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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
GREVE IN CHIANTI
14.09.2018
h 09:54 Di
Redazione
Sanità in Chianti, la promessa del direttore sanitario Usl: "Un tavolo per questo territorio"
La promessa al dibattito organizzato dallo Spi Cgil a Greve in Chianti: "Dobbiamo essere noi il punto di riferimento"
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GREVE IN CHIANTI - Il momento più importante del dibattito organizzato dallo Spi Cgil nell'ambito della festa annuale di Liberteà, mercoledì 12 settembre a Greve in Chianti, arriva quando prende la parola Emanuele Gori, direttore sanitario della Asl Toscana Centro.

 

Che senza mezzi termini pone l'Asl come punto di riferimento per i percorsi sanitari a livello di area: "Questa zona - ammette - soffre per la mancanza di una Società della Salute. Per questo l'Azienda sanitaria deve essere un punto di riferimento, con un tavolo permanente al quale vengano discusse le istanze".

 

Insomma, una assunzione di responsabilità e di centralità da parte della Asl che non può che far piacere ai sindacati: "Chiediamo da tempo l'apertura di un tavolo serio e concreto per parlare di salute in territorio chiantigiano - dice Laura Scalia, referente Cgil area Chianti - siamo contenti che il direttore sanitario si sia preso questo impegno. Noi ci siamo".

 

Prima e dopo, durante il dibattito moderato dal direttore del Gazzettino del Chianti Matteo Pucci, gli interventi del sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani, dei segretari delle leghe Spi chiantigiane (Marco Mantelli, Giorgio Monini, Adelmo Franceschini, Giovanni Terminio, Iolanda Toccafondi).

 

Di Mario Batistini della segreteria dello Spi Cgil di Firenze; del sindaco di Bagno a Ripoli (in qualità di presidente della Società della Salute Area Firenze Sud Est) Francesco Casini, della segretaria generale Spi Cgil della Toscana Daniela Cappelli.

 

In campo molti temi: dalle Case della Salute al rinnovo generazionale dei medici di medicina generale, dalla necessità di un rapporto virtuoso pubblico-privato sanitario ("Con il pallino che deve in ogni modo rimanere in mano pubblica" hanno detto in molti), alla necessità per l'area chiantigiana di vedere decentrati più servizi.

 

Molto attese, quindi, le parole del direttore dell'Azienda sanitaria: "Il privato sociale - ha detto Gori - per noi è una risorsa, in particolare in aree come questa dove è difficile inserire specializzazioni. Deve però essere sempre governato dall'Azienda. Lo facciamo a San Casciano, a Tavarnelle, presto anche a Greve con l'apertura nella struttura dell'Avg, peraltro a pochi passi dal distretto sanitario".

 

Sul nuovo presidio di Impruneta: "Dopo una diatriba durata anni stiamo investendo un milione di euro per raddoppiare quello del capoluogo. Aumenteremo la presenza di medicina specialistica ma non diventerà una Casa della Salute. Perché? Perché i medici di medicina generale non vogliono venire nelle nostre strutture, meno competitive di altre per loro dal punto di vista economico".

 

La dottoressa Lucilla Di Renzo, direttore sanitario dell'ospedale Santa Maria Annunziata, ha ricordato le tante novità in ponte per il punro di riferimento ospedaliero del nostro territorio: "Tanto è stato fatto, come l'inserimento della risonanza magnetica; tanto è in corso, come il nuovo pronto soccorso che non avrà niente da invidiare a Careggi; tanto è in programma, come lavori nel reparto dialisi, blocco parto, terapia intensiva, sale operatorie".

 

Alla fine, però, rimane quella promessa fatta dal dottor Gori. Ovvero di un'Azienda sanitaria che sia punto di riferimento per le politiche sul territorio: adesso c'è solo da allestire... quel "tavolo". E farlo funzionare.

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