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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
BAGNO A RIPOLI
13.06.2019
h 06:53 Di
Silvia Rabatti
Senologia, patologie di donne e uomini: incontro con la dottoressa Zumpano
Al CMT ha iniziato la sua attività specialistica con una strumentazione tecnologica di ultima generazione
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GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) - Al CMT (Centro Medico Toscano) di Grassina, zona artigianale di Campigliano, la dottoressa Carmen Zumpano ci accoglie con un grande sorriso.

 

Dopo la specializzazione in radiodiagnostica iniziò a seguire tutto quello che riguardava la diagnostica e dopo la conoscenza del dottor Renai, senologo e anche lui al CMT, iniziò ad approfondire ed occuparsi di senologia anche presso l’unità di Careggi. 

 

Qui al CMT è arrivata tramite un collega ed ha iniziato la sua attività specialistica avendo a disposizione una strumentazione tecnologica di alto livello e di ultima generazione: “L’alto livello di tecnologia consente a noi medici di acquisire delle immagini più definite, con una risoluzione maggiore. E’ una struttura dove si lavora molto bene ed è accogliente”. 

 

Solitamente si pensa a esami senologici per patologie che riguardano le donne, ci sono però anche quelle che riguardano gli uomini: “Certo, si possono verificare lesioni patologiche ovvero casi di tumore alla mammella anche negli uomini. Più spesso capitano però uomini con problemi legati a ginecomastia, cioè uno sviluppo della mammella che normalmente nell’uomo non avviene come nella donna, in seguito a terapie legate a problemi della prostata o cardiologici o per l’assunzione di aminoacidi". 

 

"Spesso - continua - sviluppano la ghiandola, ipertrofia mammaria, con un aumento di volume. Si parla di ginecomastia vera da non confondere con quella legata all’aumento del tessuto adiposo. Per questo motivo arrivano dal senologo per fare un esame diagnostico”.

 

La visita senologica serve a esaminare le eventuali patologie che possono colpire la mammella oltre al tumore: “Ci sono tante patologie benigne, mastopatie in gravidanza e fuori dalla gravidanza, mastodinia, semplici dolori alla mammella anche perché di solito il tumore è asintomatico. Molte volte infatti vengono per un dolore magari legato ad una fase ormonale che crea dolore. L’obiettivo principale è escludere che non ci siano problematiche legate al tumore alla mammella”.

 

“Il tumore non ha più età - rimarca - si riscontrano casi in ragazze di vent’anni e in donne di novanta. Il range si è allargato tantissimo e non sempre sono associati a familiarità, spesso a fattori di rischio ambientali, alimentari. Però la percentuale di guarigione è molto alta perché facendo continua prevenzione, nel caso in cui fosse ci fosse una lesione anche minima, è possibile riscontrarla ed esercitare una quadrantectomia (asportazione di un piccolo quadrante della mammella) anziché una mastectomia (asportazione completa della mammella). Ci sono poi casi in cui dopo l’asportazione di un piccolo quadrante non è neanche necessario fare una terapia successiva”.

 

“Proprio in merito alla prevenzione dobbiamo dire che è fondamentale - tiene a dire la dottoressa Zumpano - Alle pazienti che hanno familiarità io faccio iniziare da giovanissime i controlli: sui vent’anni ecografia e mammografia anche prima dei quarant’anni. Anche nelle donne che non hanno avuto una familiarità consiglio di fare almeno una ecografia verso i venticinque anni e ripeterla periodicamente. Devo dire che il ginecologo aiuta moltissimo il senologo in questo iter perché consiglia le pazienti ad iniziare i controlli ecografici. C’è comunque una consapevolezza ed una risposta molto alta da parte della popolazione femminile rispetto a prima”.

 

Fornire il supporto di cui i pazienti hanno necessità vuol dire avere accanto una persona di fiducia oltre che qualificata: “Ho molte pazienti che ritornano ed è per me una grande soddisfazione. L’essere medico è una missione e oltre alla professionalità si dovrebbe riuscire ad associare l’umanità, la capacità e la sensibilità di avere un rapporto con il paziente adeguato. Facendolo sentire ascoltato e capito anziché un numero. Per me poterli seguire in questo percorso è la vera gratificazione”.

 

“Durante le mie visite preferisco seguire il percorso completo - conclude - visita, mammografia in base all’età e ai fattori di rischio,  e l’ecografia in contemporanea. Questo perché essendo due metodiche diverse sono complementari. In questo modo la paziente è più serena". 

 

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