Venerd́ 19 gennaio 2018  0:56
il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
immagine L'EDITORIALE
L'EDITORIALE
A cura di
Matteo Pucci
Identikit

Amo il mestiere di giornalista, raccontare le storie delle persone, entrare in contatto con realtà che, se la mia vita lavorativa fosse stata diversa, non avrei mai conosciuto. C'è bisogno di rispetto, empatia, curiosità: ormai lo faccio da tanti anni. Ho iniziato come tanti, scrivendo di sport, seguendo le partite dal calcio locale. Poi in questi anni ho lavorato nella carta stampata, sempre nel Chianti. Territorio che penso di conoscere palmo a palmo, strada per strada (anche se poi, ogni giorno, scopro sempre qualcosa di nuovo...). Ho deciso di credere fermamente nel progetto de Il Gazzettino del Chianti perché penso che il futuro dell'informazione passi in gran parte dal web: per le modalità di fruizione, per i costi insostenibili della carta. Sto scoprendo un mondo affascinante, in cui la contemporaneità della notizia deve sempre andare di pari passo con l'accuratezza. Se volete contattarmi, sottopormi quesiti, criticarmi, scrivete a m.pucci@gazzettinodelchianti.it. Vi risponderò da questa pagina.

L'EDITORIALE
9.12.2017
Addio a Mauro Marconcini. Un sindaco vero, un uomo perbene
immagine

Una brava persona. Sarà difficile che qualcuno con cui parlate di Mauro Marconcini, che ci ha lasciato oggi, sabato 9 dicembre, ve ne parli in modo diverso.

 

Esco un attimo dal territorio "di competenza" del giornale, che si ferma proprio ai confini del comune di Montespertoli, per parlare di un uomo che di Montespertoli ha fatto la storia recente.

 

Era stato uno dei sindaci a cavallo fra gli anni Novanta e Duemila a fare tre mandati (dal 1990 al 2004, un percorso speculare al "nostro" grevigiano Paolo Saturnini): sindaco nel senso pieno del termine.

 

In un tempo in cui ancora i partiti non erano "liquidi" come oggi. In cui si facevano (come in ogni epoca) errori. In cui però si poteva davvero pensare di incidere con la politica locale. Progettare con tempi lunghi e non solo gestire nell'immediato.

 

Ho conosciuto Mauro Marconcini nei primi anni in cui facevo questo mestiere (poi ho seguito, fin quando ho lavorato in area-Montespertoli, Antonella Chiavacci e Giulio Mangani): uomo schietto, affabile, mai schivo.

 

Per caratteristiche umane e politiche forse era più simile a un suo illustre predecessore, a quell'Aurelio Giomi che ho avuto il privilegio di conoscere in seguito, durante la realizzazione di alcuni dvd sui personaggi dei nostri paesi.

 

Gente schietta, umana di un'umanità mai artefatta. Prima di tutti i social, prima di tutta l'epoca digitale. Sindaci analogici di tempi gloriosamente analogici.

 

E molto... analogico Mauro era rimasto anche in seguito. Ero nella sua mailing list, e ogni volta che mi arrivava una sua mail mi scappava da sorridere.

 

Scriveva di tutto in queste mail. Brevi, brevissime. Indirizzate a un po' di redazioni e giornalisti. Pillole in cui diceva la sua: sull'attualità politica, sociale del nostro Paese. Sulla amatissima Fiorentina.

 

Con quel suo fare schietto e "campestre" che non potevi non apprezzare. Sembrava di leggerle ascoltando la sua voce, inconfondibile. Un po' tonante un po' fioca.

 

Mi legano tanti ricordi alla "sua" Montespertoli. Anche di quando ero ancora bambino o ragazzo, e non sapevo che lui era il sindaco. Della "sua" Festa del Vino, del pranzo di pesce cucinato dalla mia zia che non c'è più.

 

Di un paese generoso, fatto di gente semplice. Come Mauro.

ARCHIVIO RUBRICA