Giovedě 20 settembre 2018  2:27
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IL TACCUINO DEL FAUNISTA
A cura di
Giovanni Batisti
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Agronomo e Tecnico faunista, sono specializzato nella gestione della fauna selvatica, considerata nelle sue relazioni con i diversi contesti ambientali e agronomici, con lo scopo di analizzare efficacemente le interazioni uomo-fauna-ambiente. Sono molto appassionato di comunicazione e divulgazione, soprattutto delle tematiche ambientali: dalla conservazione della natura e della biodiversità, alla gestione ed etica venatoria, alla qualità della filiera agroalimentare, all’ambiente come risorsa turistica ed economica. Il mio obiettivo è quello di aumentare l’interesse e la curiosità verso la flora e la fauna e soprattutto quello di diffondere più scienza e coscienza e meno credenze in un settore, quello della gestione e tutela dell’ambientale, spesso poco considerato. Potete contattarmi qui: giovanni.batisti@gmail.com.

IL TACCUINO DEL FAUNISTA
15.07.2018
Processionaria: come si sviluppa, i rischi, come si combatte
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Esistono molte specie diverse di processionaria ma in Italia la più diffusa è la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa).

 

Questo insetto deve il nome a un suo particolare comportamento: tende a spostarsi in un’unica fila, formando, appunto, una sorta di processione.

 

È uno degli insetti più distruttivi per le foreste, capace di privare di ogni foglia vasti tratti di pinete. Le pianta più colpita è il pino (in particolare il pino nero e il pino silvestre), ma è facile trovarne anche presso larici e cedri. La sua presenza diventa notevole e potenzialmente pericolosa nei periodi primaverili ed estivi.

 

All'inizio della primavera le larve, nate l'estate precedente, iniziano a nutrirsi, defogliando completamente i rami e causando notevoli danni alle piante infestate. Nonostante le piccole dimensioni, sono dotate di forti mandibole in grado di fagocitare i duri aghi già subito dopo la nascita.

 

Durante l’estate la larva si sviluppa per poi raggiungere la maturità e compiere la metamorfosi in adulto, una falena di circa 3-4 cm di colore brunastro.

 

Durante i mesi più caldi imbavano gli aghi dei pini con filamenti di seta nel tentativo di costruire un nido stabile e resistente (ben visibile nelle chiome) che servirà per superare i mesi di latenza autunno-invernale.

 

La loro presenza, oltreché essere gravemente dannosa per gli alberi, può essere pericolosa anche per noi uomini e per i nostri cani. Difatti i molti peli urticanti dell’insetto, allo stato larvale, sono velenosi, e in alcuni casi, fortunatamente limitati, possono provocare una grave reazione allergica.

 

Tali peli si distaccano dall’insetto ogni qual volta c’è un contatto con una superficie o per causa del vento e, rilasciando istamina, causano forti pruriti alla cute e alle mucose.

 

La processionaria è però molto pericolosa per i nostri amici cani: la loro curiosità e il loro olfatto li può portare a ingerire o soltanto leccare le lunghe “processioni” che queste larve formano sul terreno.

 

La reazione, all’interno della bocca del cane, è immediata e grave (a seconda della dinamica). L’animale solitamente presenta una salivazione intensa e nei casi più gravi si ha inizio a processi di necrosi con conseguente perdita di porzioni della lingua.

 

Ci sono più modi per gestire e combattere questo insetto.

 

Metodi basati sulle trappole ai ferormoni. Queste trappole sono costituite da contenitori con all’interno dei ferormoni, sostanze chimiche rilasciate dalla femmina della specie per attirare il maschio durante il periodo dell’accoppiamento.

 

Questo metodo può essere utile per monitorare la diffusione delle falene di processionaria e per confondere i maschi nella ricerca della femmina, evitando così l’incontro tra i due sessi. Il periodo migliore per posizionare i diffusori di feromoni è il mese di giugno.

 

I metodi meccanici consistono nella distruzione dei nidi sulle chiome, da effettuarsi preferibilmente in inverno, periodo nel quale le larve sono rifugiate al loro interno. Intervento ideale se l’infestazione è puntiforme.

 

Altri metodi consistono nella lotta microbiologica, attualmente il metodo di intervento più utilizzato, che consiste nell’impiego dell’insetticida biologico Bacillus thuringiensis kurstaki.

 

Tale prodotto sfrutta la presenza al suo interno del Bacillus thuringiensis, un batterio che, colpita una processionaria, paralizza la larva danneggiandone i centri nervosi. Questo intervento è consigliabile se l’infestazione è diffusa in un’ampia area.

 

Altri metodi si basano sulle trappole meccaniche, ovvero sull’utilizzo di strutture da applicare al tronco dell’albero (su tutta la circonferenza) in modo tale da intercettare le larve che, discendendo i fila, possono raggiungere altre piante o il suolo per interrarsi.



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