Giovedě 19 gennaio 2017  15:55
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
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A cura di
Silvia Mensi
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Sono avvocato iscritto all'albo di Firenze del 2003. Vivo da sempre nel comune di Impruneta: qui sono cresciuta e qui ho scelto di fare crescere la mia famiglia.

Mi occupo per lavoro di diritto civile e per passione della vita del mio territorio. Un territorio che amo e che apprezzo in ogni sua sfaccettatura.

La mia professione mi porta ad entrare in contatto con molte persone in momenti difficili delle loro vite.

Con questa rubrica spero di poter dare delle semplici risposte su temi di attualità, che riguardano quello che accade nel territorio chiantigiano e non solo.

Sarò a disposizione dei lettori qualora vogliano contattarmi: la mia mail è avv.silvia.mensi@gmail.com.

 

UFFICIO LEGALE
29.12.2016
Il nuovo diritto di accesso agli atti pubblici da parte dei cittadini
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Il 23 dicembre 2016, antivigilia di Natale, è una data che non desta certo curiosità o particolari emozioni in chi si è accinto celebrare le imminenti festività o spera di riposare un po’ dopo un anno impegnativo fatto di lavoro, studio, o altre attività stressanti.

 

Nel suo piccolo, però, il 23 dicembre individua un limite importante, poiché entro tale data tutte le pubbliche amministrazioni dovranno adeguarsi agli obblighi di trasparenza stabiliti dal decreto legislativo n. 97/2016, che ha introdotto nel nostro ordinamento un generalizzato il diritto di accesso agli atti pubblici.

 

Il termine che è stato utilizzato dagli addetti ai lavori per definire l’importante novità a favore dei cittadini è mutuato dalla terminologia statunitense, che ha adottato il Freedom of information Act (abbreviato in F.O.I.A.), grazie al quale, fin dal 1966 chiunque può in teoria comprendere come opera il Governo.

 

Si è parlato così, non senza una certa enfasi, di FOIA italiano.

 

Indipendentemente dal termine, è indubbio che la definitiva entrata in vigore del decreto porterà molte novità importanti, perché riguarderà tutti gli enti di natura pubblica, Stato, enti locali territoriali, enti pubblici di ogni genere, e società partecipate.


Ma come funzionerà in concreto?

 

Le norme sul diritto di accesso, prevedono una generale autonomia dell’attività della pubblica amministrazione rispetto al diritto alla conoscenza del cittadino. In concreto, il cittadino può accedere agli atti solo se ha un interesse, e solo se questo è ritenuto meritevole di tutela da parte della pubblica amministrazione.

 

Con le nuove norme il diritto dei cittadini di conoscere atti e informazioni pubblici diventa la regola, e l’eccezione la mancata diffusione dei provvedimenti. Tutti i provvedimenti dovranno essere pubblicati, e quando non lo saranno, la P.A. dovrà spiegare perché, motivando la segretazione per ragioni che riguardano interessi pubblici superiori (come ad esempio la sicurezza nazionale o la stabilità economica) o interessi concreti di privati prevalenti (come ad esempio dati personali, dati riguardanti la salute, il credo, o la segretezza della corrispondenza).

 

L’obbligo di trasparenza, sarà rispettato anche con la pubblicazione di atti da rendere noti indipendentemente dalla richiesta dei cittadini, perché dovranno essere rese pubbliche, ad esempio, tutte le spese sostenute, in forma puntuale e aggregata, l’indicazione degli organici, e ogni altro dato idoneo a far comprendere la natura dell’attività compiuta.

 

Nell’ipotesi che gli atti cui si intenda accedere non siano pubblicati, l’accesso potrà essere esercitato, sia rivolgendosi direttamente alla struttura che ha emesso l’atto, sia all’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico, sia ad un’altra struttura a ciò espressamente dedicata per la trasmissione on line degli atti, che dovrà essere indicata su internet dalla P.A. interessata.

 

Le risposte alle domande d’accesso dovranno essere fornite entro 30 giorni dal deposito della richiesta, con obbligo di motivazione in caso di risposta contraria. Se le richieste di accesso riguarderanno soggetti terzi, denominati controinteressati, il termine potrà essere sospeso per 10 giorni, in attesa delle considerazioni di questi ultimi.

 

Per i costi, vigeranno regole simili a quelle sostituite e quindi, in linea generale, l’accesso  agli atti sarà gratuito se assolto con invio telematico, mentre potranno essere richiesti i “costi vivi” nel caso di rilascio di copie su supporto, cartaceo o eletttronico.

 

Un altro passo avanti importante, riguarda la tutela in caso di silenzio o di rifiuto, perché invece che ricorrere in via giurisdizionale al Tribunale amministrativo Regionale competente, ci si potrà appellare al responsabile anti-corruzione o, negli enti locali,  al difensore civico.

 

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