Venerd́ 24 novembre 2017  8:33
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La mangiavamo nelle scuole, negli ospedali. Cinque arresti nel settore commercio carne

TOSCANA - Nella mattinata di oggi, mercoledì 8 novembre, in provincia di Pistoia, i carabinieri del Nas di Firenze, con la collaborazione dei militari del Comando Provinciale, a conclusione di un’articolata attività d’indagine - coordinata dal procuratore della Repubblica di Pistoia Paolo Canessa e dal sostituto Claudio Curreli - hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposti dal Gip del Tribunale di Pistoia, Maria Elena Mele,  nei confronti degli appartenenti di un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di enti pubblici, frode nelle pubbliche forniture, commercio di sostanze alimentari nocive e falso, composta da quattro responsabili di una nota azienda pistoiese operante nel settore del commercio delle carni e dal loro commercialista.
 

Le indagini - avviate nel gennaio 2016 - hanno consentito di accertare che gli indagati hanno realizzato, da diversi anni, un illecito arricchimento, attraverso l’aggiudicazione di appalti pubblici (solo nell’anno 2016 per circa 6.000.000 di euro) in forniture alimentari alla pubblica amministrazione (principalmente mense ospedaliere, scolastiche e militari) ottenuti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per poi procedere ad una sistematica violazione dei capitolati d’oneri, fornendo alimenti non corrispondenti a quelli previsti.

 

In particolare è stata accertata la fornitura di carni: con tagli anatomici qualitativamente inferiori rispetto a quelli ordinati dalle stazioni appaltanti; con data di scadenza, anche per carni suine, bovine e salumi, c.d. prolungata rispetto a quella originaria immessa dalla ditta produttrice, sottoponendo così l’alimento a pericoli sanitari; sottoposte a diversi e continui processi di congelamento e scongelamento, in relazione alle esigenze della propria azienda.

 

Già respinte da altre stazioni appaltanti in quanto non conformi (ad esempio carne respinta al mittente poiché esalante cattivo odore e destinata poi, previa illecita lavorazione, ad altra stazione appaltante); materialmente diverse da quelle ordinate ed indicate nel documento di trasporto di consegna (ad esempio consegna di pollo indicato come tacchino nel documento di trasporto).
 

Per portare a termine il disegno criminoso, gli indagati hanno commesso numerose violazioni di ordine amministrativo-sanitario e la falsificazione di etichette e documenti di trasporto.

 

Nell’inchiesta sono coinvolte, a vario titolo, ulteriori 19 persone (commercianti, personale preposto alla ricezione delle merci, militari e veterinari Asl) che hanno agevolato i componenti
dell’associazione nell’esecuzione del disegno criminoso, in particolare con comportamenti omissivi o conniventi. 

 

Nel corso delle indagini è stata sequestrata oltre mezza tonnellata di carne non conforme, destinata alle fasce più deboli della popolazione (bambini e degenti di strutture ospedaliere) e sono state accertate irregolarità nelle forniture di derrate alimentari presso le mense di trenta enti civili (scuole e ospedali ubicati in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna  e Toscana) tredici strutture militari dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare, due delle quali ubicate all’estero, la missione militare Joint Task Force Lebanon – Sector West in Libano  e la Base Militare Italiana di supporto in Gibuti.