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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
CHIANTI SENESE
8.08.2018
h 09:36 Di
Jessica Nardi
I "detti" di una volta? Un patrimonio da tutelare. Ce li racconta Rosina Petri
Ne conosce davvero tanti. In questo particolare settore è una sorta di... "istituzione"
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CASTELLINA IN CHIANTI - Chi è chi non conosce almeno un “detto popolare di una volta”? Magari sentiti dai nonni e che fanno parte del nostro bagaglio culturale.

 

A Castellina in Chianti, Rosina Petri, ne conosce davvero tanti. In questo particolare settore è una sorta di "istituzione". Ogni frase è un proverbio.

 

“Prima ne sapevo tanti - ci dice - Ora con la vecchiaia non me le ricordo più. La memoria fa un po’ cilecca" a questa età”.

 

Tutti rimangono affascinati ed increduli nel sentire quanti modi di dire e simpatiche filastrocche conosce: “Mi dicono tutti di segnarli. Ma io come faccio? Ho appena la terza elementare. La mia scuola è stata quella di andare a badare le pecore e i maiali. Se tornassi indietro la prima cosa che farei, sarebbe quella di andare a scuola, continua. Il mi babbo ne sapeva parecchi, vedi”

 

Tra una chiacchera e un’altra, Rosina ce ne dice alcuni. Ve li raccogliamo qui sotto in una sorta di piccola "antologia": perché parlano di una seggezza popolare e di racconti al canto del fuoco. Con tanto, per qualcuno, di "traduzione" fra parentesi.

 

- Sospiri miei dolorosi e tristi, quanti ne vengon fuori e non son visti.

 

- Signore, dammi una signora con centomila scudi, ma che la campi un’ora (Signore dammi una donna molto ricca e anziana ma che viva solo un’ora. Così poi che io possa ereditare tutti i suoi soldi).

 

- Gesù mio non vi chiedo altro, mezzogiorno e le ventiquattro (Gesù mio non chiedo altro di arrivare a mezzogiorno perché siamo già a metà giornata e a mezzanotte perché così la giornata è finita).

 

- Angelo mio, dammi una mano, stringila forte, fino alla morte voglio restare con te

 

- La gatta frettolosa fece i gattini ciechi. Non avere fretta di fare le cose.

 

- La colpa morì fanciulla (Nessuno si vuole mai prendere la colpa).
 

 

- Andare con lo zoppo, si impara a zoppicare (Frequentando una persona con cattive abitudini, prima o poi si agirà nello stesso modo).
 

 

- Giugno la falce in pugno (Giugno è il momento di mietere il grano).

 

- Aprile, dolce dormire (Ad aprile c’è il cambio di stagione e le persone sono più stanche).
 

 

- Una mano lava l’atro e tutte e due lavano il viso (Si ha sempre bisogno di qualcuno che ci dia una mano nella vita).

 

- Ogni lasciata è persa (Nella vita bisogna cogliere qualsiasi occasione).

 

- Meglio un ovo oggi che una galli domani (Bisogna accontentarsi di ciò che si ha).

 

- La botte piena volle la moglie briaca (Non si può volere tutto senza rinunciare a niente).

 

- Un diavolo solo non litiga mai (La colpa non è mai di uno solo).

 

- Per San Donato il freddo è nato. San Lorenzo è un gevenco. E per le Sante Marie struscia per le vie.

 

- Piove e tira vento, chiudi l’uscio e stai di dentro.

 

- Tanto tuonò che piovve

 

- Chi ha mamma e babbo non pianga.

 

- Uccellin che mette coda mangerebbe ad ogni ora (Un bambino che cresce mangerebbe sempre).

 

- Maddalena sta distesa, Patanocco sta attaccato, Violina batte sotto il sedere di Patanocco (Tutti e tre sono il camino: Maddalena è la catena, Patanocco è il paiolo e Violna è il fuoco).

 

- Un frate, due frati, tre frati, accesero i loro moccoli per ritrovare i loro zoccoli.

 

- C’era una volta Cecco rivolta, che rivoltava i maccheroni, se la fece ne calzoni. La su mamma lo brontolò e Cecco disse per dispetto disse ce la rifò.

 

- Casina mia, pur piccina che tu sia, tu mi sembri una badia.

 

- 26 settembre, festa dei tre arcangioli, Michele, Raffaele e Gabriele. Se gli arcangioli si bagnan l’ale, piove sino a Natale.

 

- Sole di marzo o ti tingo o ti ammazzo.

 

- Se piove il terzo aprilante trenta dì durante, se piove il quarto aprilante 40 dì durante. Ma se il sette non acconsente il tre e il quattro non contan niente.

 

- Aprile ogni goccia un barile.

 

- L’amore non è bello se non è litigarello. Tra moglie e marito non mettere il dito. Tra suocera e nuora, tempesta e grignola.

 

- Chi disse donna disse danno e chi disse uomo disse inganno.

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