Testata Gazzettino del Chianti
17.06.2013    h 12:12    Di   Redazione
"Le Vie del Chianti": che bella camminata fino a Volterra
Foto e commenti dopo una giornata davvero speciale iniziata alle Saline
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CHIANTI FIORENTINO - Giornata splendida e calda quella di domenica 16 giugno per il nutrito gruppo de "Le Vie del Chianti", sulle incantevoli colline volterrane: un itinerario di trekking semplice lungo la vecchia ferrovia che per oltre quarant'anni ha collegato le Saline, nella valle del fiume Cecina, alle porte etrusche e medioevali della città di Volterra.

 

Partito da San Casciano, il grosso del gruppo ha raggiunto Saline di Volterra dove si sono aggregati altri "aficionados" provenienti dal mare e una nuova appassionata dalla città di Livorno.

 

"La nostra escursione - dicono quelli del gruppo - inizia dalla vecchia stazione di Saline, oramai in rovina, dove i binari quasi nascosti dall'erba segnano il vecchio tracciato ferroviario. Senza problemi di orientamento superiamo il primo casello, diroccato e proseguiamo, sempre in falso piano, fiancheggiando collinette solcate da calanchi. Sulla massicciata ferroviaria, qui larga e ben sistemata, si cammina in tutta tranquillità, e arriviamo ad un secondo casello, anche questo, purtroppo, in stato di abbandono, con rampicanti e acacie a colonizzare ogni angolo dell'edificio".

 

"Era qui - proseguono - che il locomotore innestava la sua terza ruota, la cremagliera, per iniziare la sbuffante salita a Volterra. Per alcuni tratti la strada è immersa nella vegetazione e certamente ne traiamo tutti giovamento, in questa prima calda domenica di giugno. Proseguendo sempre diritto ad ogni bivio, il tracciato si addentra tra le colline offrendo grandi spunti panoramici su Volterra e sulla campagna circostante".

 

"Transitiamo davanti al terzo casello - dicono ancora - sempre coperto dalla vegetazione, e da qui il tracciato esce allo scoperto fiancheggiando aperti prati. Comincia qui il tratto più ripido mentre il tracciato ferroviario inizia il largo semicerchio necessario per giungere a San Lazzaro. E' lungo questa parte che si incontra il tratto in cui la massicciata è franata, per l'instabilità del pendio e soprattutto per l'incuria e l'abbandono. Il percorso ora si restringe a sentiero e per pochi metri diventa disagevole. Imbocchiamo uno stradello ripido a destra che termina in una strada attigua a delle abitazioni. Seguiamo la sterrata che sale sulla sinistra e in breve siamo sula strada principale".

 

“Il "tocco" è già passato da un po' - continua la "cronaca" della camminata - e la fatica, il caldo e la fame si fanno decisamente sentire. Saliamo verso Volterra, passiamo sotto un ponte ad arcata doppia e poco dopo troviamo sulla sinistra la vecchia stazione ferroviaria oggi adibita a parcheggio. A questo punto i più troviamo il tanto desiderato punto di sosta nella ombrosa scalinata che sale alle mura della città, sotto il severo sguardo del Mastio mediceo sovrastante, mentre pochi altri entrano in città per procurarsi il meritato ristoro".

 

"Dopo il pranzo - la camminata prosegue - entriamo da Porta a Selci da cui si diramano le strade nella millenaria storia di Volterra, allo scoperta delle mura e delle porte del periodo etrusco, della zona archeologica con il teatro e il foro romano, del Palazzo dei Priori, del Palazzo Pretorio, della Cattedrale, del Battistero e delle mura del periodo comunale, tra un gustoso gelato e le antiche botteghe di alabastro".

 

"Che dire di questa camminata? Sicuramente fuori dagli ambienti che normalmente frequentiamo - riflettono - ma altrettanto vero è che abbiamo potuto ammirare e visitare ambienti naturali e luoghi che danno un senso di tranquillità: dolci colline in mezzo alla campagna, colorate dalla natura in mille sfumature diverse, e il tuffo nella città di Volterra. Tutto questo nonostante il gran caldo che ha reso più intensa e sudata la cavalcata del gruppo".


Prossimo appuntamento per domenica 30 giugno, con una splendida camminata nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, sopra San Benedetto in Alpe, per scoprire la celebre cascata dell'Acquacheta che Dante paragonò al fiume infernale Flegetonte, lungo un sentiero comodo, tra maestosi faggi e ontani, dal sapore decisamente montano.

 

Info e prenotazioni: Eleonora 392 0579570 – Sarah 328 9043252 – Samuele 338 4611098, leviedelchianti@gmail.com - www.leviedelchianti.it.