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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
SAN CASCIANO V.P.
13.02.2018
h 10:27 Di
Antonio Taddei
Mura di via di Fossi, il crollo e una nuova crepa. Spiegati da Riccardo Franchi
Grandissimo esperto, con antiche carte e le sue vecchie cantine: "Non è crollata una porta come è stato detto"
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SAN CASCIANO - Il 28 dicembre 2017, alle prime ore dell’alba, un grosso blocco delle antiche mura di via dei Fossi si distaccò precipitando sul parcheggio, danneggiando seriamente un’auto parcheggiata la sera prima.

 

Un crollo annunciato? Un crollo arrivato in attesa che si concludesse la parte burocratica per dare il via al recupero.

 

A breve sembra che, finalmente, si metta mano al restauro, anche perché sulla parte sinistra da dove si è staccato il blocco si è aperta una nuova frattura.

 

Tra gli appassionati della storia di San Casciano abbiamo incontrato Riccardo Franchi, che ci ha messo a disposizione delle fotocopie di antiche carte: del 1540 con la progettazione dei “bastioni”, e del 1819.

 

In una di queste si vede anche la presenza di un pozzo nel centro della piazza, oggi piazza Pierozzi.

 

LE MURA IN VIA DEI FOSSI - Dove è avvenuto il crollo

 

"La parte dove è avvenuto il crollo - spiega Franchi - erroneamente è stata definita come una porta, ma non si tratta di una porta. Tra l’altro, come ho già detto altre volte, la Porta Fiorentina non si trova dove era stato ipotizzato, in via 4 novembre, bensì in via dei Fossi, fra il mio bar e la bottega antiquaria. Esattamente all’interno della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno".

 

"Lì avevo le cantine - ricorda Franchi - Dopo quattro anni dalla chiusura dell’azienda, esattamente  nel ’97, furono fatti  dei lavori e la porta, come si vede dalle foto, fu riportata alla luce. La sua costruzione risale al 1540 e si evince dal fatto che le mazzette sono cinquecentesche".

 

"Questa porta - prosegue - fu costruita in un secondo tempo, quando i sistemi di guerra erano cambiati. Furono sbassate le mura e abbattute le torri che erano diventate inutili, creando così dei bastioni davanti alle porte. Che rimasero tutte sopra elevate rispetto al bastione, creando una nuova viabilità che immetteva sul via del Cassero, oggi via 4 novembre".

 

Secondo lei quella che all’apparenza sembra una porta, dove è crollata una parte delle mura, in realtà è...

 

"Era una torre. Lì sotto esiste anche un passaggio (ancora visibile) che andava al Cassero, tanto è vero che rimaneva all’interno di una torre e non di una porta. Nel tempo il passaggio fu comprensibilmente chiuso, ma quando ero bambino ricordo di averlo percorso. Seguiva l’andamento della cinta muraria lungo la strada dei Fossi".

 

VECCHIA MAPPA - Di San Casciano

 

Riccardo, lei tra l’altro ancora oggi abita tra le mura, dove una volta era l’ingresso del paese, ma è anche il custode della chiave del paese. Un privilegio...

 

"Diciamo che è la famiglia Franchi che custodisce la chiave. Il passaggio di questa avvenne quando mio nonno Amedeo acquistò le case in via 4 novembre e in via dei Fossi, per farne abitazione e cantina, dal signor Checcucci. Tra l'altro non so se "Acabbo" fosse il nome o il soprannome, ma il nonno firmò con l’obbligo di tenerlo in alcune stanze fino alla sua morte".

 

"Quando un giorno capì di essere alla fine dei suoi giorni - prosegue Franchi - capitò in casa mio zio Torello, al quale  il Checcucci consegnò la chiave dicendogli: Io ho conservato questa chiave della porta di San Casciano da tempi immemorabili, ora la proprietà è vostra e quindi ve la consegno. A voi l’onere e l’onore di conservarla".

 

Come spiega che Checcucci ne fosse il custode?

 

"Probabilmente i suoi avi erano coloro che avevano costruito le case a ridosso delle mura, divenendo i manutentori".

 

Grazie a Riccardo Franchi torneremo sui dettagli della chiave che apriva Porta Fiorentina, e facciamo nostre le parole con cui ha concluso l'incontro: "Credo che solo la storia sia una maestra per il futuro, chi non ha memoria storica non ha futuro. Se non conosci chi sei non sarai mai nessuno".

 

Con queste parole di Riccardo Franchi, che raccontano il suo grande amore per il paese, torneremo presto a parlare delle chiave e delle mura di via dei Fossi.     

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