Sabato 22 febbraio 2020  19:35
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
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L'EDITORIALE
A cura di
Matteo Pucci
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Amo il mestiere di giornalista, raccontare le storie delle persone, entrare in contatto con realtà che, se la mia vita lavorativa fosse stata diversa, non avrei mai conosciuto. C'è bisogno di rispetto, empatia, curiosità: ormai lo faccio da tanti anni. Ho iniziato come tanti, scrivendo di sport, seguendo le partite dal calcio locale. Poi in questi anni ho lavorato nella carta stampata, sempre nel Chianti. Territorio che penso di conoscere palmo a palmo, strada per strada (anche se poi, ogni giorno, scopro sempre qualcosa di nuovo...). Dal novembre 2012 deciso di credere fermamente nel progetto de Il Gazzettino del Chianti perché penso che il futuro dell'informazione passi in gran parte dal web: per le modalità di fruizione, per i costi insostenibili della carta. Sto scoprendo un mondo affascinante, in cui la contemporaneità della notizia deve sempre andare di pari passo con l'accuratezza. Se volete contattarmi, sottopormi quesiti, criticarmi, scrivete a m.pucci@gazzettinodelchianti.it. Vi risponderò da questa pagina.

L'EDITORIALE
14.02.2020
Seguire i figli con la App sullo scuolabus? Per me è una follia. Anzi, come direbbe Fantozzi...
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Le amministrazioni comunali di Bagno a Ripoli e Impruneta stanno presentando in questi giorni, anche tramite incontri con i genitori, il nuovo gestore del servizio di trasporto scolastico.

 

Ponendo l'accento in maniera particolare su una novità introdotta da chi ha preso in appalto il trasporto dei bambini presso le scuole primarie e secondarie in questi comuni: la possibilità di scaricare una App gratuita che ti permette di seguire tuo figlio nel tragitto.

 

"Grazie alle notifiche push - si legge nella comunicazione ufficiale del Comune di Bagno a Ripoli - i genitori saranno avvisati in tempo reale a mezzo notifica: quando lo scuolabus sta per arrivare alla fermata; quando l’alunno sale a bordo; quando l’alunno arriva a destinazione".

 

Insomma, invece che lavorare con costanza sulla conoscenza di pulministi e accompagnatori da parte della comunità scolastica, insieme ad avere regole ben precise (ad esempio sugli orari, che so, se non si arriva puntuali si rimane a piedi), si fornisce l'ennesimo "surrogato informatico" che non fa altro che dare ulteriore benzina alle ansie, molto spesso immotivate, di noi genitori.

 

Non siamo più in grado di delegare con fiducia, sia che abbiamo davanti un insegnante, un pulminista, un istruttore di una società sportiva. Vogliamo sempre sapere, sapere, sapere... . Ma sapere cosa?

 

Serve qualità nel personale, buon lavoro (inteso come formazione e contratti), rispetto delle regole e dei ruoli. Invece si va in direzioni che, personalmente, trovo grottesche.

 

Genitori ansiosi per figli ansiosi. Tutti sulla App.

 

PS: Sogno un genitore che, a uno di questi incontri di presentazione della App, faccia come Fantozzi alla fine della Corazzata Potemkin... .



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