giovedì 13 Agosto 2020
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    Vino, Baragli (Fedagripesca): “Dopo la pandemia, in Toscana quasi un’azienda su 10 rischia di chiudere”

    Il presidente della Cantina sociale Colli Fiorentini convinto che i vini toscani siano stati particolarmente penalizzati dal crollo dei flussi turistici

    FIRENZE – “In Toscana, per effetto della pandemia e del lockdown “nel comparto vitivinicolo, ma nell’agricoltura in generale, quasi l’8% delle aziende rischia di chiudere”.

    E’ l’allarme lanciato da Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana e presidente della Cantina sociale Colli Fiorentini, secondo cui i vini toscani sono stati particolarmente penalizzati dal crollo dei flussi turistici, e dal conseguente crollo del mercato Horeca, sbocco privilegiato delle produzioni di qualità.

    “I vini toscani – spiega Baragli – così come quelli piemontesi, incontrano difficoltà nel momento in cui la ristorazione, l’Horeca sono fermi, non solo in Italia, ma anche negli Usa, in Russia e in altri mercati”.

    “Noi speriamo che la Cina sia uno dei primi mercati a riprendere con i consumi – riprende – ma si tratta di un mercato non di primissimo livello per i vini toscani”.

    “Per il Chianti ad esempio è poca cosa – sottolinea – I mercati di riferimento sono Usa, Germania, Svizzera. La sfida per i produttori è cercarne di nuovi”.

    Difficile, secondo il vicepresidente di Fedagripesca, per via della piccola taglia della maggior parte dei produttori toscani, e dopo che il Coronavirus ha vanificato l’impatto positivo atteso dalle operazioni di promozione messe in campo nei mesi scorsi.

    Adesso, afferma Baragli, “lo Stato e l’Unione europea devono sostenere i nostri prodotti”, visto che le misure messe in campo fin qui dal Governo mal si adattano al contesto toscano.

    “Il Ministero – spiega – ha messo in campo 100 milioni di euro per la “vendemmia verde”, che è una riduzione volontaria delle rese, ma qui le rese sono già basse. E non credo che qualcuno in Toscana farà distillazione per produrre alcool da usare come disinfettante: è una misura che va bene per chi produce vino da tavola, a un prezzo di 30 euro a ettolitro”.

    “Bisognerebbe adottare i provvedimenti che ha messo in campo la Francia – conclude – dove si distillano anche i prodotti a denominazione, ma si arriva a un prezzo di 70-80 euro a ettolitro”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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