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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
FIRENZE E TOSCANA
12.08.2019
h 08:54 Di
Antonio Taddei
Liberazione Firenze, celebrati i 75 anni: presenti anche molti dei "nostri" Comuni
Rappresentanti di San Casciano, Bagno a Ripoli e Greve in Chianti per la Liberazione della città dai nazifascisti
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CHIANTI FIORENTINO - C’erano anche i rappresentanti dei comuni di San Casciano (vicesindaco Elisabetta Masti), Greve in Chianti (vicesindaco Lorenzo Lotti) e Bagno a Ripoli (assessore Enrico Minelli) domenica 11 agosto a Firenze, in piazza della Signoria, pr festeggiare il 75° anniversario della fine del nazifascismo a Firenze.

 

La cerimonia è iniziata alle 7 con i rintocchi della Martinella, posta sulla Torre d’Arnolfo, la stessa che l’11 agosto ’44 annunciò la Liberazione. Alle 9 la deposizione di una corona sulla lapide di Palazzo Vecchio, mentre alle 9.45 l’alzabandiera in piazza Santa Croce. Presenti i gonfaloni dei vari Comuni e associazioni combattentistiche, per poi spostarsi in corteo fino all’arengario di Palazzo Vecchio.

 

 

Qui il sindaco di Firenze Dario Nardella ha voluto seduti al suo fianco il partigiano Leandro Agresti, nome di battaglia “Marco”, e il figlio della partigiana Liliana Benvenuti (“Angela”).

 

"Il saluto più importante oggi lo voglio fare ai nostri ospiti - ha detto il sindaco Nardella prendendo la parola - a Leandro Agresti e attraverso lui a tutte le partigiane e i partigiani italiani. Inoltre un ringraziamento va a Riccardo Mattei, figlio di Liliana, venuta a mancare da poco; e attraverso di lui un ringraziamento a tutti i familiari e i partigiani che oggi non sono più con noi, per averli accompagnati e per avere sofferto più di altri a fianco a loro".

 

Tanti gli applausi che si sono levati dalla piazza: "Per Firenze - ha proseguito Nardella - medaglia d’oro della Resistenza, è il primo anniversario e lo dico con il dolore nel cuore, senza il nostro amico partigiano Silvano Sarti. Alla moglie Franca va il nostro applauso e la nostra vicinanza".

 

 

"Un pensiero - ha tenuto a dire Nardella - va anche una donna straordinaria che se n'è andata pochi giorni fa, presidente della comunità ebraica di Firenze, Daniela Misul. A lei e alla sua famiglia, a tutta la comunità ebraica, il nostro abbraccio e la nostra gratitudine. Grazie a Daniela e agli amici della comunità ebraica abbiamo portato avanti il progetto delle pietre d’inciampo per ricordare le vittime delle persecuzioni, che saranno posizionate a partire dal 27 gennaio 2020, fino al contributo personale di Daniela per l’iniziativa rivolta ai giovani con il progetto delle “Chiavi della Città”".

 

"Inoltre - ha concluso Nardella - un saluto speciale e un ringraziamento a Federico Calcini, figlio di Giuliano Calcini medaglia d’argento al valor militare comandante Nelson della Brigata Giustizia e Libertà, che ebbe una posizione di rilievo all’interno del Comitato toscano di liberazione Nazionale. Nel giugno 1944 una retata provocò la morte e l’arresto di Radio Cora, che consentiva la trasmissione d’informazioni agli alleati. Giuliano Calcini riuscì grazie a una piccola radio trasmittente di continuare l’attività di trasmissioni clandestine. Quella Radio e altri documenti originali sono stati donati dal figlio Federico Calcini all’amministrazione comunale e saranno conservati e valorizzati nell’archivio comunale di via Dell’Oriolo. Viva l’undici agosto, viva la libertà, viva Firenze".

 

Il partigiano Leandro Agresti ha ricordato gli amici partigiani che salirono sul Monte Morello: Ugo Corsi, Leandro​ Agresti, Libero Mannelli e Valerio.

 

Fu Ugo Corsi ad assumersi la responsabilità di lasciare Monte Morello in quanto ritenuto posto non idoneo per i partigiani, trasferendo gli altri sul Monte Giovi. 

 

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