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IMPRUNETA
12.06.2018
h 17:41 Di
Matteo Pucci
Calamandrei, in consiglio comunale una maggioranza schierata con il 4-4-3
E' il "modulo" con cui si dividono i consiglieri eletti nella lista unica Impruneta Comune Aperto: i retroscena
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IMPRUNETA - Sarà una maggioranza a sostegno del sindaco ri-eletto Alessio Calamandrei che si schiererà in consiglio comunale con il... 4-4-3.

 

In realtà per essere perfetta la metafora calcistica i giocatori "di movimento" dovrebbero essere dieci, ma in questo caso faremo conto di metterci anche... il portiere.

 

Sì, perché gli undici consiglieri comunali eletti con la lista unica Impruneta Comune Aperto, che a poche ore dalla chiusura delle candidature sancì l'accordo degli accordi fra Partito democratico e Il Coraggio di Cambiare, possono essere così "suddivisi".

 

Il Coraggio di Cambiare, vero vincitore della tornata elettorale

 

Andiamo per ordine, con i quattro del Coraggio di Cambiare, probabilmente la forza politica che può dire di aver vinto per davvero questa tornata elettorale.

 

Tirandosi addosso strali e semi-offese per l'accordo con il Pd, ovviamente molto spericolato (e contestabile politicamente) dopo cinque anni di opposizione a tratti ai limiti del "contatto fisico", hanno visto confermare nelle urne quello che è stato il motivo fondante del loro sì all'abbraccio con i dem.

 

Ovvero, in sintesi estrema, meglio cercare di cambiare da dentro, provando a pesare davvero, che esercitare un puro ruolo di testimonianza politica da fuori, all'opposizione.

 

Fra chi lo ha appellato come inciucio, chi come tradimento, chi come voltafaccia, la realtà oggi parla di quattro consiglieri comunali eletti su quattro candidati (Laura Cioni, Jonathan Corsani, Sabrina Merenda, Marco Canuti). E una possibilità di incidere pesantemente sia nella formazione della giunta che nell'attività in consiglio comunale.

 

I sette consiglieri Pd: fra Calamandrei e Aramini

 

Questi erano i... primi 4. Veniamo adesso agli altri 4, ovvero quelli che possono essere considerati in "quota Aramini", ovvero del gruppo di quel Matteo Aramini perdente alle primarie di aprile ma poi entrato in consiglio con il maggior numero di preferenze (280).

 

Oltre allo stesso Aramini, la "linea" è composta dai tavarnuzzini Paolo Magnelli e Lucilla Lepri (consiglieri comunali anche dal 2013 al 2018) e dalla ferronese Angela Cappelletti.

 

Infine ci sono i 3 che possono essere considerati in "quota Calamandrei", ovvero Tommaso Corsini, Chiara Innocenti e Gianni Menicacci.

 

Quello che ci raccontano le preferenze

 

Metafore a parte, la sostanza dice che il Pd ha dimostrato, in una fase complicata sia a livello nazionale che locale, che chi è stato capace di governare meglio l'approccio alle preferenze oggi ha motivi maggiori di soddisfazione.

 

Capacità che è mancata a quella parte di Pd, forse anche a causa delle dimissioni dell'ex segretario comunale (alla vigilia delle primarie) Stefano Bellacci, che sosteneva apertamente Calamandrei. Forse anche a partire dalla scelta di alcune candidature.

 

Cosa che invece è riuscita alla parte di Partito democratico che ha preso la batosta delle primarie (Aramini) ma che ha saputo subito ri-organizzarsi.

 

Ma, come detto, è riuscita soprattutto al Coraggio di Cambiare. Che con l'uscita si scena di Riccardo Lazzerini, l'"intasamento" di liste e candidati sindaco, rischiava seriamente di semi-scomparire se fosse andato da solo alle urne.

 

Un Calamandrei ad autonomia ridotta

 

E, alla fine, il termometro politico parla di una situazione che vede il sindaco Calamandrei con margini molto ridotti di autonomia di quanto abbia avuto almeno a inizio del mandato 2013.

 

Non ci sarà da aspettare molto per avere una riprova. Lo vedremo subito, in quello che è il primo banco di prova. Ovvero la formazione della giunta comunale.

 

Le parole del segretario metropolitano Marco Recati

 

Intanto il segretario metropolitano del Pd, Marco Recati (come detto ili dem imprunetini sono senza guida fino al prossimo congresso) dice "grazie a tutti gli elettori di Impruneta che hanno rinnovato la fiducia al nostro sindaco Alessio Calamandrei".

 

"Arriviamo con soddisfazione alla fine di un percorso - sottolinea - che, ancora prima delle elezioni, ci ha portato alla scelta del candidato sindaco con il metodo più aperto possibile: le primarie".

 

"Il Pd - rivendica - si è poi fatto promotore di una lista che si allargasse a quelle forze di centrosinistra che condividono con noi una visione comune per il futuro di Impruneta. Adesso avanti con il programma e i tanti progetti da portare in fondo".

 

"Ad Alessio - conclude - ai nostri consiglieri comunali, che hanno portato un grande contributo di voti alla lista, e alla giunta che sarà scelta auguri e buon lavoro!”.

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