Giovedě 19 luglio 2018  17:37
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
CHIANTI SENESE
9.07.2018
h 10:30 Di
Jessica Nardi
Andamento del turismo nel Chianti: da Gaiole i pareri degli addetti ai lavori sono positivi
Continuiamo il nostro tour fra gli operatori commerciali: in terra gaiolese più ottimismo di Castellina
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GAIOLE IN CHIANTI - La nostra mini-inchiesta sull'andamento della stagione turistica nei comuni del Chianti continua.

 

Dopo Castellina ci siamo spostati a Gaiole in Chianti. Parliamo di un capoluogo di 600 abitanti, ma con un'area territoriale molto vasta, ricca di castelli, frazioni, borghi.

 

 

“Non mi sembra una stagione delle peggiori - ci dice Tania Azzurrini della bottega "Colori del Chianti" - Premetto che prima di trasferirmi in questo nuovo negozio, ne avevo uno più piccolo e nascosto. Questa sistemazione è più visibile, più accogliente e mi ha portato più gente".

 

"I tedeschi quest’anno mancano - ci dice Tania ridendo - i francesi... se non venissero sarebbe uguale. Questo è l’anno dei Mondiali e gli europei hanno investito su questa manifestazione. È una stagione iniziata tardi. Fino a metà maggio non si è visto nessuno. Il tempo, poi non è stato dei migliori".

 

TANIA AZZURRINI - "Colori del Chianti"

 

"Io sono in piazza da dieci anni - continua - e lavoro anche per privati. La mia pubblicità è quella del passa parola e, tutto sommato, non mi posso lamentare. Per me gli standard sono gli stessi. Ci sono molti americani. Sono cresciuta facendo questo. Ci sono anni che fai pari e anni in cui guadagni qualcosina. Fortunatamente sono sola e non ho dipendenti".

 

"Il comune di Gaiole è grande - conclude - Siamo piccole realtà. Bisogna essere in grado di fare le cose giuste per il nostro Paese. Noi abbiamo tanti alberghi, tanti agriturismi. Io sono contenta di questa stagione turistica. Bisogna andare sempre incontro al cliente, offrendo qualcosa che sia appetibile e adeguato come prezzo”.

 

“Per il momento non si è vista ancora tanta gente, ma c’è sicuramente più qualità - prosegue Riccardo Azzato dell'enoteca "La Cantinetta" - C’è stato un forte ritorno degli americani rispetto agli anni precedenti. Hanno fatto la differenza".

 

"Ogni stagione - prosegue Riccardo - è singolare. Non si possono fare delle previsioni perché siamo legati anche un po’ al meteo. Io poi faccio spedizioni tutto l’anno, in tutto il mondo. Ho clienti habitué. Si cerca di dare ciò che il turismo richiede. Magari, il turista viene da me più verso il tardi. Per rilassarsi e fare un bell’aperitivo. E di carattere... sono una persona che non si lamenta. Quando lo si fa, si trasmette negatività. Bisogna essere sempre positivi e ottimisti".

 

RICCARDO AZZATO - Nella sua enoteca

 

"In questo modo - rimarca - quando c’è gente, siamo pronti. Non si può mica viaggiare sempre a trecento all’ora. Solo il fatto di impegnarsi, conferisce una bella dose di positività. Io sono originario della Basilicata, ma sono venuto qui a Gaiole diciotto anni fa. Ne rimasi affascinato. Una vegetazione brillante, stupenda. Era maggio. Un amore a prima vista".

 

"In passato - ammette - abbiamo avuto un momento di flessione. In un periodo non abbiamo lavorato parecchio; poi però abbiamo ripreso a salire. Sono molto soddisfatto anche perché non mi sono mai crogiolato. Se vivi in un luogo, si respira l’aria di quel luogo. Il turista oggi come oggi è più preparato. Facendo un resoconto, posso affermare che un 40% sa poco o niente di vino. L’altro 60% di vino ne sa, eccome. Mi piace vendere quello che io amo. Avere una mia identità”.

 

 

Anche Emanuele Nepi, della "Bottega", vede un miglioramento: “Sono contento. Ci sono molti americani ed anche europei. Io lavoro molto con i tour in bici. Le guide conoscono bene il negozio".

 

"Avendo uno stile particolare - sottolinea - con un mio marchio, la guida li porta volentieri qui da me. Sono molto soddisfatto del lavoro che faccio. Io mi reputo più un artigiano che un bottegaio. Io, questa stagione turistica, la vivo con il sorriso”.

 

EMANUELE NEPI - "La Bottega"

 

“E' dal 1965 che siamo nella piazza di Gaiole - ci spiega Alessandra dello "Sfizio di Bianchi" - Abbiamo visto anni, stagioni passate. Stiamo lavorando bene. Il turismo, quest’anno ha avuto un andamento più lento, dovuto sicuramente al maltempo. Maggio è stato balordo. Il turismo c’è, ma è cambiato rispetto a qualche anno fa".

 

"La nostra zona - ricorda - era prettamente visitata da tedeschi, inglesi, americani. Ora abbiamo anche clienti brasiliani, australiani, giapponesi. Il fatto che si stiano avvicinando alla nostra zona ci fa molto piacere. Giugno, luglio e agosto sono i mesi delle grandi famiglie. Ci sono molte più persone che però spendono un po’ meno".

 

"LO SFIZIO DI BIANCHI"

 

"In settembre e ottobre - continua Alessandra - i numeri di presenze sono sicuramente più bassi, ma abbiamo più qualità; gente che prende una bella bottiglia di vino, una bistecca alla fiorentina. Molto importante è sicuramente l’attività che svolge l’amministrazione comunale. Il Comune ha fatto tanto sia alla popolazione che alle strutture ricettive. Gaiole si sta riprendendo. Spero che si possa continuare così, che non ci si adagi sugli allori".

 

"Da qualche anno a questa parte è sempre più visitata - dice soddisfatta - I dintorni da Gaiole non hanno niente da invidiare ad altri luoghi, anzi. Qui da noi vengono persone che, a livello culturale e personale, hanno una certa prospettiva. Cercano il buon vino, il buon mangiare, la cultura. Abbiamo un turismo che si seleziona da solo".

 

La storica "Macelleria Chini" è nata nel 1682. Parte integrante di Gaiole e vera conoscitrice del suo andamento turistico.

 

“Noi siamo sempre contenti. Come si fa a non essere contenti? - ci dice Lorenzo - Gli esercizi storici come il nostro già da un po’ di tempo stanno subendo un cambiamento importante. Gli "autoctoni" vedono poco ricambio generazionale. Coloro che vengono da fuori hanno delle abitudini alimentari diverse. Bisogna preservare quelle culture legate alla gastronomia, al cibo. Raccontare delle storie".

 

"La gente paga per sentire le storie dei vecchi macellai - rimarca - per vedere come si fa il ragù, per annusare quella che è la cultura toscana.  Fatta non solamente di un casale, ma anche semplicemente da un tavolo dove in passato veniva lavorato il maiale. E' quello che bisogna fare per vivere bene. È anche divertente".

 

"MACELLERIA CHINI"

 

"Da noi giungono da tutte le parti del mondo - ci racconta ancora - È venuto Netflix a riprenderci per una puntata per una serie americana. Le stagioni di per sé sono sempre più corte. Iniziano dopo e finiscono prima. Bisogna inventarsi qualcosa di differente. Il turismo è molto eterogeneo. Stiamo diventando un’attività più stagionale: se in negozio c’è meno gente si va a fare i salami. Non ci sono tempi morti! Magari ce ne fossero".

 

La prende con filosofia Lorenzo: "Io non ho mai lavorato in vita mia, ho sempre vissuto. Quando ci sono le persone si prendono. Non ha alcun senso lamentarsi. Uno si deve dare da fare. È inutile puntare il dito contro l’amministrazione comunale, contro quello o quell'altro. Le iniziative che facciamo, improntate sullo spirito paesano, piacciono. Due turisti, per un festa mi dissero: peccato abbiamo prenotato in albergo e dobbiamo andare via; quasi quasi si disdice e rimaniamo con voi".

 

“Il turismo è partito un po’ più tardi - è il pensiero di Francesco Verzuri, rappresentante dell’Associazione Commercianti di Piazza - Maggio non ha giovato dal punto di vista meteorologico. Si cerca di trasmettere qualità e stili di vita delle persone del posto. La gente che viene a Gaiole vuole pace e tranquillità. C’è il turista che magari ha la casa a Gaiole e viene a fare la spesa alla Coop. Lo rivedi due o tre giorni a fila. Non è un turismo mordi e fuggi".

 

"Tanta gente tutta insieme in piazza non la vedi - riprende - perché le strutture ricettive portano i turisti a Brolio, Meleto, Vertine. Non tutti fanno gli stessi tragitti nello stesso tempo. Essendoci più attrazioni si fanno in momenti diversi. Non ci piace che la piazza sia piena di macchine. Infatti da quest’anno, la novità è stata quella di ridare delle regole di entrata e di uscita. Si cerca di evitare il turismo di massa".

 

"È la persona - conclude Francesco - che quando ritorna a casa racconta del fruttivendolo, del barista o anche del farmacista con i quali ha stabilito un legame. E se hanno lasciato qualcosa è una grande promozione territoriale”.

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