IMPRUNETA – Nel Giorno della Memoria ieri pomeriggio, martedì 27 gennaio, in località Sannini al Ferrone, nel comune di Impruneta, il sindaco Riccardo Lazzerini e la presidente del consiglio comunale Angela Cappelletti hanno partecipato alla cerimonia dedicata alla famiglia Calò‑Spizzichino e alle persone deportate durante la persecuzione nazifascista.
Presenti anche il consigliere delegato Andrea Vitali, la rappresentante di ANPI Carla Corradeschi, il presidente della sezione soci Coop di Impruneta Claudio Calosi e il parroco del Ferrone, i rappresentanti dell’Auser di Impruneta e don Riccardo Santi. Nel corso dell’iniziativa è stata deposta una corona di alloro.
“Dobbiamo impegnarci – ha detto don Riccardo Santi – perché cresca un vero regno di pace. Esiste una strada diversa, fatta di comunione, sostegno reciproco e attenzione concreta. L’altro non è un ostacolo, ma un’opportunità: un’occasione per crescere, migliorarci e diventare comunità nel senso più autentico”.
In serata, alle 21, le commemorazioni sono proseguite al Loggiato del Pellegrino in piazza Buondelmonti con lo spettacolo “Un’unica grande preghiera – Omaggio a Etty Hillesum”, a cura del Teatro d’Almaviva.
La vibrante interpretazione di Lorella Serni ha offerto al pubblico un momento di intensa riflessione.
Etty Hillesum, scrittrice ebrea nata a Middelburg nel 1914, ha lasciato attraverso il suo diario e le sue lettere una delle testimonianze più luminose e coraggiose della tragedia della Shoah.
La sua vita, breve ma intensa, racconta un percorso interiore che la portò a rifiutare l’odio e a credere nella forza trasformativa dell’amore, scegliendo di condividere fino in fondo il destino del suo popolo. Morì ad Auschwitz il 30 novembre 1943.
“Ci sono molte guerre aperte nel mondo – ha affermato il sindaco Riccardo Lazzerini – spesso alimentate da interessi economici e logiche di sopraffazione. Le immagini che scorrono ogni giorno sui social non devono farci dimenticare ciò che è accaduto durante il ventennio. Sono vicende diverse, ma mosse da dinamiche che, pur nella loro specificità, presentano inquietanti somiglianze. Siamo qui per ricordare un episodio tragico della nostra storia, con il dovere morale di custodirne la memoria e trarne un monito per il presente”.
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