Marted́ 16 luglio 2019  20:22
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
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L'EDITORIALE
A cura di
Matteo Pucci
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Amo il mestiere di giornalista, raccontare le storie delle persone, entrare in contatto con realtà che, se la mia vita lavorativa fosse stata diversa, non avrei mai conosciuto. C'è bisogno di rispetto, empatia, curiosità: ormai lo faccio da tanti anni. Ho iniziato come tanti, scrivendo di sport, seguendo le partite dal calcio locale. Poi in questi anni ho lavorato nella carta stampata, sempre nel Chianti. Territorio che penso di conoscere palmo a palmo, strada per strada (anche se poi, ogni giorno, scopro sempre qualcosa di nuovo...). Dal novembre 2012 deciso di credere fermamente nel progetto de Il Gazzettino del Chianti perché penso che il futuro dell'informazione passi in gran parte dal web: per le modalità di fruizione, per i costi insostenibili della carta. Sto scoprendo un mondo affascinante, in cui la contemporaneità della notizia deve sempre andare di pari passo con l'accuratezza. Se volete contattarmi, sottopormi quesiti, criticarmi, scrivete a m.pucci@gazzettinodelchianti.it. Vi risponderò da questa pagina.

L'EDITORIALE
22.06.2019
Autopalio, finalmente anche le istituzioni scendono in battaglia
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"Quei lavori fermi sull'Autopalio e il silenzio assordante delle istituzioni": era il titolo dell'editoriale che scrivevamo proprio il giorno di Ferragosto, un anno fa, 15 agosto 2018 (lo potete leggere qui).

 

"Quello che ci sembra strano - scrivevamo a proposito del cantiere infinito nella zona Falciani-Terme - è che in tutti questi mesi nessun sindaco, nessuna istituzione locale, abbia detto una parola su questa situazione. Che si sta trascinando da tempo e che si trascinerà chissà per quanto ancora".

 

Sono passati altri mesi, e qualcosa ha iniziato a muoversi. Anche se troppo lentamente: prima le iniziative del gruppo consiliare del Pd di San Casciano, le firme online (comprese quelle dei sindaci), un incontro con il prefetto di Firenze dell'allora sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini.

 

Poi, finalmente, qualcosa si è sbloccato anche nella "testa" degli amministratori, facendogli capire che tutta questa situazione aveva bisogno di ben altro. Meno diplomazia e più "grinta".

 

Partendo dalla manifestazione di maggio al Pontenuovo, organizzata dall'allora candidato sindaco (oggi sindaco) di Barberino Tavarnelle, David Baroncelli. Una sorta di "capofila" della protesta.

 

Fino ad arrivare, ed è cronaca recente, all'uscita comune dei tre sindaci dell'Unione Comunale del Chianti Fiorentino (Baroncelli, Paolo Sottani di Greve in Chianti, Roberto Ciappi di San Casciano), ormai schierati sulla "modalità-battaglia". Una sorta di liberazione anche per i tantissimi cittadini ormai angustiati dalle condizioni della Firenze-Siena.

 

Condizioni (quelle del viadotto su cui insiste il cantiere infinito), ed è cronaca ancora più recente, il ministero delle infrastrutture ha ri-presentato ad Anas, chiedendo di dare delucidazioni e chiarimenti. Lo precisa una lettera dell'associazione fiorentina Idra.

 

Adesso vedremo gli sviluppi. Serve incisività. Servono manifestazioni pubbliche. Servono presidi. Serve rumore. Tanto rumore. Il nostro giornale si confermerà, e lo è da tempo, un punto di riferimento sul tema.

 

Ce ne siamo occupati sempre (qui le risposte ad Anas alle nostre domande sul cantiere nel maggio 2018; qui le risposte di Anas sulle condizioni del viadotto dei Falciani, nel tratto precedente a quello segnalato da Idra - che è quello del cantiere - ovvero nella parte altissima che passa sopra la frazione imprunetina), anche quando a molti interessava il giusto. Continueremo a farlo: sia raccontando che partecipando, organizzando, siamo a disposizione.

 

P.S.: nei consigli comunali chiantigiani ci sarebbero anche le opposizioni. Sfido chiunque a trovare atti ufficiali (o anche solo un misero comunicato stampa) in cui si siano occupate di Autopalio.

 

Autopalio: una piccola storia che fa riflettere

 

Chiudo raccontandovi un piccolo fatto che però dice tanto sulle modalità di gestione di questa fondamentale arteria di comunicazione, sia dal punto di vista di chi ci vive, di chi studia, lavora, di chi viene in visita come turista.

 

L'Autopalio non ha bisogno di grosse spiegazioni, basta guardarla per capire che molto non va, che molto è stato sbagliato, che moltissimo c'è da fare (e in fretta).

 

Ma questa piccola storia ci dice quello che è. E come viene gestita.

 

Metà aprile 2019, dal viadotto Fillinelle (come di Barberino Tavarnelle) si staccano alcuni pezzi di cemento andando a finire nella sottostante strada (comunale) del Morrocco.

 

Anas comunica al Comune di Barberino Tavarnelle che deve fare le verifiche sul viadotto per capire perché si sono staccati qui pezzi. E se e come ci sono da fare lavori. Il Comune (giustamente) chiude la strada sottostante.

 

Passano i giorni, le settimane, parte anche una lettera dell'allora commissario prefettizio del Comune di Barberino Tavarnelle ad Anas. Si chiede quando verranno a fare i lavori per la messa in sicurezza del viadotto. Per riaprire una strada (quella del Morrocco) fondamentale per tantissimi per raggiungere la zona industriale della Sambuca.

 

Silenzio. Il candidato sindaco di Centrosinistra Barberino Tavarnelle, David Baroncelli, insieme ad altri candidati sindaci di zona organizza la manifestazione al Pontenuovo di venerdì 10 maggio.

 

Mentre sta iniziando il presidio di protesa uno dei nostri giornalisti, Antonio Taddei, ci avvisa che i lavori al viadotto Fillinelle sono stati appena conclusi.

 

A parte lo "strano" caso temporale, si viene a sapere che si è trattato di due-tre ore di intervento o poco più. Dopo quattro settimane di attesa e di strada chiusa.

 

Un inciso: il 6 maggio, lungo la SP10, vicino a San Donato in Poggio, era morto un senegalese residente a Barberino Val d'Elsa, padre di due figli, che andava a lavorare alla Sambuca con il suo scooter.

 

Con il Morrocco chiuso, in quei giorni allungava passando dalla SP 10 per poi tornare giù, verso Sambuca, dalla strada che scende da San Donato in Poggio.

 

Nessuno può dire cosa sarebbe accaduto con la strada del Morrocco regolarmente aperta, nessuno ha speculato neanche un secondo su questa storia. Ma è lì, drammaticamente concreta.

 

Dicevamo, il 10 maggio, dopo quattro settimane, poco più di due ore di lavori e, per Anas, viadotto a posto. Si può riaprire la strada sottostante. 

 

Voi direte, è stato fatto immediatamente. No. Perché (giustamente) il Comune di Barberino Tavarnelle aspettava la comunicazione ufficiale di Anas.

 

C'è voluto una settimana per averla. Sipario.



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