Marted́ 16 luglio 2019  20:42
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
SAN CASCIANO V.P.
2.07.2019
h 08:40 Di
Antonio Taddei
Addio Lorenzo: il racconto da un bosco diventato luogo di morte
Il nostro inviato agli Scopeti. La caduta, l'impatto con un ramo, l'emorragia, i soccorsi che tentano il tutto per tutto
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SCOPETI (SAN CASCIANO) - Lunedì 1 luglio, poco distante dalla trattoria La Baracchina, in via Scopeti. Il bosco lungo la strada che da San Casciano, da Sant'Andrea in Percussina, porta giù verso Tavarnuzze.

 

C’è una strada sterrata, con una discesa ripida, dove si fa fatica anche a stare in piedi: da lì si entra nel bosco. Poco più avanti si attraversa un ruscello e si risale, sbucando a Chiesanuova: una meta apprezzata per gli amanti del motocross, o per chi ama andare in mountain bike.

 

Esattamente come aveva fatto Lorenzo Ermini, 30 anni, residente a San Casciano: insieme a un amico avevano deciso di fare un’escursione in bicicletta.

 

 

Lorenzo che poco dopo le 18 aveva salutato la madre dicendo che sarebbe tornato per l’ora di cena, ma così non è stato.

 

Una rovinosa caduta, i rami secchi dei pini che diventano una tragica arma. Nell’impatto gli recidono l’arteria femorale, causandogli una forte (e fatale) emorragia. Nulla può fare l’amico che era con lui, se non chiamare subito i soccorsi.

 

Sono passate da poco le 19.30 quando scatta l’allarme, c’è bisogno di raggiungere più in fretta possibile il giovane: ha chiamato l'amico, dal bosco, con il cellulare.

 

L’ambulanza della Misericordia di San Casciano, con medico e soccorritori, arriva sul posto. Si precipitano a piedi nel bosco, poiché impossibile arrivare con il mezzo. Il cuore in gola.

 

Per portarlo più in fretta possibile in ospedale viene alzare in volo l’elisoccorso Pegaso di Massa Carrara, che può volare anche di notte. Dopo un breve sorvolo sul bosco, l’individuazione.

 

Con il verricello vengono calati medico, infermiere e soccorso alpino, dopodiché l’eliccottero va ad atterrare al Cimitero degli Americani ai Falciani, pronto a rialzarsi in volo appena avrà a bordo Lorenzo. Purtroppo non andrà così.

 

 

Anche una squadra dei vigili del fuoco, assieme a una squadra della SAF (Speleo Alpino Fluviale), raggiunge il ferito, ma non c’è niente da fare. Quell'emorragia, inarrestabile, è stata fatale.

 

Intanto il sole tramonta, e ancor prima nel bosco il buio cala con tutto il suo carico di morte. Arrivano anche i carabinieri della Stazione di San Casciano, il sindaco Roberto Ciappi, che torce alla mano entrano fra gli alberi raggiungendo Lorenzo e il suo amico, rimasto sempre accanto a lui.

 

Nel frattempo, per consentire di trasportare il corpo su via Scopeti, viene fatto arrivare un fuoristrada della Protezione Civile della Misericordia di San Casciano. Non senza difficoltà i volontari riescono a raggiungere a una distanza di circa 500 metri il punto dove è avvenuta la tragedia.

 

In poco tempo in via Scopeti arrivano anche i familiari del giovane, gli amici, increduli di quanto avvenuto.

 

Straziante l’attesa ai margini del bosco: solo dopo le 22, quando le torce e i fari del fuoristrada con i vigili del fuoco, carabinieri, la dottoressa della Misericordia, i volontari, il sindaco, risalgono la strada impervia con il corpo del giovane avvolto in un telo, le speranze sono davvero finite.

 

La passeggiata nel bosco in mountain bike, che doveva essere un momento di svago tra amici, si è trasformata in una tragedia incredibile. Impossibile, quasi, anche da raccontare.

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