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BAGNO A RIPOLI
10.10.2019
h 09:10 Di
Redazione
"Mense scolastiche: la gara per il servizio sia momento di sviluppo territoriale"
Sonia Redini (Cittadinanza Attiva): "C'è una convenzione in scadenza per un valore di 70 milioni di euro..."
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BAGNO A RIPOLI - "La gara per il servizio delle mense scolastiche come occasione di sviluppo per il nostro territorio".

 

E' il "cappello" di tutto l'ampio ragionamento che la capogruppo in consiglio comunale di Cittadinanza Attiva, Sonia Redini, fa sul tema mense scolastiche.

 

"C’è una società - inizia - S.I.A.F., che è nata nel 2011, mettendo insieme Asl, Comune di Bagno a Ripoli ed un soggetto privato, e che prepara ogni giorno 1500 pasti per le scuole del territorio, nella cucina di via Don Perosi e negli altri punti cottura scolastici. Ha più di 150 dipendenti e, in questi anni, ha sviluppato progetti educativi importanti, come il recupero dei pasti in eccedenza in favore della Caritas, e la ricerca di produttori di filiera corta perché si crei una “comunità del cibo”".

 

"C’è il nostro Comune - prosegue - che ha il 22% delle azioni di questa società a prevalente capitale pubblico e la considera “strategica”. E c’è una convenzione per il servizio della mensa in scadenza, per il quale si sta avviando la nuova gara europea, dal valore di più di 70 milioni di euro".

 

"Questa amministrazione - ricorda Redini - a luglio scorso, decide improvvisamente di aumentare il capitale sociale di SIAF “conferendovi” la cucina e i terreni di via Don Perosi (stimati in 1 milione e 440 mila euro), che così vengono fatti uscire dal patrimonio comunale (quindi, della collettività) in cambio di azioni (quindi, di capitale di puro rischio). Insomma, il Comune rilancia su SIAF e si fa “imprenditore”. La cosa, in sé, può anche essere accolta con favore, ma solo a condizione che questa complessa architettura societaria restituisca valore aggiunto alla collettività. SIAF ha in mente da tempo un progetto di “ristrutturazione aziendale” che prevede l’ampliamento della struttura di via Don Perosi con una nuova ala di 800 mq ed una sopraelevazione: in pratica la sede in via Don Perosi sarà più che raddoppiata".

 

"Già l’aspetto della localizzazione - sostiene Redini - avrebbe meritato una riflessione di opportunità, considerando come si tratti di un’area produttiva incastrata tra la scuola - adesso anche in fase di ampliamento - di Padule ed un esteso ambito residenziale. Certo, la cucina era nata con finalità giuste, ossia la vicinanza alle scuole che doveva servire, ma ormai tale funzione è stata superata dallo sviluppo successivo dell’azienda, che lavora sì per Asl e Comune, ma anche sul libero mercato ed in regime di piena concorrenza".

 

"Allora - rilancia - era ragionevole attendersi che, con l’occasione dell’ampliamento, si valutasse anche una diversa localizzazione. Si poteva indire un’indagine di mercato per valutare possibili alternative. Magari da recupero, agevolando il cambio di destinazione ad esempio, oppure operazioni permutative. Nulla di tutto questo è stato fatto. La questione non è mai balenata. Si è preferita la strada più conservativa, al prezzo di mantenere ed ingrandire una fabbrica in un ambito esclusivamente residenziale".

 

"Ma andando anche oltre l’incoerenza urbanistica - dice ancora - c’è un altro interesse pubblico che ci sta a cuore. Qui non stiamo parlando di una società che produce beni qualsiasi, bensì di un’azienda che cucina per bambini e pazienti ospedalieri e che ha alle spalle un grande lavoro di miglioramento della qualità del cibo. Anzi, è proprio per questo, ai nostri occhi, che SIAF va considerata una “società partecipata strategica”".

 

"Allora - annuncia Redini - abbiamo proposto una mozione affinché, nei documenti per la gara in corso di predisposizione, si dia un indirizzo preciso per la scelta dei prodotti di filiera corta, per l’attenzione alla loro qualità, con ricadute positive sui coltivatori del nostro territorio. Ci sono sempre più coltivatori e imprese agricole a Bagno a Ripoli, sempre più spesso orientati al biologico e magari sono piccole produzioni, che avrebbero bisogno di essere sostenute. Per questo riteniamo che non sia sufficiente una policy aziendale, ma servono impegni precisi affinché il circuito di approvvigionamento passi prioritariamente dal territorio. Insomma, deve trattarsi di un passaggio necessitato e non di una mera facoltà".

 

"SIAF ha già fatto tanto in questi anni - conclude - ha selezionato alcuni fornitori locali ed ha contribuito all’iniziativa del furgoncino per la vendita diretta dei prodotti a Km 0, davanti alle scuole, ad esempio. Il Comune deve rafforzare questa linea d’azione: ad esempio, può istituire un “Albo dei produttori locali” da cui SIAF dovrà attingere prioritariamente nella selezione dei propri fornitori. Sarebbe davvero importante, infatti, collegarli alle mense dei nostri bambini: garantirebbe materie prime prodotte con maggior cura e attenzione al territorio e all’ambiente e, al tempo stesso, offrirebbe uno sbocco, anche flessibile, per le attività agricole. Questo è il tipo di valorizzazione e di ricaduta sul territorio che, secondo noi, dobbiamo ottenere con la “ristrutturazione aziendale” di SIAF".

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