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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
GREVE IN CHIANTI
24.03.2019
h 12:30 Di
Redazione
Tre anni fa la morte delle studentesse in Erasmus: lettera aperta degli avvocati
Per chiedere una giustizia che non c'è stata: "Sconcertante l'atteggiamento della giustizia spagnola"
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GREVE IN CHIANTI - Era il 20 marzo del 2016 quando quel pullman sulla strada di Tarragona, in Spagna, si portò via i ragazzi in Erasmus. Fra loco anche la grevigiana Lucrezia Borghi.

 

A tre anni di distanza, e con procedimenti giudiziari assolutamente insoddisfacenti, riceviamo e pubblichiamo la lettera dei legali delle ragazze toscane rimaste vittime di quell'incidente.

 

Ssul quale la Spagna ha messo in piedi procedimenti giudiziari a dir poco sconcertanti.

 

"Sono passati tre anni e ancora una volta , nel giorno dell’anniversario di quel tragico evento , le famiglie che abbiamo assistito in questi anni difficili si trovano a fare i conti con lo sconcertante atteggiamento della giustizia spagnola: essa ha condotto il procedimento con una lentezza tale che si sta ancora dibattendo su quali indagini preliminari disporre; e lo si sta facendo dinnanzi alla Corte d’Appello di Taragona, perché secondo il Tribunale di Amposta non c’erano neppure i presupposti per un rinvio a giudizio dell’autista, nonostante gli inconfutabili esiti della relazione sul sinistro effettuata dalla Polizia Stradale catalana e le risultanze univoche delle dichiarazioni testimoniali dei passeggeri.

 

I nostri assistiti in relazione alla vicenda processuale penale in Spagna non hanno mai preposto la finalità afflittiva a quella dell’accertamento e della sussistenza di precise responsabilità in capo ad uno o più soggetti; non hanno mai sperato in una pena esemplare; hanno sempre e solo chiesto che venga riconosciuto che il diritto alla vita delle loro figlie è stato violato; e che venga accertato l’autore dell’illecito: se questo sarà stato frutto di un comportamento colposo o doloso inciderà sulla quantificazione della pena ma non darà niente di più alle famiglie; non inciderà sul loro desiderio di giustizia, è accessorio.

 

Troppe sono le zone grigie di questa vicenda e non solo sul fronte penale; ci siamo chiesti se può essere considerato giusto il comportamento di una Università che consente ad una associazione studentesca di organizzare al suo interno delle attività spendendo il nome dell’ateneo, per poi negarne ogni rapporto; e continuiamo a chiederci se sia giusto che un operatore turistico possa creare un prodotto low cost, senza limiti di sorta, privo di una turnazione di autisti alla guida a discapito della sicurezza dei passeggeri; e ci chiediamo ancora se una società di trasporti possa lasciare alla guida di un mezzo pieno di persone un autista consapevole della sua momentanea inidoneità alla guida.

 

Non siamo riusciti a trovare e dare risposte agli interrogativi che ancora oggi ci poniamo.

 

Tuttavia, sino a che i problemi accennati non saranno affrontati a livello politico e legislativo, episodi drammatici come quello accaduto a Freginals potranno ripetersi ancora.

 

Chiediamo pertanto alle nostre istituzioni di elevare formale protesta in tutte le possibili sedi e livelli, nei confronti di ogni autorità spagnola coinvolta; perché queste ragazze che abbiamo imparato a conoscere e stimare erano parte del futuro: ci rappresentano e rappresentano tutti coloro che credono nei progetti comunitari , progetti che senza una necessaria cooperazione tra i vari stati perderanno il loro significato".

 

In ricordo di Lucrezia, Francesca, Valentina, Elisa ed Elisa, Elena, Serena

 

Stefano Bartoli, Maria Cleme Bartesaghi, Lorenzo Boccaccini,

Marco Lopez de Gonzalo, Fabio Pennisi, Cesare Perosa,

Cinzia Zanaboni e Giorgio Volpatto

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