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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
SAN CASCIANO V.P.
25.10.2019
h 09:14 Di
ANTONIO TADDEI
La testimonianza: "Così abbiamo visto morire Erika in quella notte al Jaiss"
Il racconto di due ragazzi di Mercatale che domenica 20 ottobre hanno assistito al dramma della 19enne di Livorno
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MERCATALE (SAN CASCIANO) - “Abbiamo visto morire sotto i nostri occhi quella ragazza. Una scena che non dimenticheremo mai”.

 

Sono le parole di due giovani di Mercatale che la notte di domenica 20 ottobre si trovavano a ballare nella discoteca Jaiss, a Spicchio Sovigliana, Vinci, dove ha perso la vita la diciannovenne Erika Lucchesi, di Livorno. Ci chiedono di non rivelare i loro nomi. E ci raccontano cosa hanno visto quella sera.

 

"Eravamo andati a ballare in occasione della riapertura della discoteca Jaiss - raccontano - Siamo arrivati dopo la mezzanotte, eravamo in tanti, abbiamo fatto la fila per entrare. E al guardaroba ci siamo incontrati proprio con quella ragazza".

 

Vi conoscevate? "No, l’abbiamo vista per la prima volta, ma l’abbiamo notata per il suo comportamento, strano. Sembrava, usiamo un termine un po' così, “imbambolata”. Insieme con lei c’erano delle sue amiche".

 

"Poi - proseguono - l’abbiamo incontrata nuovamente mentre stava ballando, e già lì abbiamo capito che probabilmente aveva preso qualcosa, faceva dei movimenti davvero strani".

 

Non avete percepito che avesse bisogno di un aiuto? "No perché, lo ripetiamo, era insieme a delle altre ragazze, poi non era la sola quella sera, diciamo così, a essere strana".

 

"Intorno alle 4 - riprendono - abbiamo deciso di fare rientro a casa, eravamo quasi all’uscita quando abbiamo visto che la ragazza era stramazzata a terra e si dibatteva in un modo strano, quasi come colpita da convulsioni".

 

"Sono intervenuti tre uomini della sicurezza - continuano nel loro racconto - che facevano fatica a tenerla ferma in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Ci siamo fatti tutti da parte per consentire l’intervento dei sanitari". 

 

Sono arrivati in tempi brevi? "Sì, sono stati veloci, hanno cercato di rianimarla anche con dei massaggi cardiaci, ma come si sa, è stato tutto inutile. A quel punto non hanno consentito a chi era all’interno di uscire, la ragazza era vicina all’uscita, così abbiamo dovuto aspettare che la portassero via. Nel frattempo c’era preso anche un gran freddo, non potevamo ritirare le giacche, eravamo a maniche corte. E’ stata davvero una brutta scena, poveretta".

 

Ci sono le indagini in corso e sarà l’autopsia a stabilire la causa del decesso: ma all’interno della discoteca “giravano” sostanze da sballo? "All’interno ci sono dei controlli, probabilmente la ragazza quando è arrivata aveva già assunto qualcosa fuori. Ma questo non poassiamo dirlo, ovviamente, con certezza". 

 

Nessuno vi ha mai proposto, non quella domenica, ma in altre occasioni di acquistare stupefacenti in discoteca? "No, se vuoi qualcosa te la devi procurare fuori, anche perché è facile entrare con qualcosa all’interno, magari nascosta negli slip, in una cucitura della camicia, poi magari viene consumata all’interno dei bagni, ma non in mezzo a chi sta ballando".

 

"Noi andiamo lì per passare momenti di divertimento - concludono - ognuno poi è responsabile per se stesso".

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