere, opere che dialogano fra loro e con il territorio.

 

Le immagini e i grandi tesori medievali e rinascimentali del Chianti fiorentino, patrimoni artistici custoditi all'interno di piccoli spazi espositivi, si mescolano alle tradizioni del Valdarno, ai saperi di un territorio che punta a valorizzare il paesaggio e le proprie emergenze architettoniche invitando alla scoperta di castelli, pievi, mulini. Due modi di raccontare le proprie radici, due identità dell'area fiorentina che si propongono quale modello unitario di gestione e programmazione degli spazi museali e degli eventi culturali.

 

Gli spazi finora riuniti sotto un unico Sistema Museale territoriale sono l'Antiquarium di Sant'Appiano (Barberino Val d'Elsa), la Pieve di San Leolino (Rignano sull'Arno), il Museo d'Arte Sacra di San Francesco (Greve in Chianti), il Museo Masaccio d'Arte Sacra di Cascia e il Museo d'Arte Sacra dell'Abbazia di Vallombrosa (Reggello), il Museo Giuliano Ghelli di San Casciano, il Museo del Tesoro di Santa Maria all'Impruneta, il Museo d'Arte Sacra di Tavarnelle, il Museo Emilio Ferrari della cultura contadina (San Donato in Poggio, Tavarnelle), l'Oratorio di Santa Caterina delle Ruote e l'Antico Spedale del Bigallo (Bagno a Ripoli), il Museo d'Arte Sacra dell'Oratorio del Crocifisso, il Museo d'Arte Sacra della Collegiata di Santa Maria, l'Antica Spezieria Serristori, il Museo di civiltà contadina di Gaville (Figline e Incisa Valdarno).

 

Fanno parte del territorio del Sistema Museale anche numerose aree archeologiche visitabili, come quelle del Ponterotto a San Casciano Val di Pesa e quella del Castelluccio a Rignano sull'Arno, a testimonianza di un antico e ininterrotto popolamento, dall'epoca etrusca e romana attraverso il Medioevo.

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