Marted́ 30 maggio 2017  7:22
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
immagine UFFICIO LEGALE
UFFICIO LEGALE
A cura di
Silvia Mensi
Identikit

Sono avvocato iscritto all'albo di Firenze del 2003. Vivo da sempre nel comune di Impruneta: qui sono cresciuta e qui ho scelto di fare crescere la mia famiglia.

Mi occupo per lavoro di diritto civile e per passione della vita del mio territorio. Un territorio che amo e che apprezzo in ogni sua sfaccettatura.

La mia professione mi porta ad entrare in contatto con molte persone in momenti difficili delle loro vite.

Con questa rubrica spero di poter dare delle semplici risposte su temi di attualità, che riguardano quello che accade nel territorio chiantigiano e non solo.

Sarò a disposizione dei lettori qualora vogliano contattarmi: la mia mail è avv.silvia.mensi@gmail.com.

 

UFFICIO LEGALE
20.03.2017
Gazebo, tettoia, altra copertura, posso realizzarla anche temporaneamente?
immagine

Con l’imminente arrivo della primavera riprende la voglia di sentirsi scaldare dal tepore del sole e ricorre come ogni anno una domanda.

 

Essendo proprietario di un terrazzo o di un giardino posso installare qualcosa che meglio mi consenta di godermi l’aria aperta?

 

Nello scegliere fra le varie opere che possono essere utilizzate nella bella stagione, in genere si dibatte tra due tipologie: il gazebo e la tettoia.

 

Il gazebo è una struttura a forma circolare o poligonale, in muratura, in ferro lavorato o in legno, terminante con una copertura. Generalmente è utilizzato durante la stagione estiva e può essere smontato prima dell’inverno.

 

È in quanto tale una struttura tipicamente temporanea, sebbene non manchino casi in cui, in concreto, si trovi ad assumere un carattere quasi definitivo, perché viene lasciato nello stesso posto per anni, finché l’usura o al vetustà ne comportano la rimozione o la sostituzione.

 

Occorre domandarsi, dunque, che cosa può accadere quando una struttura inizialmente prevista come temporanea divenga stabile, se non “definitiva”.

 

Il gazebo, così come la copertura e l’arredo dei terrazzi o dei giardini, può essere installato su balconi e spazi di proprietà senza alcuna autorizzazione o permesso, purché dette strutture non si configurino di fatto in volumetria permanente.

 

Con la sentenza n. 1777/2014 del Consiglio di Stato si è chiarito che non occorre chiedere alcun “permesso” alle amministrazioni locali quando si provvede all’installazione di strutture di arredo, installate su pareti esterne dell’unità immobiliare ad esclusivo servizio.

 

L’installazione è libera, purché come detto non si crei volumetria.

 

L’installazione è pertanto lecita, se le strutture sono leggere e rimuovibili, caratterizzate da elementi in metallo o in legno di esigua sezione, coperte da telo anche retrattile, stuoie in canna o bambù o materiale in pellicola trasparente, prive di opere murarie e di pareti chiuse di qualsiasi genere, costituite da elementi assemblati tra loro, tali da rendere possibile la loro rimozione previo smontaggio e non demolizione.

 

Alla luce di ciò, pertanto, si può ritenere che la realizzazione di un gazebo non ancorato al suolo e fornito di copertura leggera sia lecita.

 

Diverso è il caso dell’altro manufatto spesso utilizzato per godere della bella stagione: la tettoia

 

A differenza del gazebo, che è autonomo, infatti, la tettoia è una struttura spiovente diretta a coprire in modo permanente l’ambiente sottostante.

 

Questa può essere autonoma e poggiare per intero su pilastri, o accessoria ad un edificio. In tal caso poggerà in parte su pilastri e in parte sul muro perimetrale di un edificio. La tettoia, per essere tale, deve essere almeno aperta su tre lati

 

Trattandosi di una struttura diretta a coprire un’area, per distinguere se occorra o meno il permesso di costruire si dovrà guardare alla dimensione del manufatto.

 

Qualora la tettoia realizzata abbia dimensioni tali da consentire la sosta delle persone e proteggere dagli agenti atmosferici un’area vivibile o comunque adibita alla sosta umana, occorrerà richiedere il permesso di costruire.

 

L’opera, viene ad assumere dimensioni e della funzioni autonome rispetto all’edificio e non può essere qualificata come pertinenza. La copertura di una nuova area, infatti, crea una nuova sagoma e si aggiunge alle dimensioni dell’edificio. Per la sua realizzazione, dunque, occorre essere dotati di autorizzazione.

 

Qualora invece la tettoia abbia piccole dimensioni, cioè comporti una minima sporgenza dal muro dell’edificio e sia priva di finalità abitative, la sua realizzazione è possibile anche senza alcuna richiesta di permesso di costruire o altra comunicazione preventiva al comune.

 

Simili tipologie di tettoie, però sono quelle si vedono comunemente a protezione delle porte d’ingresso o delle finestre, con dimensioni così ridotte da non poter essere né vivibili né soggette a sosta umana.

 

In conclusione, dunque, mentre la realizzazione di un gazebo sarà generalmente possibile senza alcuna richiesta, purché il medesimo mantenga le caratteristiche di temporaneità, amovibilità e leggerezza della struttura, la realizzazione di una tettoia, ove adibita a spazio vivibile, dovrà essere oggetto di richiesta all’autorità comunale.

 

 

ARCHIVIO RUBRICA