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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
TAVARNELLE V.P.
6.09.2019
h 18:59 Di
Matteo Pucci
Il racconto di Letizia Bevanati "Sono viva per miracolo. Mi sembra tutto un film"
La testimonianza della tavarnellina salvata con un massaggio cardiaco sul "trenino delle bici" Dobbiaco-Lienz
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BARBERINO TAVARNELLE - Sabato 7 settembre sarà un sabato speciale per Letizia Bevanati e per suo marito Fabrizio Chiostrini.

 

Partiranno infatti per tornare a Tavarnelle, dopo che Letizia è stata dimessa nel pomeriggio di oggi, venerdì 6 settembre, dall'ospedale di Klagenfurt, in Austria. Dove era ricoverata dal 27 agosto scorso. Da quando è stata salvata, con un vero e proprio miracolo, sul "trenino delle bici" fra Dobbiaco e Lienz.

 

Di lei, di quel salvataggio incredibile, di quel massaggio cardiaco durato 40 minuti. Del primo intervento del marito, di quello dell'infermiera ravennate, di quello che sembrava non finire mai del medico romano di 33 anni, ne ha parlato tutta Italia.

 

La redazione del Gazzettino del Chianti è sempre rimasta in contatto con Fabrizio. E finalmente, una volta dimessa dall'ospedale, ecco dall'altro lato del telefono arrivare la voce di Letizia. Ascoltarla è emozionante. Anche lei si emoziona. 

 

"Oggi ho pianto di gioia perché mi hanno dimessa - inizia Letizia - E perché penso che in tutto questo ci sia stata una mano divina. Che ha messo su quel treno, quel giorno, a quell'ora, questi tre angeli".

 

"Cosa mi ricordo? Ricordo tutto - risponde Letizia - ma solo fino a quando mi sono seduta sul treno. Io dicevo alla mia amica, vieni te a sedere. Da lì mi sono svegliata in terapia intensiva, dove ho visto Fabrizio e i miei parenti. Ho chiesto subito cosa ci facessero".

 

"Fortunatamente non ci sono stati danni - riflette Letizia - Si vede che doveva andare così. Si vede che la mia bambina Flavia, la mia famiglia, hanno ancora bisogno di me". 

 

Quello che ha vissuto e che sta vivendo ha bisogno di calma e riflessione. Per non essere travolti: "Tutto questo scalpore mi fa sentire come in un film - ammette - Sono giorni che chiedo a mio marito cosa è successo, minuto per minuto. Sono stata in coma farmacologico per tre giorni e adesso faccio continue domande. Per sapere".

 

CON GLI AMICI E LA FAMIGLIA - Sulla pista ciclabile Dobbiaco-Lienz. Sul trenino di ritorno l'arresto cardiaco

 

"Mi sento davvero miracolata - riprende - Sono tante, troppe le circostanze messe insieme. Si vede che mi dovevo salvare. Ringrazio tutti: Fabrizio che è statto pronto, che si è dato subito da fare e ha chiesto aiuto iniziando il massaggio cardiaco; poi l'infermiera e il dottore. L'ospedale di Klagenfurt, un ospedale di altissimo livello, efficiente: ringrazio i dottori e gli infermieri".

 

"Ho avuto un recupero rapido - sembra di vederla sorridere - ma stressavo tutti per tornare da mia figlia, che era stata presa "in carico" dai nostri migliori amici. Lapo e Raffaella (con la quale gestisce il B&B Art a San Casciano, n.d.r.). E Siria. Hanno vissuto tutto, hanno sofferto con noi".

 

Lei non era cosciente. Ma per chi lo era i momenti in cui stava volando in elicottero  mentre, in auto, la raggiungeva in ospedale, sono stati infiniti: "Fabrizio ha fatto un viaggio disperato di quattro ore, senza sapere come fare a raggiungermi, né dove mi stessero portando di previso".

 

"Ringrazio i miei genitori Paolo e Patrizia - sono ancora parole di Letizia - mio cognato Massimo, mia zia Giovanna: quel 27 agosto sono partiti di notte, senza sapere niente di preciso, con il cuore in gola. Gli era stato solo detto che avevo avuto un malore".

 

"Ringrazio infine le centinaia di persone che mi hanno telefonato e tempestato di messaggi - conclude con gratitudine Letizia - Che mi sono e ci sono stati vicini. Chiamando me, i miei parenti, riempiendoci d'affetto e d'amore. Mi hanno aiutato a darmi una spinta ulteriore per tornare a casa".

 

Sabato 7 settembre torni a casa Letizia. Torni alla tua vita. E tutti saranno qua, ad aspettarti.

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