Venerd́ 20 settembre 2019  16:54
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
CHIANTI F.NO
9.09.2014
h 12:29 Di
Redazione
A piedi in Mugello: sulle tracce del lupo e nella Valle dell'Inferno
Il foto-racconto di due giorni davvero indimenticabili per i "camminatori" del gruppo Le Vie del Chianti
immagine Il meritatissmo... premio finale

CHIANTI FIORENTINO - Due giorni straordinari quelli del 6 e 7 settembre scorsi per il gruppo (sempre più nutrito) di camminatori de Le Vie del Chianti.

 

"Sabato pomeriggio - inizia il racconto - siamo partiti per la nostra nuova avventura in Alto Mugello: trekking notturno alla ricerca dei lupi dell’Appennino. Arrivati alla Badia di Moscheta, luogo straordinario e sconosciuto a molti, abbiamo incontrato il nostro “esperto” e studioso di lupi, Cristiano, che ci ha raccontato con una splendida “lezione”, dentro alle stanze della Badia, i segreti del lupo".

 

"Tra interessanti filmati - proseguono - foto, racconti e curiosità su questo animale mitico e misterioso, si è fatta l’ora del tramonto e, dopo un pasto leggero (leggero non proprio per tutti…), siamo partiti con torce in testa e tanto spirito di avventura. Piano piano, al calar delle tenebre, ci siamo addentrati in un bosco fatato: castagni secolari, abeti altissimi, rocce e ruderi di antichi casolari; allocchi e ghiri ci hanno allietato il cammino con i loro richiami".

 

"Siamo arrivati - continuano - con non poca fatica, fino al rifugio Serra dove abbiamo trovato le prime impronte del lupo. Emozionante! Ma ancora, nessun ululato… . A questo punto, è scattato il piano “B”: l’esca “Cappuccetto Rosso”. Il nostro “intrepido” amico Fabio si sacrifica per il gruppo e si traveste da Cappuccetto Rosso. Il gruppo si rianima e si riparte alla ricerca del lupo".

 

Un tuffo al cuore...: "Troviamo, lungo il sentiero forestale, numerose impronte di lupi, cinghiali, daini. Riusciamo a tratti a camminare senza torce, solo con la luce di una bella luna piena. Cristiano prova a fare ululati (wolf howling) nella valle. Silenzio. Riprova ancora. Silenzio. Ma un certo punto pare che qualcosa in lontananza si sia sentito… chissà… Comunque sia, anche se non si sono sentiti, qui ci sono, e ne abbiamo le prove !".

 

"Siamo a notte inoltrata - continuano nel loro racconto dai boschi - rientriamo a Badia di Moscheta e salutiamo Cristiano, che ci ha accompagnato in questo cammino avventuroso e fantastico e con pazienza e passione ci ha raccontato il mondo dei lupi e dei branchi che vivono su queste montagne".

 

La la notte viene passata in tenda, lungo il torrente Veccione, all’ingresso della gola della Valle dell’Inferno. E’ una notte umida, con una bella Luna. Si sente solo il torrente che scorre, gli allocchi nel bosco e i ghiri sugli alberi.

 

"Ci svegliamo di buonora - riprendono raccontandoci la domenica - e c’è il sole. Smontiamo le tende e dopo una meravigliosa colazione con abbondanti porzioni di torte di ricotta e torte della nonna, all’Osteria di Badia di Moscheta, ci incontriamo col gruppo di nuovi amici in arrivo da Firenze che si sono uniti per camminare nella Valle dell’Inferno fino alla bella cascata del Rovigo".

 

"La giornata è cominciata al meglio - dicono - nella deliziosa cornice della Badia sotto un caldo sole settembrino con una doverosa introduzione al luogo e alla natura che avremmo attraversato. Zaini in spalla ci siamo addentrati lungo lo spettacolare canyon naturale del torrente Rovigo, in mezzo al fitto bosco di faggi e carpini a tratti si aprono scorci mozzafiato sulle fratture di roccia  delle montagne che chiudono la valle, detta dell'Inferno forse proprio per questo suo aspetto selvaggio ed impenetrabile".

 

"Il percorso - raccontano - dapprima un suggestivo sentiero al di sopra del torrente in cui si alternano salite e discese, si fa poi pianeggiante e più largo quando si arriva proprio lungo il torrente, dove s'incontrano antichi mulini oggi case di vacanza. Nell'ultimo tratto che ci ha condotti alla suggestiva cascata abbiamo camminato lungo fiume, facendo attenzione ai sassi scivolosi abbiamo infine guadato il torrente e raggiunto la meta!".

 

"Finalmente - concludono - il meritato pranzo nel fresco, anzi quasi nel freddo di questa gola spettacolare! Il ritorno per il medesimo tragitto è sembrato a molti più veloce, forse perché tutti noi agognavamo una fetta di quelle golose torte caserecce viste la mattina al bar di Badia a Moscheta. Infatti all'arrivo... indovinate com'è andata a finire con quelle torte...".

ARCHIVIO NOTIZIE