Martedì 11 dicembre 2018  4:25
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
BARBERINO V.E.
13.03.2018
h 18:30 Di
Matteo Pucci
Il retroscena. Comune di Barberino Tavarnelle in Chianti: se ne parla dal 2013
Il toponimo che sta facendo saltare per aria Chianti fiorentino e senese venne lanciato dai sindaci di allora
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BARBERINO VAL D'ELSA-TAVARNELLE - Diplomazie al lavoro. Febbrilmente. Per disinnescare quella che potrebbe essere la bomba che rade al suolo anni e anni di lavoro certosino, portato avanti con fatica fra le amministrazioni comunali del Chianti fiorentino e senese.

 

La scelta della commissione (arrivata all'unanimità) che lavora sulla fusione fra Tavarnelle e Barberino Val d'Elsa, di proporre ai consigli comunali il nuovo nome di Barberino Tavarnelle in Chianti, ha fatto deflagrare la situazione.

 

Una scelta che però parte da lontano. Era infatti il dicembre 2013 quando gli allora sindaci di Tavarnelle (Sestilio Dirindelli) e Barberino Val d'Elsa (Maurizio Semplici) annunciavano l'idea di una nuova realtà politico-amministrativa, due comunità, due storie fuse in un unico Comune: Barberino Tavarnelle in Chianti appunto.

 

Guarda caso proprio il nome scelto dalla commissione oltre quattro anni dopo: "E già allora - ci dice un sindaco ben informato di quel che accadde ai tempi - fu dura riportare tutto a sintesi, senza far saltare le cose per aria".

 

# ARTICOLO / "Sì al Comune unico Barberino Tavarnelle in Chianti". I due sindaci, Dirindelli e Semplici: "Percorso di fusione naturale conseguenza dell'Unione comunale"

 

La notizia di giornata è invece la nota ufficiale, durissima, del Comune di Radda in Chianti. Sintetizzata: se Barberino e Tavarnelle non tornano indietro su questa proposta, noi ci chiamiamo fuori da tutti i percorsi. Conferenza dei Sindaci, Distretto Rurale, Chianti patrimonio dell'Unesco... . Insomma, salta tutto il percorso di collaborazione messo in piedi.

 

 

Intanto sul Gazzettino del Chianti è sempre attivo il sondaggio (clicca qui per votare e vedere i risultati)  lanciato qualche giorno fa sul nuovo nome, che ha già raccolto i voti di oltre 600 lettori. Per adesso vince di misure il "Mi piace" al nome scelto per il comune "fuso". E sui social il dibattito imperversa.

 

Anche perché, si badi bene, qui parliamo di forma e sostanza allo stesso tempo. Di rispetto istituzionale e di rapporti. Di economia e di marketing territoriale. Di partecipazione (che non c'è stata sulla scelta del nome a Tavarnelle e Barberino) e futuro. Non è, insomma, "solo" un nome.

 

Una partecipazione che non c'è stata, a livello popolare: la scelta del nome avrebbe infatti potuto rappresentare una chiave di volta per portare la fusione al centro del dibattito locale, a Tavarnelle e Barberino ma anche altrove. Insomma, portare una rosa di nomi alla scelta dei cittadini per poi parlare dei temi "veri", concreti. E invece niente: scelta caduta dall'alto, e cocci rotti dappertutto.

 

 

Bocche rigorosamente cucite fra i sindaci. Quelli nella bufera, David Baroncelli (Tavarnelle e Giacomo Trentanovi (Barberino), che stanno cercando di capire come uscire dall'angolo.

 

Anche quella di Michele Pescini, che in questo percorso di unione fra i "due Chianti" non ci ha mai creduto, tenendo Gaiole sempre fuori.

 

E che oggi guarda con un interesse sornione a quel che sta accadendo: "Certo - ammette - se mi invitassero alla prossima Conferenza dei Sindaci andrei volontieri a sentire quello che hanno da dire".

 

Una Conferenza dei Sindaci del Chianti attesa a giorni, e che potrebbe rappresentare il vero e proprio spartiacque. Almeno così la vede il sindaco di Radda in Chianti, Pier Paolo Mugnaini, letteralmente infuriato sulla vicenda.

 

"Sarà una Conferenza che può anche durare trenta secondi - dice con ancor più durezza - il tempo di sentire da Barberino e Tavarnelle se fanno marcia indietro di fronte a una scelta che abbiamo appreso leggendola sui giornali".

 

Sulle idee avanzate da qualcuno (soprattutto sul versante fiorentino) che siano i locali "potentati economici" a spingere la durissima presa di posizione raddese, Mugnaini è ancora più netto: "Teorie senza senso".

 

Intanto anche dal quartier generale del Consorzio del Chianti Classico, in via Sangallo alla Sambuca, osservano l'evolversi della situazione, in primis con il direttore generale Carlotta Gori e il presidente Sergio Zingarelli. E in questi giorni non potranno esimersi dal far sapere il loro pensiero.

 

E anche il gran regista di tutta l'operazione Distretto Rurale-Chianti patrimonio Unesco, l'ex direttore generale del Consorzio Giuseppe Liberatore, colui che in molti indicano come il tessitore di un Chianti collaborativo (Gaiole a parte) fa squillare a vuoto da ore il suo cellulare... .

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