Martedì 13 novembre 2018  21:07
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
immagine L'EDITORIALE
L'EDITORIALE
A cura di
Matteo Pucci
Identikit

Amo il mestiere di giornalista, raccontare le storie delle persone, entrare in contatto con realtà che, se la mia vita lavorativa fosse stata diversa, non avrei mai conosciuto. C'è bisogno di rispetto, empatia, curiosità: ormai lo faccio da tanti anni. Ho iniziato come tanti, scrivendo di sport, seguendo le partite dal calcio locale. Poi in questi anni ho lavorato nella carta stampata, sempre nel Chianti. Territorio che penso di conoscere palmo a palmo, strada per strada (anche se poi, ogni giorno, scopro sempre qualcosa di nuovo...). Ho deciso di credere fermamente nel progetto de Il Gazzettino del Chianti perché penso che il futuro dell'informazione passi in gran parte dal web: per le modalità di fruizione, per i costi insostenibili della carta. Sto scoprendo un mondo affascinante, in cui la contemporaneità della notizia deve sempre andare di pari passo con l'accuratezza. Se volete contattarmi, sottopormi quesiti, criticarmi, scrivete a m.pucci@gazzettinodelchianti.it. Vi risponderò da questa pagina.

L'EDITORIALE
10.11.2018
Sei anni di Gazzettino del Chianti: un traguardo per cui vi diciamo grazie
immagine

Era il 10 novembre del 2012 quando pubblicammo il primo articolo de Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine.

 

Andammo online in una data che ci piaceva, 10-11-12, ci dava l'idea di una sorta di progressione.

 

Oggi, 10-11-18 siamo qui a dirvi grazie. Sei anni non sono uno scherzo per un quotidiano online.

 

Sei anni sempre "sul pezzo". H24, 365 giorni all'anno. Per raccontarvi questo bellissimo territorio: cercando di farlo sempre in modo onesto, costruttivo. Con correttezza e professionalità.

 

Del resto siamo, noi del Gazzettino, tutte persone che in questo territorio oltre a lavorare, studiare, ci vivono soprattutto. Sentiamo addosso una responsabilità sociale importante. E cerchiamo di onorarla.

 

Tre i grazie (anche se potrebbero essere tremila) che mi sento di dover dire oggi, a sei anni di distanza, per quello che è diventato (e non temo a dirlo) un piccolo-grande miracolo editoriale in Toscana (fidatevi...).

 

Ai lettori, in primis. Senza persone che leggono non si va da nessuna parte. E i lettori del Gazzettino (migliaia e migliaia ogni giorno) sono sempre, a distanza di sei anni, in crescita: ad oggi, 10 novembre 2018, siamo a un +9,30% rispetto allo stesso periodo del 2017 che ci fa stare bene.

 

Ma, al di là dei numeri, è il tipo di lettorato che ci conforta: oltre il 75% dei nostri lettori ormai non passa più neanche dai canali social. Viene a leggere direttamente il giornale, una, due, tre volte al giorno. Si chiama fidelizzazione. A questo puntiamo, da sempre.

 

Sono, inoltre, lettori di qualità. Mi spiego: per il tipo di giornale che facciamo, per il tipo di lavoro che mettiamo in campo, sono lettori "iper locali", del nostro territorio. A questo puntiamo, da sempre.

 

Perché, e non è elemento per nulla secondario, è questo il lettorato che piace ai nostri inserzionisti.

 

E qui viene il secondo grazie: viviamo di pubblicità, abbiamo clienti che sono diventati, in molti casi, veri e propri partner. Con cui collaboriamo da anni, in un percorso virtuoso che non ci può che far piacere.

 

Anche perché, e lo voglio sottolineare viste le continue e pressanti richieste che quotidianamente (fidatevi anche su questo) respingiamo, da quel 10 novembre 2012 abbiamo scelto di non ospitare pubblicità di attività come compro oro, locali di lap dance.

 

Ma soprattutto pubblicità relativa a gioco d'azzardo, scommesse sportive, poker online... . Perché se si vuol creare uno spazio comunitario si deve anche saper dire no a qualche soldo facile facile.

 

Poi, ma non è certo una "classifica", ci sono tutti i collaboratori del giornale: da chi scrive un articolo all'anno a chi cammina più... spedito.

 

Ognuno di loro, ognuno, è importantissimo. Per noi avere persone nei vari paesi, nelle comunità, che le vivono e le raccontano "alla maniera" del Gazzettino è di vitale importanza: come politica editoriale abbiamo cercato fin dall'inizio di essere onesti, concreti, rispettosi, riconoscenti, coinvolgenti nei loro confronti.

 

Si può sempre far meglio (e cercheremo di farlo) ma speriamo in questi anni di aver dato dimostrazione che alle parole corrispondono i fatti.

 

E poi grazie a chi, ogni giorno, ci affida le sue storie, i suoi percorsi di vita, le sue speranze. A chi vede nel Gazzettino un compagno di viaggio ormai insostituibile. A chi si fida di noi. Speriamo, sempre, di ripagare la fiducia. Anche dicendo no. Anche spiegando che... questo no, non si può scrivere. Motivando il no.

 

Perché il ruolo dei giornalisti non è quello di essere semplici ingranaggi. E' di raccogliere notizie, informazioni, verificarle, fare un percorso serio e onesto. E poi, quando tutto è ben allineato, pubblicare. E farlo su un quotidiano online, con tempi sempre pressanti e più ristretti, a volte di pochi minuti, non è semplice.

 

Mi piace anche ricordare che poi, negli anni, il progetto si è oltremodo sviluppato. E oggi vede, accanto al Gazzettino, quotidiano on line, generalista, un webmagazine come WeChianti (dall'aprile 2016) che, in italiano e in inglese, racconta il territorio in ottica soprattutto turistica. A breve e a lungo raggio.

 

E poi, dal settembre dello scorso anno, SportChianti, una sorta di Gazzettino... sportivo, che ci sta dando grandissime soddisfazioni.

 

Ecco quello che siamo oggi, 10-11-18: è un piccolo-grande mondo editoriale che mette al centro il Chianti. Ogni giorno, 365 giorni all'anno. Dal quel 10-11-12... .

 

Un piccolo-grande mondo complesso, "certificato", e lo voglio dire chiaramente perché siamo di fronte a un mondo, il web, pieno di opportunità ma anche di scorciatoie, di molti che fanno finta di essere un qualcosa che non sono.

 

I nostri tre giornali sono tutti registrati in Tribunale, sono tutti registrati al Roc (Registro Operatori della Comunicazione). I bilanci della casa editrice, della nostra Srl, sono depositati ogni anno in Camera di Commercio.

 

Grazie davvero. A tutti. Adesso andiamo a festeggiare. Nell'unico modo che conosciamo: lavorando e raccontandovi quello che succede.

 

Matteo Pucci



ARCHIVIO RUBRICA