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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
CHIANTI SENESE
12.11.2014
h 11:44 Di
Redazione
A piedi al Castello di Tornano tra Le Vie del Chianti... Classico
Il resoconto (con tantissime foto) dell'ultima camminata del foltissimo gruppo di camminatori chiantigiani
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GAIOLE IN CHIANTI - Giornata autunnale più bella non si poteva desiderare: domenica 9 novembre un vero regalo di sole in mezzo a questi giorni grigi, una domenica memorabile per l'allegra compagnia, il tempo benevolo e la bellezza incomparabile nel nostro amatissimo Chianti.

 

"Questa volta - dicono quelli del gruppo di camminatori de Le Vie del Chianti - siamo andati nel territorio di Gaiole in Chianti, nel cuore del Chianti Classico. Lasciate le macchine a Osteria della Passera dopo un breve tratto lungo la strada asfaltata abbiamo imboccato una stradella di campagna che ci ha condotti all'antico abitato di Lecchi con le sue caratteristiche case di pietra di origine medievale".

 

"Salendo ancora - raccontano -  siamo arrivati al sovrastante castello di Monteluco a Lecchi, posto sulla sommità della collina a dominare la valle del torrente Massellone. Davanti a noi un suggestivo castello che si sviluppa intorno ad un cortile cinto da mura, al quale si accede tramite un unico portale. Lasciato Lecchi la passeggiata è proseguita alla volta del delizioso paese di  San Sano, uno dei borghi meglio conservati del Chianti".

 

"Lungo il cammino panorami indimenticabili - dicono descrivendo quello che hanno catturato i loro occhi - le vallate dorate dei vigneti, i boschi fitti con i loro suggestivi abiti autunnali, poggi e crinali dominati dai castelli più belli della nostra Toscana, e ancora antiche case coloniche, campi coltivati e uliveti, il tutto in un'alternanza armonica ed irripetibile che solo il connubio secolare tra uomo e natura ha saputo creare".

 

"Arrivati a San Sano - proseguono - abbiamo pranzato. Il borgo, anch'esso di origine medievale, un tempo doveva essere fortificato, oggi le mura non ci sono più ma si possono ancora ammirare le antiche case in pietra. In una piazzetta del paese fa bella mostra di sé la curiosa fontana della “Rana Beona”, la cui creazione si deve al signor Anichini nativo del borgo che innamorato del proprio paese e del Chianti in generale, riuscì a portarlo alla ribalta sul finire degli anni sessanta nel corso di una trasmissione televisiva, facendo appunto il verso di una rana,  animaletto molto comune lungo i torrenti e gli stagni della zona".

 

"Quello fu il pretesto per parlare del Chianti - continuano - inteso come territorio e naturalmente anche come vino! Finito il pranzo abbiamo preso il caffè nel minuscolo bar alimentari del paese, così piccolo che abbiamo dovuto fare i turni per entrare, il simpatico gestore del bar inizialmente ci è sembrato un pochino intimorito da quest'insolita invasione domenicale (eravamo più di cinquanta persone!) ma poi ci ha salutati calorosamente!".

 

"Il percorso dopo pranzo - dicono ancora - ci ha riportati a Lecchi percorrendo dapprima un'incantevole stradella di crinale con vista sui vigneti del Castello di Ama, quindi in rapida discesa lungo il coso di un romantico borro. Dal paese di Lecchi abbiamo proseguito in discesa alla volta del Castello di Tornano. Inutile dire che anche in questo tratto i panorami mozzafiato non sono mancati, gli amanti della fotografia si sono davvero sbizzarriti, la luce dolce e calda del pomeriggio ha reso davvero magico tutto ciò che ci circondava, dal delicato filo d'erba ai profili dorati dei crinali più lontani".

 

"Tornati all'Osteria della Passera - spiegano - abbiamo ripreso le macchine per raggiungere in breve il suggestivo Castello di Tornano, altro gioiello medievale molto ben conservato. Qui ad accoglierci c'era Stefano, sommelier dell'azienda che ci ha raccontato la storia di questo bellissimo castello, oggi agriturismo di lusso e sede dell'omonima azienda agricola produttrice di Chianti Classico. La giornata si è conclusa per l'appunto degustando il vino di Tornano, il suo Chianti sincero e ruspante, il più corposo Chianti Riserva e per concludere il super-tuscan “Turnus” di gusto più internazionale!".

 

"Tra risate e battute siamo riusciti anche ad imparare qualcosa sul nostro vino - concludono - Sicuramente che fosse “bono” lo si sapeva già ma oggi dopo aver calpestato questa preziosa terra che gli dà vita, abbiamo capito che dentro ad un bicchiere di Chianti non c'è solo l'uva Sangiovese, dentro c'è tutto il territorio, il “Terroir” se vogliamo dirlo alla francese, ci sono il sole, questa terra, i boschi intorno ai vigneti, c'è la mano dell'uomo e le sue scelte. All'imbrunire ci siamo salutati e guardandoci a vicenda le risate non sono mancate... le gote rosse fra tutti! Sarà stata la stanchezza felice o il vino?".

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