Luned́ 21 agosto 2017  19:44
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
CHIANTI F.NO
12.08.2017
h 09:43 Di
Redazione
Il fiume ormai è a secco: si muovono i volontari in soccorso dei pesci nella Pesa
Grazie agli interventi del gruppo "Amici della Pesa" sono stati messi in salvo numerosi esemplari
immagine

CHIANTI FIORENTINO - L’emergenza idrica della Pesa sta mettendo a rischio la sopravvivenza dell’incredibile varietà di specie ittiche che popola il fiume. Grazie agli interventi del gruppo di volontari "Amici della Pesa" sono stati messi in salvo numerosi esemplari.

 

In questo caso siamo a valle di Cerbaia, nel tratto montelupino del fiume. Nonostante negli anni siano stati realizzati diversi interventi, come la costruzione di pescaie, per prevenire ed attenuare le complicazioni provocate dai cambiamenti climatici, quest’anno, causa una siccità eccezionale e precoce, tali problemi hanno generato conseguenze più gravi.

 

La Pesa ha risentito fortemente dell’assenza di piogge in questo periodo estivo. La parte terminale del fiume, infatti, è per la maggior parte inaridita; ciò comporta gravi danni alla fauna che la popola, caratterizzata da un’elevata biodiversità: il fiume è infatti popolato non solo da carpe, cavedani, barbi e anguille, ma anche, in special modo, dal ghiozzo di ruscello (Padogobius nigricans), specie autoctona, protetta, presente solo in alcuni corsi d’acqua del centro Italia.

 

In questi giorni, il comitato “Amici della Pesa”, in contatto con la Regione Toscana e con il Consorzio di Bonifica medio Vald’Arno, si è adoperato al fine di salvare il maggior numero di pesci trasferendoli altrove.

 

Martedì, nella zona di Turbone, è stato effettuato un primo intervento che ha permesso di salvare diversi pesci: carpe, cavedani e barbi sono stati poi trasferiti in zone del fiume situate più a monte o in Arno.

 

Un secondo intervento, massiccio, è stato effettuato dal gruppo di volontari, nella mattina odierna alla cinquecentesca traversa dei capitani.

 

Un’azione che si è conclusa con lo spostamento di 250 chilogrammi di pesci, tra barbi cavedani cobiti e anguille, in altri tratti del fiume Pesa o nel fiume Arno.

 

La crisi idrica della Pesa è una questione che preme all’amministrazione comunale montelupina dato anche l’alto valore ambientale della bassa Val di Pesa che arricchisce notevolmente il territorio.

ARCHIVIO NOTIZIE