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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
SAN CASCIANO V.P.
13.08.2017
h 10:27 Di
Antonio Taddei
La Messa, il cocomero, i ricordi: a 12 anni dall'addio a don Gino Gamannossi
Alla Pieve di Santa Cecilia a Decimo nel ricordo di un sacerdote amatissimo. Arrivano ancora fedeli nel suo nome
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SAN CASCIANO - La Pieve di Santa Cecilia a Decimo ha celebrato, giovedì 10 agosto, San Lorenzo: un giorno particolare per tutta la comunità e non solo, perché nella notte di San Lorenzo (del 2015) una stella salì in cielo.

 

Quella stella che dal 1961 era arrivata a guidare la parrocchia di Decimo, il 10 agosto 2005 lasciò la vita terrena: era don Gino Gamannossi.

 

Dalla sua scomparsa da dodici anni si celebra in quella data una Messa in suo suffragio. Entriamo nella sacrestia della chiesa, sul mobile una foto ritrae un bambino quasi a dimensioni naturali.

 

"E’ don Gino all’età di poco più di un anno - ci dice il sacrestano che gli è stato vicino fino all’ultimo giorno - La mamma Ernesta da Fabbrica, dove vivevano, lo portò dal fotografo di Tavarnelle, quella foto fu mandata al babbo Pietro che si trovava a combattere la prima guerra mondiale. Quando partì il figlio non era ancora nato, così quella foto che lo ritraeva insieme alla mamma arrivò fin sul campo di guerra".

 

Viene ancora qualche fedele a Decimo magari da lontano, come usavano fare quando ancora era in vita? "Certo - risponde sicuro - proprio pochi giorni fa ha suonato una signora chiedendomi se potevo aprirle la chiesa per pregare. Mi ha confidato che don Gino venti anni fa guarì la sua mamma".

 

A Decimo infatti arrivavano tantissime persone da ogni parte d’Italia per le benedizioni, in particolare anche persone che dicevano di essere possedute dal demonio.

 

Tra i tanti anche personaggi famosi, come il regista Franco Zeffirelli, che arrivò a Decimo negli anni ’70 per consultarsi con don Gino dopo una crisi nel portare avanti il film Gesù di Nazareth.

 

LA DEDICA - Scritta da Franco Zeffirelli

 

La Santa Messa è stata concelebrata da don Massimiliano Gori, il vicario don Jomi Sijo Padanilathu e don Otshudiema Crispin dal Congo, che per qualche anno è stato alla Propositura di San Cassiano, ed è ancora particolarmente amato dai parrocchiani.

 

"Non è un caso - ha detto don Massimiliano - che nel quadro sopra l’altare maggiore ci sia rappresentato, oltre a Santa Cecilia, anche San Lorenzo: questo santo ha seguito don Gino durante tutti gli anni del suo sacerdozio, da Badia Susinana a Castelbonsi, fino a Decimo. In tutte queste chiese c’è sempre stata la presenza di San Lorenzo".

 

Il coro di Decimo, a cui don Gino era particolarmente affezionato, ha cantato e suonato durante la Santa Messa. Tra le persone presenti c’erano anche le  Suore Minime del Sacro Cuore della Rsa “San Giuseppe”.

 

Nella Pieve viene custodito anche un organo del ‘700 proveniente dalla chiesa di San Lorenzo a Castelbonsi, dove l’ultimo parroco è stato proprio don Gino. A farci sentire il suo magnifico suono in via eccezionale è Lorenzo, aiutato da un parrocchiano che tira la corda del mantice per permettere di suonare.

 

"Fin da piccolo don Gino mi faceva sedere accanto all’armonium - ricorda - e mi faceva suonare. Mi diceva “Tu un giorno suonerai qui a Decimo”. E’ stato davvero così. Ma non solo: io sono nativo di Montefiridolfi e ancora una volta il caso (ma poi sarà così?) ha voluto che tornassi ad abitare a Decimo".

 

Alla fine della cerimonia, tutti sono stati invitati nel piazzale della Pieve, dove hanno potuto gustare come da tradizione cocomero e del buon vinsanto. Tutto in onore di San Lorenzo e , ovviamente, di don Gino.  

 

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