Lunedì 22 dicembre 2014  4:27
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
  RUBRICHIANTI
IL CANTO DEL GALLO
In collaborazione con
Consorzio Vino Chianti Classico
immagine IL CANTO DEL GALLO
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Quando si apre una bottiglia di Chianti Classico ci si immerge in una storia che parte da lontano. Nei 70.000 ettari del territorio di produzione del Gallo Nero, uno dei luoghi più affascinanti al mondo. Firenze e Siena delimitano il territorio di produzione. Nove comuni: Castellina, Gaiole, Greve e Radda in Chianti per intero e, in parte, quelli di Barberino V.E., Castelnuovo B.ga, Poggibonsi, San Casciano e Tavarnelle V.P.. Un terroir unico per la produzione di vino e olio di qualità; centinaia di etichette garantite dalla DOCG: è vero Chianti Classico solo se sulla fascetta presente sul collo di ogni bottiglia si trova lo storico marchio del Gallo Nero. Il Consorzio Vino Chianti Classico conta, ad oggi, oltre 600 produttori associati. In questo spazio racconteremo presente e futuro del vino e dell'olio in questo territorio; storie, strategie, rapporto con il mondo.  Info: www.chianticlassico.com.

L'ULTIMA... ARRIVATA
IL CANTO DEL GALLO
12.12.2014
Di
Consorzio Vino Chianti Classico
Rapporto Stato-Impresa: il punto di vista del Consorzio
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Il tema della discussione che si terrà a Vicenza, presso la Biblioteca Della Vigna, il 13 dicembre è “Semplificazione e internazionalizzazione della filiera vitivinicola: il Decreto Campo libero e il labirinto normativo italiano”.

 

E Giuseppe Liberatore, direttore del Consorzio Vino Chianti Classico fornisce il suo contributo riflettendo insieme ad altre personalità sulla nuova politica economica e sul miglioramento del rapporto tra Stato e imprese.

 

Insieme a lui interverranno Ferdinando Albisinni, Università degli Studi della Tuscia, docente di Diritto Alimentare; Sandro Boscaini Presidente di Federvini; Eugenio Pomarici Università degli studi di Napoli Federico II, docente di Economia e gestione dell’Impresa agroindustriale; Danilo Riponti Coordinatore Gruppo legislazione dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino; Domenico Zonin Presidente dell’Unione Italiana Vini, UIV; Chiara Imperio Commissione Europea, DG Agri, Coordinatore dei Piani Nazionali di sostegno per il settore vitivinicolo.

 

A moderare la tavola rotonda, il professor Davide Gaeta, Docente di Politica Vitivinicola all’Università degli studi di Verona che introdurrà il tema, presentando il libro scritto con l’accademica Paola Corsinovi “Economics, Governance, and Politics in the wine market - European Union Developments”.

 

Il dibattito ruoterà attorno ad uno dei principali problemi che affligge l’imprenditore vitivinicolo italiano: la burocrazia intesa sia come eccesso di norme e regole, sia come moltiplicatore di costi che si concretizza spesso in un’eccessiva “invadenza” dello Stato nelle dinamiche del Mercato.  

 

Da qui, nasce spontanea la riflessione se il labirinto normativo in cui si è perso il settore vitivinicolo possa davvero avere una ragione d’essere o, addirittura, possa rappresentare un beneficio per qualcuno.

 

“La normativa - secondo Liberatore - era già complicata sia a livello nazionale che comunitario e rischia di diventare ancora più complicata con l'interiorizzazione delle normative europee a livello nazionale. Servirebbe, dunque, uno snellimento generale degli orpelli che creano problematiche all'intero sistema e una legislatura che semplifichi l'interpretazione nazionale delle direttive europee.”

 

“Il mio consiglio - continua Liberatore - è quello di creare una Commissione per la semplificazione e la riduzione delle norme e per permettere alle aziende di lavorare con meno burocrazia. Non dimentichiamoci che prima di tutto le aziende devono produrre! Per migliorare il rapporto tra Stato e imprese, la carta dovrebbe essere abolita a favore dell'informatizzazione delle procedure, rendendo possibile, attraverso sistemi informatici adeguati, il controllo dell'intero operato dell’azienda".

 

"Per far valere le nostre ragioni a Bruxelles - prosegue - tenendo conto che le normative a livello europeo sono molto meno complesse di quanto possiamo immaginare, dobbiamo interiorizzare le normative in modo semplice. Inoltre, gli enti preposti al controllo delle imprese dovrebbero studiare un sistema, che eviti inutili doppi controlli e perdita di energie per le aziende. Ci auguriamo che nel 2015 il tutto si concretizzi in tempi brevi ed il Decreto Campo Libero rappresenta a mio avviso il primo passo verso il miglioramento auspicato”.

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