Testata Gazzettino del Chianti
10.02.2019    h 10:05    Di   Jessica Nardi
I ragazzi del '59, i ricordi delle estati all'aria aperta, la festa per l'arrivo del frigorifero
Dopo le memorie legate alla scuola ecco le immagini dall'infanzia di cinque castellinesi
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CASTELLINA IN CHIANTI - Dei ricordi scolastici dei ragazzi del 1959 di Castellina in Chianti abbiamo parlato qualche giorno fa: delle maestre che arrivavano in auto, degli scappellotti e delle gite allo zoo, delle stilografiche e anche del refettorio.

 

Oggi proponiamo un altro capitolo delle immagini del passato attraverso la memoria di Marcello Bonechi, Gabriella Bruni, Tiziana Cicali, Massimo Guarducci e Giovanna Lusini, nati nel 1959, che ripercorrono i ricordi della loro infanzia, in un mondo dove la tecnologia era il telefono a gettoni e una festa l'arrivo della lavatrice o del frigorifero a casa, dove l'estate si passava tutta all'aria aperta.

 

“In estate - continua infatti Massimo Guarducci, andavamo in pineta - alla Casce o al Montecalvario. Lì c’era molto vento ed era perfetto per far volare gli aquiloni. Le mamme ricamavano e noi giocavamo. Si portava con noi anche la merenda. Spesso si girava intorno al prete. La domenica, andavamo a vedere il Castellina anche in trasferta con il pullman. Io non ho mai giocato a calcio, non ero affatto bravo. Ho sempre avuto la bicicletta".

 

Continua Guarducci: "I miei amici erano i miei compagni di scuola. C’era una forma di appartenenza molto forte. In estate, la domenica andavamo al mare a Follonica con la 500. Mentre il sabato pomeriggio, dopo scuola, con i miei genitori, approfittavamo per andare a Siena. La macchina si posteggiava al campo sportivo. Andavamo sempre all’Upim: per me era il regno dei balocchi; mi brillavano gli occhi dalla gioia.”


“D’estate - ci dice Tiziana Cicali - si chiacchierava, andavamo in pineta, oppure dalla Stefania Manganelli che stava in campagna. Si usava molto la fantasia e ci si divertiva con poco. Poi io leggevo di tutto; mio padre quando ritornava da Siena aveva sempre un libro con sé, appositamente per me. Con la mia zia e i miei cugini, qualche giorno, si trascorreva al mare a Follonica. L’anno di terza media andai anche in Colonia. Alcune volte capitava di vedere un film al cinema, al Cantinone. Però ricordo anche di essere stata con mio padre a vedere Via col Vento al cinema San Gallo. All’epoca, a Castellina c’era davvero tutto per comprare il necessario: dai vestiti alle scarpe”.


“D’estate dove si andava? Si stava ma a casa - ci racconta Marcello Bonechi - La domenica mattina andavamo alla messa a San Niccolò; poi si mangiava il bollito con il lesso, la gallina e la salsa verde. La televisione la comprarono i nostri vicini che stavano alla 'Casina'. Si guardava a luce spenta. Poi si comprò anche noi. Era una tv MIVAR che si acquistava a Castellina da Tonino Bucciarelli”.


“D’estate anche io stavo a casa, giocavo con la Mariagrazia, con la Marzia Fabiani e la Silvia Forconi. Non sono mai stata in colonia. Piuttosto giocavo a nascondino, a campana e a 4 cantoni", ci dice la Gabriella Bruni.


“Non ho passato l’estate in piazza - ricorda Giovanna Lusini -  Veniva la mia cugina e andavamo in pineta. A quel tempo non c’erano ritmi, perché la vita era molto più fluida di adesso; la mamma stava a casa. Andavo al pozzo a prendere i secchi dell’acqua che era freddissima. Dentro i secchi ci mettevamo le bottiglie di acqua, il burro, perché il frigo non c’era. Mi ricordo, che dopo pranzo, la mamma chiamava la zia Primetta per andare a cogliere le erbe da cuocere. Dagli anni 60 agli anni 70 ci fu un vero boom economico: arrivò la televisione, la lavatrice, il telefono, la macchina e il frigorifero. La domenica, con il babbo, andavamo a mangiare la panna a Siena”.


“Prima - conclude Massimo Guarducci - ci si baloccava con poco e c’era un enorme differenza rispetto ad oggi: non esistevano i telefoni cellulari. Hanno cambiato radicalmente la nostra cultura. Prima c’era il telefono a gettoni e non sempre riuscivi a prendere la linea. Ricordo che la mia famiglia è stata una delle prime ad avere la tv. La gente veniva a vedere San Remo da noi. Si guardava la Tv per i ragazzi mentre si mangiava pane al pomodoro o pane con vino e zucchero. Il 2000 per noi era un confine fantascientifico. Ci si immaginava sempre una vita altamente tecnologica, ma non si sapeva come. Si ipotizzava più il teletrasporto che il telefono cellulare”.