Venerd́ 24 novembre 2017  8:32
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GIORNALISTI A SCUOLA
In collaborazione con
I.S.I.S. "Gobetti-Volta"
Identikit

Un laboratorio di giornalismo che ormai va avanti da oltre due anni, grazie alla splendida collaborazione degli insegnanti e della dirigenza dell'Istituto Statale di Istruzione Superiore "Gobetti-Volta" di Bagno a Ripoli.

Il Gazzettino del Chianti ha deciso quindi di dare una organicità a questa collaborazione creando questo apposito spazio in cui troveranno spazio tutti gli articoli scritti dagli studenti e dalle studentesse di quella che è l'unica scuola superiore presente nel nostro territorio.

Scriveranno anche di questo, del territorio in cui vivono e dal quale tutti i giorni "partono" per andare a scuola. Ma anche della scuola stessa, di quello che vi accade.

Articoli scritti da ragazzi dalla prima alla quinta superiore, seguiti dalla nostra redazione ma lasciati liberi nella scelta degli argomenti. Anche di sbagliare. In un piccolo-grande laboratorio di giornalismo aperto e plurale. Buona lettura!

GIORNALISTI A SCUOLA
13.11.2017
Incontriamo Simone Cavari: il nuovo preside del Gobetti-Volta
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“L’importante è avere una meta da raggiungere che ti porti avanti”: questo il messaggio di Simone Cavari, nuovo preside dell’Istituto GobettiVolta di Bagno a Ripoli.

 

Siamo andati a incontrarlo e ci ha accolto molto gentilmente nel suo ufficio. Vestito in modo elegante, con una camicia bianca e sopra una giacca nera. Pantaloni neri.

 

E’ il suo primo anno da preside in questa scuola, dopo essere stato Direttore del Circolo Didattico 1 di Sesto Fiorentino.

 

Si è diplomato al liceo scientifico di Scandicci, che a quel tempo non aveva un nome, invece ora è conosciuto come Russell Newton. Ha frequentato poi l’Università di scienze biologiche a Firenze e si è laureato in questa facoltà.

 

Le sue materie preferite erano le materie scientifiche (chimica e biologia) ma all’università ha apprezzato anche la matematica e la fisica.

 

Ha iniziato ad insegnare nel 1991 al Liceo artistico che si chiamava “Firenze due” e ad un istituto professionale con indirizzo “per assistenti comunità infantili” a Borgo San Lorenzo dove insegnava materie scientifiche. Dopodiché ha preso il ruolo alle scuole medie a Greve in Chianti, dove insegnava matematica e scienze.

 

Dopo essere diventato preside ha lasciato Greve in Chianti e ha avuto l’incarico a Sesto Fiorentino in un plesso comprendente scuola dell’infanzia e scuola primaria; dopo esserci stato per 5 anni, si è trasferito al Gobetti Volta.

 

SIMONE CAVARI - Ha preso il posto di Clara Pistolesi

 

Aveva piacere di cambiare scuola e di ritornare “alle origini” cioè alle scuole superiori dove aveva insegnato per la prima volta: “Quando chiesi il trasferimento dalla scuola di Sesto Fiorentino - racconta - avevo messo nella lista il Gobetti Volta, il Ginori Conti e altri licei, quando ho saputo che la preside del Gobetti Volta aveva cambiato scuola ne ho subito approfittato”.

 

Si aspettava una scuola complessa ma ricca di un’offerta formativa molto importante e ha trovato una realtà adeguata.

 

Secondo lui il ruolo del preside è un ruolo difficile perché al preside sono affidate molte mansioni. Come la sicurezza dei ragazzi.

 

Gli piaceva però anche fare l’insegnante: “Ogni tanto mi piacerebbe avere l’occasione di ritornare in classe, la classe mi manca, perché il rapporto con i ragazzi era tranquillo e colloquiale,  però non sono assolutamente pentito di aver fatto questa scelta”.

 

A lui piacerebbe che gli studenti entrassero in una scuola per arricchirsi culturalmente e "non dovrebbero considerarla come una specie di prigione". Dovrebbe essere vista come un’esperienza utile per i ragazzi attraverso la relazione con professori e preside.

 

Ci ha detto che le passioni sono molto importanti: “Quello che tutti gli studenti dovrebbero avere secondo me è la passione per qualcosa, ci possono essere cose più appassionanti e altre meno, però senza la passione, tutto è più difficile: l’importante è avere una meta da raggiungere che ti porti avanti e che ti faccia progredire, in questo caso, negli studi”.

 

Infine ci ha salutati con una frase molto importante: “Una persona nello studio o ci naviga o si perde”.

 

Articolo di Greta Antonini e  Niccolò Metafonti

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