Sabato 25 maggio 2019  1:04
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GIORNALISTI A SCUOLA
In collaborazione con
I.S.I.S. "Gobetti-Volta"
Identikit

Un laboratorio di giornalismo che ormai va avanti da oltre due anni, grazie alla splendida collaborazione degli insegnanti e della dirigenza dell'Istituto Statale di Istruzione Superiore "Gobetti-Volta" di Bagno a Ripoli.

Il Gazzettino del Chianti ha deciso quindi di dare una organicità a questa collaborazione creando questo apposito spazio in cui troveranno spazio tutti gli articoli scritti dagli studenti e dalle studentesse di quella che è l'unica scuola superiore presente nel nostro territorio.

Scriveranno anche di questo, del territorio in cui vivono e dal quale tutti i giorni "partono" per andare a scuola. Ma anche della scuola stessa, di quello che vi accade.

Articoli scritti da ragazzi dalla prima alla quinta superiore, seguiti dalla nostra redazione ma lasciati liberi nella scelta degli argomenti. Anche di sbagliare. In un piccolo-grande laboratorio di giornalismo aperto e plurale. Buona lettura!

GIORNALISTI A SCUOLA
18.03.2019
Dal Gobetti-Volta al Climate Strike a Firenze: il "reportage" dei ragazzi
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Strade bloccate e caos in città: così Firenze si è svegliata la mattina di venerdì 15 marzo.

 

Dai più grandi ai più piccoli: persone di tutte le fasce d'età sono scese in piazza Santa Croce nel centro di Firenze, per lo sciopero mondiale che mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e la politica riguardo al problema del cambiamento climatico.

 

Alcuni scienziati dicono che abbiamo tempo fino al 2035 per cambiare le cose, dopodiché i danni dell'uomo saranno irreversibili e ci ritroveremo a sopravvivere in un mondo di carestie, migrazioni e di conseguenza nuove malattie.

 

Sarebbe già stato ideato un piano per cambiare le cose e ridurre così l’immissione di CO2 nell’aria, ma ovviamente tanti Paesi non l’hanno preso in considerazione perché danneggerebbe una parte dei loro interessi economici, condizionando il business dell’uso di energie non rinnovabili.

 

 

Il numero dei partecipanti alla manifestazione si è aggirato intorno ai 10.000, tra i quali c’eravamo anche noi, studenti di tante classi del Gobetti-Volta, perché in questa circostanza ci sembrava una cosa importante non far finta di niente.

 

Molti studenti in tutto il mondo si sono assentati dai loro impegni scolastici, per seguire l'esempio dell'attivista Greta Thunberg: una ragazza di origine svedese, ora candidata al premio Nobel per la pace, che a soli 16 anni è riuscita ad aprire milioni di occhi, quando ogni giorno, sedendo davanti al Parlamento di Stoccolma, teneva alto un cartello con su scritto “Sciopero della scuola per il clima”.

 

Senza di lei tutto ciò che è successo non sarebbe mai accaduto. Alcune scuole primarie e secondarie di primo grado hanno deciso di partecipare portando classi intere.

 

Impressionante vedere come anche i bambini più piccoli sono sensibili all’argomento, cantando in coro”Noi ci siamo, se tu inquini ti meniamo”.

 

La manifestazione ha avuto il suo inizio alle 9 di venerdì mattina in piazza Santa Croce e si è poi sviluppata tra le vie più importanti di Firenze.

 

La folla è passata poi per via Dei Neri, piazza della Signoria, piazza San Firenze per arrivare poi in piazza Santissima Annunziata dove è terminata e hanno avuto luogo i discorsi degli studenti.

 

“Vogliamo un futuro” è questo il messaggio che i ragazzi lanciano per mezzo di microfoni, cartelloni e striscioni. I più diffusi riportano una frase in inglese che tradotta in Italiano equivarrebbe “Anche i dinosauri pensavano di avere tempo”.

 

Al primo posto però, in cima alla folla, uno striscione con scritto “Siamo ancora in tempo a fermarli” con le facce di Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Dario Nardella.

 

Il sindaco di Firenze. Nardella tra l’altro dichiarandosi sostenitore dell’ambiente, ha partecipato personalmente alla manifestazione promuovendola sui social network. In questo oceano di persone abbiamo chiesto alcuni ragazzi perché erano lì e che cosa ne pensavano.

 

“Sono qua oggi per aprire gli occhi a tutto il mondo, questo argomento colpisce direttamente tutti gli abitanti della Terra, dobbiamo unirci tutti insieme, nessuno escluso. Per questa causa una sola manifestazione non basta” dice Olga della 2A liceo scientifico Gobetti.

 

 

Camminando per la piazza incontriamo un gruppo di ragazze di terza del liceo scientifico Castelnuovo che aggiungono “Il tempo per fare qualcosa sta finendo, le conseguenze che dovremmo affrontare noi giovani saranno devastanti se non ci uniamo e facciamo la differenza ora”.

 

E’ vero, lo pensiamo anche noi: tutti i giorni facciamo qualcosa nel nostro piccolo, ma la situazione sta peggiorando di giorno in giorno e dovremmo impegnarci di più.

 

Proprio come dice Cristina del liceo linguistico Serve di Maria: “Facile essere qui a manifestare per perdere un giorno di scuola e poi buttare le sigarette o le bottiglie di plastica in terra. Io sono venuta ma secondo me saltare la scuola non è un metodo valido in questo caso, qui il problema non è il sistema scolastico, ma è molto più ampio".

 

Teresa, del liceo classico Dante è rimasta incredibilmente colpita dal numero di persone che hanno partecipato: “Sono venuta qui convintissima, dopo che la nostra professoressa di geografia ci ha fatto riflettere sul dato che noi siamo l’ultima generazione che ha la possibilità di fare qualcosa per questo enorme problema. Dopo di noi, per le generazioni successive, tutto sarà ormai inutile. Mi sono sentita responsabilizzata, ho sentito su di me un compito importante da portare avanti e ho cominciato a pensare come cambiare alcuni miei comportamenti quotidiani che sono negativi per l’ambiente. Certo sono piccole cose, ma se tutti le facessimo forse potremmo ottenere qualcosa”.

 

Alla fine la manifestazione è stata un successo, ma abbiamo ancora sete di farci sentire per cambiare le cose. Faremo tutto il possibile, siamo tutti giovani motivati che lottano per poter continuare a visitare isole come le Maldive, per non far estinguere città come la vecchia Venezia.

 

Non abbiamo perso la voglia di cambiare, anzi, questo è solo l’inizio e non ci arrenderemo.

 

Samira Moussa e Siria Fiorilli



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