Giovedě 21 settembre 2017  19:50
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
immagine CONSAPEVOLMENTE
CONSAPEVOLMENTE
A cura di
Tommaso Ciulli
Identikit

Psicologo iscritto all’Ordine degli Psicologi della Toscana. Mi occupo di sostegno e counseling psicologico, gestione dello stress e sviluppo dell’assertività.

Ricevo a San Casciano e Firenze. Socio Corrispondente della Società di Terapia Comportamentale e Cognitiva. Ricercatore presso la Scuola Cognitiva di Firenze.

Per info o domande: drtommasociulli@gmail.com o www.tommasociulli.com.

CONSAPEVOLMENTE
8.06.2017
"Bimbi lasciati in auto e morti: neurologia e psicologia per spiegare"
immagine

Arezzo 07/06/2017, mamma dimentica la figlia di 18 mesi in auto che muore soffocata sotto il sole.

 

Livorno 27/07/2016, coppia dimentica la figlia di 17 mesi in auto lasciata al caldo a causa di un “vuoto di memoria”, morirà poche ore dopo in ospedale.

 

Vicenza 01/06/2015, bimba di 17 mesi anch’essa morta in auto per il calore per una dimenticanza

 

Piacenza, Perugia, ... .

 

Secondo alcune statistiche si parla di circa 600 vittime l’anno nel mondo riconducibili a fatti come quelli riportati sopra.

 

In molti oggi si chiedono come sia possibile che accada un evento del genere, com’è possibile che un genitore, per il quale il bene più grande sono i figli, sia in grado di compiere un atto così brutale.

 

Tralasciano quei casi nei quali è stata dimostrata l’intenzionalità di procurare la morte del figlio, la neurologia e la psicologia possono aiutare a dare una spiegazione sul perché tali eventi possono accadere.

 

A quanto risulta, nella maggioranza dei casi alla base di tali eventi ci sarebbero dei vuoti di memoria, come delle amnesie. Questa giustificazione, come la chiamano in molti, emerge quasi sempre nei racconti strazianti dei genitori.

 

Ma può veramente essere così? Può veramente accadere che una persona, un genitore, possa scordarsi di portare il figlio all’asilo, si diriga al lavoro, passando anche 8 ore lavorando, e rendersi conto solo dopo un’intera giornata di aver lasciato il figlio in auto quando oramai è troppo tardi? Secondo le neuroscienze e la psicologia è plausibile e non sarebbe solo una giustificazione.

 

Un altro elemento emerge quasi sempre dalle testimonianze e quasi mai gli viene data la giusta importanza.

 

Dai racconti sembrano emergere alcuni elementi, che in termini tecnici vengono definiti stressor, come situazioni, pensieri e scadenze che normalmente creano una certa attivazione, stressogena, nell’organismo.

 

Da alcuni racconti risulta anche come questi elementi (stressor) fossero presenti da tempo nella vita dei genitori, il che si presume abbia portato uno dei genitori o entrambi a vivere livelli di stress abbastanza elevato per un lungo periodo.

 

Ma come può lo stress far dimenticare il proprio figlio in auto?

 

La risposta non è così complessa e può spiegare in parte come ciò possa accadere. Quando qualcosa come una scadenza importante, i soldi che mancano, certi pensieri, un licenziamento, attivano in noi preoccupazioni e ansia, si attiva un meccanismo all’interno del cervello che rilascia un ormone, chiamato adrenocorticotropo, molto importante per l’essere umano il quale una volta immesso nell’organismo porta all’aumento della quantità di cortisolo (chiamato appunto ormone dello stress) nel sangue.

 

Tale ormone, che varia normalmente durante la giornata, provoca l’aumento della glicemia del sangue, contrasta le infiammazioni e permette una miriade di altre funzioni organiche necessarie.

 

Purtroppo, se rilasciato in quantità elevate e soprattutto per lunghi periodi come un lungo periodo di stress, provoca enormi alterazioni cognitive e mnemoniche. In alcuni casi si assiste a modificazioni fisiche del cervello a lungo termine.

 

In poche parole, impedisce alla memoria a breve termine di lavorare in modo ottimale generando dei buchi di memoria anche importanti.

 

Più questi livelli di stress sono elevati e cronici, maggiormente la memoria come anche alcune funzioni come l’apprendimento ne saranno danneggiate. Inoltre, può sussistere una maggiore vulnerabilità alla depressione e vari disturbi d’ansia.

 

Da sapere, inoltre, che il livello di danneggiamento della memoria dovuto al cortisolo è soggettivo come è soggettivo il livello di stress provocato dagli eventi di vita.

 

Un licenziamento come un esame fisico importante, vengono vissuti in modo molto diverso da persona a persona con emozioni e quantità di esse anche diverse.

 

A parità di stress prolungato in persone diverse si può assistere a fenomeni normali come piccole dimenticanze, ad esempio lasciare la porta di casa aperta, fino a scordare scadenze, appuntamenti e consegne lavorative anche molto importanti con conseguenze disastrose.

 

Questa è solo una delle possibili spiegazioni che potrebbero aiutare a comprendere come possono accadere certi eventi.

ARCHIVIO RUBRICA