Sabato 25 maggio 2019  1:29
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
GREVE IN CHIANTI
14.05.2019
h 09:49 Di
Matteo Pucci
San Polo e il pericolo alluvioni: "A un anno dal disastro, realizzata solo una grata"
Cittadini preoccupati per la situazione: "Ad ogni tuono guardiamo il cielo sperando che non venga giù il diluvio"
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SAN POLO (GREVE IN CHIANTI) - Saliamo a vedere l'appartamento in ristrutturazione per le figlie. Che si trova proprio sull'angolo in cui l'Ema si congiunge con il torrente Rubbiana.

 

Siamo con alcuni cittadini di San Polo in Chianti, sul ponte che divide in due il paese, unica via di collegamento per passare dal Chianti al Valdarno fiorentino.

 

Sotto impianti dell'acqua, del gas. E l'acqa che scorre, pacifica in questo (pur piovoso) maggio 2019. Ma un anno fa, era l'8 maggio, non fu così.

 

Una bomba d'acqua, pazzesca, concentrata in pochi chilometri quadrati, scaricò su San Polo in Chianti una quantità incredibile di pioggia (qui l'articolo, le foto e i video).

 

Fu il torrente Rubbiana a causare i danni maggiori: "E' la quinta alluvione che vede qui a San Polo - ci racconta ancora uno dei cittadini che incontriamo - 1966, 1973, 1991, 1993. E 2018".

 

Si lamentano questi cittadini, mentre scorgiamo la centralina con il sensore, posizionata prorpio dopo l'evento 2018, che in caso di salita anomala dell'acqua lancerà l'allarme per la frazione.

 

"Non facciamo vita - ci dice un altro residente - appena sentiamo un tuono iniziamo a guardare con preoccupazione il cielo, con il timore che possa accadere di nuovo. Pensi che io da due anni non vado neanche in vacanza perché agosto è proprio il periodo delle bombe d'acqua".

 

Si lamentano: "A parte i lavori di sfalcio lungo il corso di Ema e Rubbiana fatti dal Consorzio di Bonifica, e una grata per lo scolo dell'acqua realizzata dal Comune di Greve in Chianti accanto al ponte, non è stato fatto nulla".

 

 

La questione non è semplice. Quel ponte che taglia San Polo rappresenta un ostacolo difficile da sistemare.

 

Intanto, partiranno a breve i lavori per la realizzazione di una cassa d'espansione a monte del paese, per dare eventualmente "sfogo" alle acque in casi analoghi a quello del 2018.

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