Sabato 16 dicembre 2017  0:42
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
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GIORNALISTI A SCUOLA
In collaborazione con
I.S.I.S. "Gobetti-Volta"
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Un laboratorio di giornalismo che ormai va avanti da oltre due anni, grazie alla splendida collaborazione degli insegnanti e della dirigenza dell'Istituto Statale di Istruzione Superiore "Gobetti-Volta" di Bagno a Ripoli.

Il Gazzettino del Chianti ha deciso quindi di dare una organicità a questa collaborazione creando questo apposito spazio in cui troveranno spazio tutti gli articoli scritti dagli studenti e dalle studentesse di quella che è l'unica scuola superiore presente nel nostro territorio.

Scriveranno anche di questo, del territorio in cui vivono e dal quale tutti i giorni "partono" per andare a scuola. Ma anche della scuola stessa, di quello che vi accade.

Articoli scritti da ragazzi dalla prima alla quinta superiore, seguiti dalla nostra redazione ma lasciati liberi nella scelta degli argomenti. Anche di sbagliare. In un piccolo-grande laboratorio di giornalismo aperto e plurale. Buona lettura!

GIORNALISTI A SCUOLA
11.12.2017
Giocondo Fagioli: il cestaio di Panzano che intreccia la nostra memoria
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PANZANO (GREVE IN CHIANTI) - La prima impressione che si avverte varcando la soglia della casa di Giocondo Fagioli a Panzano in Chianti è quella di un salto indietro nel tempo, all’epoca in cui contadini e artigiani vivevano di alcune professioni allora diffuse delle quali ormai resta solo uno sbiadito ricordo.

 

Giocondo, nato nel 1938, porta avanti da ormai sessant’anni la passione del “cestaio”, un lavoro di grande abilità con il quale quotidianamente confeziona ceste intrecciate a mano con pazienza. Infatti, nonostante l’inevitabile progresso delle tecniche di realizzazione delle ceste, Giocondo opera ancora interamente a mano.

 

“All’età di soli 11 anni feci il primo panierino, poi decisi di iniziare a fare anche altri oggetti come cestini, sotto pentole e alveari; finii i miei primi oggetti grazie a mio zio, ma poi cominciai questa professione per passatempo e del tutto autonomo” racconta.

 

“Iniziai a utilizzare il vimine - prosegue - perché all’epoca non si utilizzava la plastica come adesso. Per questo dovevo arrangiarmi con quello che avevo e che potevo procurarmi con quel poco che guadagnavo lavorando nei campi”.

 

 

Questa sua passione, e anche il lavoro nei campi, non sempre portò da mangiare a casa; per questo dovette iniziare a lavorare altrove.

 

Lavorò infatti all’azienda Fornace Manetti al Ferrone per 35 anni, ma dopo aver preso la pensione si concentrò totalmente sulla sua passione: la produzione degli oggetti in vimine.

 

Grazie a questo suo passatempo, diventato ormai un lavoro, venne chiamato anche ad alcune trasmissioni televisive e citato nel libro: “La cucina dei mercanti in Toscana” di Giulia Scarpaleggia.

 

Giocondo, un po’ commosso, ci dice: “Tra i giovani nessuno vuole imparare questo mestiere, che per me ha sempre rappresentato una professione e una passione che porto avanti ancora oggi, pur essendo pensionato da tempo. Tutti i colleghi che conoscevo se ne sono andati, lasciandomi per ultimo a reggere il testimone di questo mestiere sempre più dimenticato".

 

“I miei figli hanno il loro lavoro - conclude - e anche i miei nipoti, ho cercato di insegnare loro il mio mestiere, ma ognuno di noi ha la propria passione. E a malincuore devo dire che sono e sarò l’ultimo cestaio di Panzano in Chianti".

 

Articolo di Hiba Sekkou, Zuzzanna Musielak, Allegra Sardiello

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