Domenica 23 febbraio 2020  23:44
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
IMPRUNETA
28.01.2020
h 19:04 Di
REDAZIONE
La famiglia Calò-Spizzichino, deportata ad Auschwitz e sterminata: senza memoria
Vivevano al Ferrone, dove alcuni cittadini hanno affisso un foglio su quella che era la loro casa. Il Gazzettino raccontò la loro storia
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FERRONE (IMPRUNETA) - "L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa"

 

E' una frase di Liliana Segre, scritta in fondo a un foglio A4, protetto da una pellicola trasparente, con otto nomi, la data di nascita e il loro destino.

 

Chiamato deportazione e morte: di alcuni, lo si sa, ad Auschwitz. Di altri in luogo ignoto.

 

 

Un foglio appeso per rimarcare, probabilmente, la mancanza di ricordi ufficiali di quanto accadde qui al Ferrone. Per una memoria carente. 

 

"Da questa abitazione - si legge - il 24 gennaio 1944 furono arrestati dai fascisti...".

 

Memoria, quella di quanto accadde alla famiglia Calò-Spizzichino che Il Gazzettino del Chianti ha cercato di onorare in questi anni.

 

Anche con l'articolo che potete leggere qui sotto.

 

# Al Ferrone, dove sette ebrei vennero deportati ad Auschwitz

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