SAN CASCIANO – Amarezza, tanta amarezza nelle parole di Stefano Bettoni, marito di Laura Frosecchi, uccisa a colpi di pistola il 17 ottobre 2024 nel suo negozio di Chiesanuova dal nipote, Mattia Scutti.
All’epoca dei fatti Laura aveva 55 anni, il nipote 22.
Ieri, mercoledì 28 gennaio, la sentenza nel processo che vedeva Scutti imputato: 14 anni la condanna.
Il rito abbreviato (senza dibattimento pubblico), con il quale si è celebrato il processo, prevede lo sconto di un terzo della pena.
Nell’ambito della condanna, essendogli stata riconosciuta la semi infermità mentale, Scutti dovrà passare otto anni in una struttura apposita.
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Amarezza che Bettoni esprime pubblicamente, con un post sul suo profilo Facebook.
“Come saprete – inizia – ieri è finito il processo per l’omicidio di mia moglie. Sono passati 14 mesi, io non ho mai voluto parlare o andare in trasmissioni televisive, perché il nostro dolore non volevo farlo diventare uno show”.
“Ma alla luce dei fatti – riflette amaramente – forse ho sbagliato, perché in Italia molto probabilmente se c’è interesse mediatico tutti stanno più attenti a come si affrontano e gestiscono questi eventi”.
Bettoni non ci sta. E lo dice pubblicamente: “Se va bene a tutti gli organi preposti che un assassino, che ha premeditato senza motivi un atto così violento con cui ha tolto la vita ad una donna di 50 anni, che ha sempre pensato alla sua famiglia e al lavoro che adorava, fra dieci anni possa fare una vita quasi normale, c’è qualcosa che non va”.
“C’è chi parla di perdono – conclude – ma io non ce la faccio e non ce la farò mai”.
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