lunedì 28 Settembre 2020
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    La preoccupazione di Confesercenti: “In Toscana un inizio di saldi con il freno a mano tirato”

    Dalla Costa alla montagna, dalle colline alla città, la prima settimana di saldi si è caratterizzata per una percentuale di decremento rispetto al 2019 fra il 50 e il 60%

    TOSCANA – Una partenza decisamente con il freno tirato quella dei saldi estivi 2020 iniziati sabato 1 agosto anche in Toscana.

    Seppur con qualche differenza fra zona e zona, il segno negativo è quello che accumuna l’intero territorio regionale.

    “I segnali sono univoci. Dalla Costa alla montagna, dalle colline alla città, la prima settimana di saldi si è caratterizzata per una percentuale di decremento rispetto al 2019 fra il 50 e il 60%”, spiega Fabio Tinti, presidente nazionale di Fismo, la categoria delle imprese moda Confesercenti.

    “Un dato negativo – riflette Tinti – frutto di problematiche oggettive quale la situazione economica complessiva, così come di una maggior cautela dei cittadini nelle spese, come dimostra anche la media degli scontrini che per un 40% sono inferiori ai 50 euro ed un 45% fra i 50 ed i 100 euro”.

    “Oltre il 50% degli esercizi – riprende la nota di Confesercenti Toscana – ha praticato saldi con uno sconto fino al 30%, mentre il 32% è arrivato fino al -50%. Quasi il 50% dei clienti ha mostrato una notevole prudenza negli acquisti con una diminuzione rispetto al 2019 fino al 50% delle quote destinate a tale scopo”.

    Fabio Tinti, presidente nazionale di Fismo, la categoria delle imprese moda Confesercenti

    “La possibilità di aver avuto il mese di luglio per vendite promozionali – è l’amara constatazione – non ha certamente potuto compensare gli oltre due mesi di lockdown né aiutato l’inizio dei saldi”.

    “Ha anche pesato il fatto – si aggiunge –  soprattutto nei centri urbani e nelle città d’arte, che il primo fine settimana dei saldi abbia coinciso con i giorni con le più alte temperature fin qui registrate e sia stato il primo a “bollino rosso”.

    “Dobbiamo guardare avanti – ha poi concluso Tinti – pur in presenza di una situazione tutt’altro che facile sulle quale l’intervento concreto delle istituzioni, con atti adeguati al momento, è atteso in forma più energica e veloce rispetto al recente passato. C’è anche bisogno di un sistema del credito che diventi partner dello sviluppo e non ostaggio della burocrazia”.  

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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