Testata Gazzettino del Chianti
13.11.2017   
Incontriamo Simone Cavari: il nuovo preside del Gobetti-Volta
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“L’importante è avere una meta da raggiungere che ti porti avanti”: questo il messaggio di Simone Cavari, nuovo preside dell’Istituto GobettiVolta di Bagno a Ripoli.

 

Siamo andati a incontrarlo e ci ha accolto molto gentilmente nel suo ufficio. Vestito in modo elegante, con una camicia bianca e sopra una giacca nera. Pantaloni neri.

 

E’ il suo primo anno da preside in questa scuola, dopo essere stato Direttore del Circolo Didattico 1 di Sesto Fiorentino.

 

Si è diplomato al liceo scientifico di Scandicci, che a quel tempo non aveva un nome, invece ora è conosciuto come Russell Newton. Ha frequentato poi l’Università di scienze biologiche a Firenze e si è laureato in questa facoltà.

 

Le sue materie preferite erano le materie scientifiche (chimica e biologia) ma all’università ha apprezzato anche la matematica e la fisica.

 

Ha iniziato ad insegnare nel 1991 al Liceo artistico che si chiamava “Firenze due” e ad un istituto professionale con indirizzo “per assistenti comunità infantili” a Borgo San Lorenzo dove insegnava materie scientifiche. Dopodiché ha preso il ruolo alle scuole medie a Greve in Chianti, dove insegnava matematica e scienze.

 

Dopo essere diventato preside ha lasciato Greve in Chianti e ha avuto l’incarico a Sesto Fiorentino in un plesso comprendente scuola dell’infanzia e scuola primaria; dopo esserci stato per 5 anni, si è trasferito al Gobetti Volta.

 

SIMONE CAVARI - Ha preso il posto di Clara Pistolesi

 

Aveva piacere di cambiare scuola e di ritornare “alle origini” cioè alle scuole superiori dove aveva insegnato per la prima volta: “Quando chiesi il trasferimento dalla scuola di Sesto Fiorentino - racconta - avevo messo nella lista il Gobetti Volta, il Ginori Conti e altri licei, quando ho saputo che la preside del Gobetti Volta aveva cambiato scuola ne ho subito approfittato”.

 

Si aspettava una scuola complessa ma ricca di un’offerta formativa molto importante e ha trovato una realtà adeguata.

 

Secondo lui il ruolo del preside è un ruolo difficile perché al preside sono affidate molte mansioni. Come la sicurezza dei ragazzi.

 

Gli piaceva però anche fare l’insegnante: “Ogni tanto mi piacerebbe avere l’occasione di ritornare in classe, la classe mi manca, perché il rapporto con i ragazzi era tranquillo e colloquiale,  però non sono assolutamente pentito di aver fatto questa scelta”.

 

A lui piacerebbe che gli studenti entrassero in una scuola per arricchirsi culturalmente e "non dovrebbero considerarla come una specie di prigione". Dovrebbe essere vista come un’esperienza utile per i ragazzi attraverso la relazione con professori e preside.

 

Ci ha detto che le passioni sono molto importanti: “Quello che tutti gli studenti dovrebbero avere secondo me è la passione per qualcosa, ci possono essere cose più appassionanti e altre meno, però senza la passione, tutto è più difficile: l’importante è avere una meta da raggiungere che ti porti avanti e che ti faccia progredire, in questo caso, negli studi”.

 

Infine ci ha salutati con una frase molto importante: “Una persona nello studio o ci naviga o si perde”.

 

Articolo di Greta Antonini e  Niccolò Metafonti