Lunedì 10 dicembre 2018  11:41
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
CHIANTI F.NO
6.12.2018
h 16:30 Di
Matteo Pucci
Il seminario Fiom Cgil: "Il Chianti è metalmeccanica: con 4.151 addetti!"
Tutti i dati su aziende e occupati in sei comuni. Daniele Calosi: "Siamo un pezzo importante del lavoro in Toscana"
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SAN CASCIANO - Molto interessante il seminario organizzato dalla Fiom Cgil in sala consiliare a San Casciano nella mattinata di oggi, giovedì 6 dicembre.

 

Soprattutto perché ha fornito i dati sulla diffusione del lavoro metalmeccanico nell'area del Chianti fiorentino, che per le territorializzazioni della Cgil è composta da Bagno a Ripoli, Barberino Val d'Elsa, Impruneta, Greve in Chianti, San Casciano e Tavarnelle.

 

Nella gallery sotto la foto in alto trovate tutte le slide che documentano il lavoro di ricerca fatto da Fiom.

 

I dati dello studio Fiom Cgil sul Chianti fiorentino

 

Un territorio che Antonio Puoti, funzionario Fiom Cgil Firenze, ha presentato come "il terzo polo metalmeccanico in provincia di Firenze, dopo il capoluogo e la Piana fiorentina; con prevalenza di contratti all'industria; poi piccola-media industria e artigianato".

 

Nel Chianti sono presenti 526 aziende del settore metalmeccanico, nelle quali operano 4.151 addetti. Così suddivisi: 285 nel comune di Greve in Chianti, 310 a Impruneta, 770 a San Casciano, 870 a Bagno a Ripoli, 616 a Tavarnelle, 1.300 a Barberino Val d'Elsa.

 

"Notiamo anche - ha sottolineato Puoti - come siano influenzati, in termini di presenze aziende e addetti, i comuni nelle immediate vicinanze della Firenze-Siena. Ribadendo ancora una volta il forte legame fra impresa e infrastrutture".

 

"Con le aziende metalmeccaniche in cui siamo presenti sindacalmente - ha rimarcato Puoti - raggiungiamo quasi 2.800 lavoratori, il 67%. Nel 2018 almeno una assemblea è stata fatta in ciascuna delle aziende in cui siamo presenti: non è cosa semplice, e tengo a ringraziare Andrea Paladini che in questo ci sta aiutando tantissimo".

 

"Aziende metalmeccaniche - ha concluso - che spesso lavorano a stretto contatto con il mondo dell'agricoltura (olio, vino) e del turismo: calcoliamo almeno 1.000 addetti in aziende del genere. Se l'olio e il vino di questo territorio sono i più apprezzati al mondo, mi piace pensare che il merito sia anche di una metalmeccanica o di un metalmeccanico che costruisce i macchinari".

 

 

Le parole dei sindaci

 

Presenti le istituzioni, due i sindaci che hanno preso la parola. David Baroncelli, sindaco di Tavarnelle, in questo caso ha parlato come presidente dell'Unione Comunale del Chianti Fiorentino.

 

"Questi dati in parte già li conoscvemao - ha sottolineato - e in parte confermano la nostra convinzione sugli assetti economici di questo territorio, e su quelle che devono essere le politiche attive. Non si parla solo di Pil e di ricchezza locale, ma anche di distribuzione della ricchezza stessa e di qualità del lavoro, che a noi interessa molto. In fabbrica si produce, in fabbrica si distribuisce ricchezza e lavoro buono".

 

"Il Chianti è un produttore di manifattura d'eccellenza - ha rivendicato Baroncelli - ed è anche stato capace, nei suoi indirizzi politici, di gestire in maniera coesa quelle che possono essere delle criticità e delle problematiche. La Laika è stato solo un esempio".

 

"Questo - ha concluso - penso sia il significato di occuparsi del territorio e dei cittadini. Le amministrazioni devono continuare nel loro lavoro: di attrazione degli investimenti, di presenza in un percorso di qualità dello sviluppo, che tenga sempre presenti anche le tematiche ambientali".

 

"Pensare di contrapporre settori di attività - sono state le parole del sindaco di San Casciano, Massimiliano Pescini - penso sia ormai una questione superata, nella quale ci siamo anche un po' avvitati alcuni anni fa con l'epicentro della questione Laika. Su un concetto che comunque veniva da lontano".

 

"Spero che l'impegno di questi anni - ha ribadito - portato avanti tutti insieme, sia stato utile per superare questo dualismo fra manifattura e agricoltura-turismo, che non ha senso di esistere. Fondamentale è stata la predisposizione urbanistica degli strumenti: da noi c'è stata forte capacità di regolazione pubblica, soprattutto dopo il boom industriale. Se si vede un paesaggio che è un valore aggiunto lo si deve anche a questo".

 

Ospiti: imprenditori, artigiani, aziende agricole

 

Interventi anche di Aviano Savelli (direttore Api Siena, Associazione degli Imprenditori di Siena) sulle tematiche della crisi economica e della reazione italiana; del presidente del comprensorio Cna Chianti Aldemaro Becattini (che ha posto più volte l'accento sulla priorità della formazione e del ricambio generazionale).

 

E del direttore dell'Azienda Agricola Montepaldi Nicola Menditto, sul rapporto metalmeccanica-agricoltura e sicurezza sul lavoro.

 

I delegati Fiom in tre aziende del territorio

 

Parola anche a tre delegati sindacali Fiom in tre aziende molto diverse: partendo dalla Laika, con Marcello Giannetti che ha evidenziato la battaglia del passato ma, soprattutto, le buone prospettive con l'acquisizione degli americani di Thor Industries.

 

Meno facile la situazione alla Fonderia San Martino, nel comune di Barberino Val d'Elsa, della quale ha parlato Antonio Masullo: "In 10 anni siamo diminuiti di circa il 40% come dipendenti, abbiamo fatto tutte le casse integrazioni possibili. Servono sinergie in tutti i settori, anche fra agricoltura e metalmeccanica: se alle imprese agricole i trattori non li fanno i metalmeccanici... chi li fa?".

 

Infine Carla Stranieri, delegata sindacale alla B&C Speakers di Bagno a Ripoli, che ha raccontato la storia di buone relazioni sindacali in un'azienda: "Perché bisogna essere uniti e compatti, nella guida del sindacato, per raggiungere risultati".

 

 

La parola finale al sindacato

 

Ultimi due interventi dedicati a chi coordina la Cgil in territorio chiantigiano (Laura Scalia) e chi guida la Fiom di Firenze (Daniele Calosi)

 

"Questo - ha sottolineato Scalia - è un territorio in cui l'industria è integrata in mezzo all'ambiente, in cui il manifatturiero è un bene economico e sociale. Ma lo sviluppo di qualità non può prescindere dalla tutela dei lavoratori e dell'ambiente".

 

"Il lavoro - ha concluso - è e deve essere elemento di traino e consolidamento delle imprese in questo territorio. Per questo siamo disposti a sancire protocolli congiunti, in termini quantitativi e qualitativi".

 

E' ripartito proprio da Laika Calosi, "situazione unica, che vivemmo proprio in questa aula, in cui giunta e sindaco applaudirono l'occupazione della sala consiliare da parte dei lavoratori".

 

Calosi che ha ricordao come, in provincia di Firenze, lavorino "40mila metalmeccanici. Lo dicono i numeri: siamo di fronte a un territorio in cui si produce una parte importante del Pil toscano, e una parte significativa del Pil della stessa Italia. Rappresentiamo un pezzo importante del lavoro nel nostro Paese".

 

"E lo vogliamo mettere in mostra il lavoro quotidiano - ha proseguito Calosi - Fisico, intellettuale, materiale: quello delle persone. Un lavoro che rende la nostra provincia famosa nel mondo. Una provincia in cui si va dal coltello fatto a Scarperia al satellite atterrato su Marte. E nel mezzo c'è tutto l'ingegno che ha fatto la storia di Firenze".

 

"Anche in Chianti. Anche in un territorio piccolo - ha concluso - ma in cui, lo ricordo, la più grande azienda americana di produzione camper ha acquistato la più grande azienda produttrice di camper. Il Chianti ha un biglietto da visita, che è la bellezza delle sue colline; ma dentro c'è una ulteriore bellezza, che è il settore metalmeccanico. E che, guarda caso, è legato spesso al mondo agricolo".

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