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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
GREVE IN CHIANTI
10.01.2019
h 15:49 Di
Matteo Pucci
Paolo Sottani ha deciso: "Mi ricandido a sindaco di Greve in Chianti"
Il primo cittadino uscente spiega i motivi che lo hanno portato a dire sì alla richiesta di Pd e Psi
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GREVE IN CHIANTI - Mancava solo l'ufficialità, che è arrivata oggi: Paolo Sottani, primo cittadino in carica a Greve in Chianti dal 2014, si ricandiderà a sindaco alle elezioni amministrative del prossimo mese di maggio.

 

Una decisione non scontata. Che alcuni mesi fa non era stata ancora presa. Ma sono state tre motivazioni principali, oltre alle richieste unanimi di Pd e Psi, i due partiti che ne sosterranno la lista a maggio, a convincerlo nel tentare il bis.

 

 

Il primo cittadino, grevigiano doc, eletto a sindaco nel giugno 2014, già impegnato nel ruolo di vicesindaco per una parte della precedente legislatura, annuncia di voler dare continuità al suo operato scommettendo "sul volto serio, equo e consapevole della politica, teso ad aprire nuove strade e prospettive al territorio dal punto di vista sociale, economico, culturale, occupazionale".

 

“Sono tre fondamentalmente i motivi che spingono ad immaginarmi sindaco per un secondo quinquennio - inizia Sottani - totalmente assorbito, come è stato fino ad ora, da questo importantissimo ruolo istituzionale e politico che richiama prima di tutto al senso di responsabilità civica che ognuno di noi coltiva e alimenta in base ai percorsi personali. Il primo è rivolto al futuro, vorrei mettere a frutto la mia esperienza in modo da favorire la crescita di altri, soprattutto dei giovani interessati ad avvicinarsi alla dimensione pubblica".

 

Insomma, un ricambio generazionale per il futuro di Greve in Chianti: "Il mio intento è quello di stimolare partecipazione, percorsi di cittadinanza attiva, contributi che provengano dalle nuove generazioni e dare loro la possibilità di acquisire i valori della condivisione, del bene collettivo e dell’impegno civile".

 

"Il secondo tema - riprende - è l’obiettivo di perseguire una linea politica che sia fondata sul fare e non sulla declamazione strumentalizzata per fini propagandistici, sul rapporto diretto con le persone, sul dialogo, sulla capacità di stare in mezzo alla gente e saperla ascoltare offrendo risposte concrete, compatibilmente con le risorse e gli strumenti a disposizione dell’ente".

 

 

"Una politica non chiusa tra le mura di un palazzo o al contrario esclusivamente rivolta al mondo virtuale - rilancia - in cui i social diventano l’unica voce possibile e raggiungibile, ma calata profondamente nella realtà e nella conoscenza del territorio, con tutti i punti di forza e le criticità che la compongono. Un sindaco è chiamato a rappresentare, esprimere, sostenere e far crescere tutto questo".

 

"Ho lavorato come primo cittadino - tiene a dire - in stretta collaborazione con la giunta che ringrazio di cuore per l’impegno e la dedizione profusi in ciascun assessorato, per recuperare il dialogo tra le istituzioni e la comunità, aspetto che quando mi sono insediato si reggeva su basi tutt’altro che solide. Ho lavorato, non solo fermandomi a parlare con le persone, per le strade, nelle piazze, nel mio ufficio, ma in rete con i comuni limitrofi ed in particolare con i sindaci dell’Unione comunale del Chianti fiorentino, David Baroncelli, Massimiliano Pescini e Giacomo Trentanovi, e di tutti gli altri membri della Conferenza permanente dei sindaci del Chianti, Marcello Bonechi, Pierpaolo Mugnaini, Fabrizio Nepi".

 

Politiche di area per rafforzare i singoli: "Sono fermamente convinto dell’idea di poter rafforzare Greve attraverso la collaborazione con l’Unione e gli altri comuni per portare avanti l’obiettivo di potenziare le tante vocazioni del Chianti, agricole, turistiche, artigianali, industriali, culturali, di un territorio orientato a guadagnare in termini di vivibilità se avanza in modo unitario. Lo stiamo dimostrando ormai da tempo con i percorsi realizzati e avviati con la costituzione del Distretto Rurale, il Biodistretto del Chianti e la richiesta di candidatura a Patrimonio Unesco".

 

"Lavorando insieme - dice Sottani - saremo in grado di continuare a garantire servizi, progetti e investimenti per migliorare risorse e potenzialità del nostro territorio. Da ora in poi questo è un obiettivo che seguirò anche come presidente dell’Unione comunale del Chianti, ruolo che ho appena assunto dopo la cessazione di David Baroncelli, in quanto sindaco, e insieme a lui Giacomo Trentanovi per l’istituzione del comune unico di Barberino Tavarnelle che saluto con grande favore".

 

 

Poi c'è un capitolo che a Greve in Chianti è motivo di discussione, scontro, polemiche e carte bollate: l'urbanistica, "con la possibilità - dice Sottani - grazie al nuovo strumento, di archiviare le questioni del passato, portate finalmente a compimento nel corso del mio mandato, e lavorare sul nuovo. Riusciremo ad andare in approvazione con lo strumento generale a fine mandato, un nuovo strumento urbanistico che si compone del piano strutturale e del piano operativo".

 

"Dopo quindici anni - annuncia - avremo uno strumento capace di stimolare azioni, progetti, nuovi slanci per il futuro. Abbiamo lavorato sul passato nel corso di questi quattro anni e mezzo con l’intento di portare a chiusura e definire le situazioni sospese che nel corso delle amministrazioni precedenti si erano fermate perché lo strumento era decaduto dal 2008. Abbiamo risolto contenziosi urbanistici, ereditati da situazioni pregresse, abbiamo portato a collaudo una serie di lottizzazioni come nei casi del Ferrone e Panzano".

 

"Da ora in poi - rilancia - raccoglieremo i frutti di questo lavoro e potremmo realizzare quel futuro che per Greve abbiamo immaginato e programmato. La mia scelta è stata pienamente discussa e condivisa all’interno della coalizione formata dal Pd e dal Psi, gruppo che ringrazio per la fiducia e la stima. Con tutti loro ho condiviso questo percorso e accolgo positivamente la loro richiesta, avanzata all’unanimità, per la mia ricandidatura".

 

"Nella situazione in cui ci troviamo - conclude - anche sul piano nazionale, credo necessario che la sinistra debba fare una riflessione e lavorare unita, continuare ad unire e non dividere, occorre portare avanti un percorso che favorisca la convergenza di obiettivi e intenti per il bene del nostro paese e la formazione di una classe dirigente consapevole e responsabile del proprio ruolo che riconosca nel bene della collettività l’interesse primario”.

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