Martedì 30 maggio 2017  7:27
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
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LE NUVOLE BUZZILLANO
A cura di
Federico Magherini (Dottor Nuvola)
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Mi chiamo Federico Magherini (in arte Dottor Nuvola) e sono uno dei fondatori del progetto di dottori-clown "M’illumino d’immenso”, attivo nei reparti di dialisi, sala prelievi e psichiatria dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri.

Il nostro lavoro di clown in ospedale consiste semplicemente nel prendersi cura con amore di tutti gli altri e nella parola altri sono inclusi anche gli animali, le piante e qualsiasi altra forma di vita sia senziente che non senziente e di mettere tutte queste energie in contatto armonico e amorevole l’una con l’altra per poter così realizzare il concetto profondo di “Cura”.

L’intento della rubrica è far vedere le cose da un punto di vista più “clown”. Per contatti dottornuvola@alice.it. Il sito dell’associazione è www.clowncare.it.

LE NUVOLE BUZZILLANO
29.05.2017
Il Ramadan spiegato insieme a Sara, studentessa marocchina: imparerete nuove cose
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Questa settimana vorrei parlarvi del Ramadan per varie ragioni, la prima perché è appena iniziato, la seconda perché penso che in pochi abbiano approfondito e conoscano questo argomento e imparare cose nuove fa sempre bene.

 

In questo caso il beneficio che ne avrete sarà doppio perché aumenterete la vostra conoscenza e diminuirete la vostra diffidenza perché quando non si conosce qualcosa si tende a tenerla lontana e ghettizzarla e non è una cosa che fa proprio bene alla vita, né alla vostra né a quella dei nostri fratelli musulmani che si vedono guardati male non avendo fatto niente.

 

Ho scelto di parlare con Sara che è una ragazza che studia giurisprudenza, nata a Firenze da padre italiano e madre marocchina.

 

Ho scelto lei per vari motivi, il primo è che è un’amica, il secondo è che suo padre è non solo un italiano convertito all’islam ma è anche il presidente sia della comunità islamica fiorentina che della moschea , sua mamma è la fondatrice e la preside della scuola di arabo “Al amal” di Firenze (Al amal significa speranza) nonché sindacalista della Cgil.

 

E terzo motivo perché lei ha una pagina su Facebook chiamata “Pennalibera” nella quale parla del suo essere musulmana ed è per cui una fonte attendibile.

 

Iniziamo dalle date, quest’anno il Ramadan è iniziato il 27 maggio e finirà il 24 giugno ma siccome il calendario islamico è composto da 354 o 355 giorni (10 o 11 giorni in meno dell'anno solare), il mese di Ramadan di anno in anno cade in un momento differente dell'anno solare, e quindi man mano cade in una stagione diversa.

 

Nel corso del mese di Ramadan tutti i musulmani devono astenersi dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali dall’alba al tramonto.

 

Appena tramonta il sole rompono il digiuno e possono mangiare e bere fino a che il sole non sorgerà di nuovo. Durante questo periodo particolarmente intensa dev'essere la lotta contro i cattivi pensieri, le cattive azioni e la rabbia (si dice che un buon musulmano non dovrebbe tenere rancore con nessuno per più di tre giorni e si dice che Dio tenga conto di chi tra i due litiganti fa il primo passo di conciliazione, ovviamente tutto questo è tenuto in maggior considerazione nel periodo del Ramadan).

 

Ci sono però delle eccezioni, ossia alcune persone che, pur essendo musulmane, si possono astenere dal digiuno e sono: le donne incinta, mestruate o puerpere, i bambini e le bambine fino al raggiungimento della pubertà, i viaggiatori, i malati. I bambini e i malati cronici al suo posto, secondo le loro possibilità, devono al suo posto fare la carità come ad esempio nutrire le persone bisognose indipendentemente dalla loro religione, gruppo etnico o dalle loro convinzioni.

 

Le altre categorie invece devono recuperare i giorni che hanno saltato di digiuno entro l’inizio del ramadan dell’anno successivo.

 

Dal dialogo avuto con Sara: "Il Ramadan è anche una prova fisica durante la quale capiamo meglio chi non ha da mangiare e da bere non per scelta ma per povertà e quando poi cala il sole e puoi tornare a mangiare e bere non lo dai più per scontato".

 

E ancora: "Il Ramadan è per noi un periodo di allenamento annuale ma anche una festa poiché quando cala il sole ci ritroviamo tutti insieme in famiglia e mangiamo, in questo periodo prestiamo particolarmente attenzione a lavarci e purificarci ancora di più di quanto facciamo già normalmente, a pulire e sistemare la casa come quando c’è una festa, l’atmosfera che percepiamo noi è molto simile a quella che i cattolici sentono per il Natale, un periodo in cui cerchiamo tuti di essere più buoni, più attenti sia agli altri che ai nostri familiari, un periodo in cui cerchiamo di approfondire la nostra fede e il nostro rapporto con Dio".

 

Dice ancora Sara: "Anche noi, come i cattolici a Natale, ci diciamo che sarebbe bello fare così non solo per il Ramadan ma tutto l’anno e poi, siccome siamo umani, a volte ce ne dimentichiamo e così, al Ramadan successivo, cerchiamo di ricordarcelo ancora e di migliorare sempre di più, è in pratica un periodo di approfondimento, ricerca spirituale e umana molto profonda che coinvolge milioni di persone in tutto il mondo contemporaneamente".

 

Hai ricordi particolari legati al Ramadan?

 

“Sì certo, quando nel periodo del Ramadan ci fu il compleanno di una mia amica mi ricordo che lei e le altre amiche che sapevano che io non potevo mangiare fino al tramonto mi misero da parte le cose migliori e controllavano che nessuno me le mangiasse, ci misero sopra delle bandierine di carta a significare che quelle pietanze dovevano essere lasciate da parte per me. Sono sempre molto attente e premurose nei miei confronti e io lo apprezzo davvero molto".

 

Ma ti hanno mai fatto domande stupide legate al Ramadan?

 

“Sì certo, come quella volta che una mia amica mi disse sottovoce allungandomi una gomma da masticare: “Tieni puoi mangiarla, non c’è nessuno che ti vede” come se il Ramadan non fosse una libera scelta ma un obbligo dal quale evadere nascondendosi, oppure quella volta che una persona mi chiese se potevo deglutire la mia stessa saliva durante il Ramadan (come se uno dovesse andare in giro a sputare per non ingoiare la saliva). Ovviamente tutte queste domande sciocche sono dovute a una non conoscenza e questo è uno dei motivi appunto per cui ho deciso di parlare con Sara del Ramadan, perché volere bene alle persone e prendersene profondamente cura significa anche cercare di conoscere le loro abitudini e i loro modi di fare così da rispettarle sempre di più".

 

Vuoi aggiungere qualcosa d’altro?

 

“Sì, vorrei dire che l’Islam ha come radice l’amore e qualsiasi atto terroristico le persone possano compiere in nome di questa religione è e rappresenterà sempre e solo loro stessi e non la nostra religione. Dico questo perché un famoso passo del Corano recita: “Chi salva una vita è come se avesse salvato l’intera umanità e chi strappa una vita è come se avesse ucciso tuta l’umanità”. Desidero adesso concludere questo articolo con una mia riflessione personale".

 

Mi sono sentito un poco a disagio e in difficoltà parlando con Sara, una meravigliosa ragazza di 25 anni piena di speranze per il futuro che, siccome si parlava di Islam, quando le ho chiesto se volesse aggiungere qualcosa a conclusione della nostra piacevole chiacchierata ha ritenuto opportuno specificare che la sua religione non contempla il terrorismo e che lei, la sua famiglia e tutta la sua comunità non sono terroristi che vogliono ucciderci tutti in nome della loro religione.

 

Permettetemi di dire che una ragazza di 25 anni dovrebbe poter concludere una chiacchierata senza doversi sentire obbligata a giustificare la sua religione, la sua vita e le sue scelte e che questa cosa è precisa responsabilità di tutti noi che spesso le facciamo arrivare questo messaggio quando lei, col suo meraviglioso velo rosa in testa, passeggia beatamente per la sua e nostra città.

 

Abbiamo bisogno davvero di regalare speranza ai giovani se vogliamo che il mondo migliori, dobbiamo essere più accoglienti e tolleranti con tutte le persone e dobbiamo cercare di aumentare le nostre conoscenze reciproche perché solo con la conoscenza si combatte l’ignoranza e dove non regna l’ignoranza non può prendere piede né il razzismo né l’intolleranza che dell’ignoranza sono le figlie.

 

Concludo augurando RAMADAN KAREEM a tutti i musulmani.

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