Mercoledž 21 agosto 2019  22:56
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
immagine IL TACCUINO DEL FAUNISTA
IL TACCUINO DEL FAUNISTA
A cura di
Giovanni Batisti
Identikit

Agronomo e Tecnico faunista, sono specializzato nella gestione della fauna selvatica, considerata nelle sue relazioni con i diversi contesti ambientali e agronomici, con lo scopo di analizzare efficacemente le interazioni uomo-fauna-ambiente. Sono molto appassionato di comunicazione e divulgazione, soprattutto delle tematiche ambientali: dalla conservazione della natura e della biodiversità, alla gestione ed etica venatoria, alla qualità della filiera agroalimentare, all’ambiente come risorsa turistica ed economica. Il mio obiettivo è quello di aumentare l’interesse e la curiosità verso la flora e la fauna e soprattutto quello di diffondere più scienza e coscienza e meno credenze in un settore, quello della gestione e tutela dell’ambientale, spesso poco considerato. Potete contattarmi qui: giovanni.batisti@gmail.com.

IL TACCUINO DEL FAUNISTA
27.03.2018
Le fototrappole: vi sveliamo i segreti del... grande fratello dei boschi
immagine

Le fototrappole sono strumenti molto utilizzati da ricercatori, professionisti e appassionati di fauna selvatica per studiare le varie specie animali.

 

Il loro utilizzo risulta fondamentale per segnalare la presenza di una specie in una determinata area, valutare il comportamento, studiare la dinamica di popolazione (per esempio se sono avvenute delle nascite), capire il comportamento alimentare (utilizzando degli attrattivi o delle esche), distinguere un singolo animale da altri e, infine, per ammirarli nel loro ambiente naturale.

 

 

La loro funzione però può essere applicata, oltre che al monitoraggio e allo studio, anche alla tutela degli animali, ma, purtroppo, possono essere usate anche per scopi di bracconaggio.

 

La loro attività è dovuta a degli appositi sensori che, al movimento di un corpo all’interno del raggio di azione dei sensori stessi, attivano la fotocamera/videocamera che registra per un determinato intervallo di tempo.

 

Le riprese (semplici fotografie e/o video) possono essere realizzate nelle ore diurne e notturne: le diurne sono come una normale fotografia o un classico video a colori, mentre le notturne ci appaiono in “scala di grigi”, grazie alla visione a infrarossi di cui è dotato lo strumento.

 

 

Esistono inoltre fototrappole in grado di scattare o registrare video a colori in notturna, avvalendosi dei flash (come quelli delle macchine fotografiche) ottenendo così, anche di notte, immagini a colori.

 

Alcune possono anche registrare suoni, altre ancora, più sofisticate e costose, possono inviare messaggi (servendosi di schede telefoniche).

 

Quest’ultima tipologia è indicata per professionisti e ricercatori che possono utilizzare le fototrappole quando, per scopi scientifici, catturano degli animali selvatici per cui è richiesto un intervento tempestivo.

 

 

La scelta dello strumento dipende da due fattori: finalità e costi.

 

L’utilizzo di questi apparecchi è consigliato a persone esperte o a chi, deciso a intraprendere questa attività, abbia prima studiato gli aspetti tecnici e legali di questi strumenti.

 

 

Il loro impiego infatti risulta “rischioso” per diversi fattori: il primo, il terrore di molti ricercatori e professionisti, è il furto o il danneggiamento degli strumenti (che in certi casi possono costare centinaia di Euro), il secondo riguarda legalità e privacy poiché, con il loro utilizzo, si “cattura” qualsiasi cosa passi davanti alla nostra fototrappola... come per esempio l’uomo!

 

Inoltre, in alcune aree come quelle protette (parchi, oasi e simili), attività come questa sono esclusive del personale dell’ente gestore o dei ricercatori.

 



ARCHIVIO RUBRICA