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sabato 10 Gennaio 2026
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    “Tra il cielo ed il cemento”: la band chiantigiana dei Refrain esce (il 16 gennaio) con il suo primo album

    La formazione alternative rock, composta da sancascianesi e grevigiani, chiude un cerchio iniziato quasi due anni fa con la nuova formazione e si proietta verso il futuro

    SAN CASCIANO – “Tra il cielo e il cemento”, in uscita il 16 gennaio, costituisce un traguardo e un punto di partenza per il gruppo, che chiude un cerchio iniziato quasi due anni fa con la nuova formazione e proietta verso un futuro ricco di nuove idee e proposte, le cui fondamenta sono già state poste in sala prove.

    Stiamo parlando dei Refrain, gruppo alternative rock composto da sancascianesi e grevigiani, fondato come “power trio” nel 2020 da Gabriele Caiani (voce e chitarra), Bernardo Lotti (basso) e Neri Poggi (batteria) e giunto alla formazione odierna nel febbraio 2024, con l’aggiunta del chitarrista e tastierista Federico Novolissi e del batterista Christian Ruggiero.

    L’obiettivo dei Refrain è quello di portare la propria idea di musica il più lontano possibile, anche grazie alla collaborazione di Echidna Collective e dei suoi membri, per diventare una voce autorevole all’interno della scena della scena musicale emergente fiorentina.

    Le influenze del gruppo sono da sempre state radicate nel rock e metal anni ’70, e nel grunge, ma l’aggiunta degli ultimi due membri ha portato all’esplorazione di nuove sonorità.

    In particolar modo, sono state rilevanti le ispirazioni elettroniche derivanti dalla musica new wave inglese degli anni ‘80/90 e una transizione della sezione ritmica verso il nu metal e l’hardcore, senza però trascurare le origini delle ispirazioni del gruppo.

    Negli ultimi due anni i Refrain hanno avuto un periodo creativo particolarmente fruttifero che li ha portati non solo alla pubblicazione di tre singoli storici, quali “Schiavo Ma Libero”, “Caos ’24” e “Piacere Proibito” ma, soprattutto, alla realizzazione del loro primo album “Tra il cielo e il cemento”, anticipato dai due singoli “Mr. Hyde” e “Pianeta Perverso”.

    Questi ultimi due brani riflettono la nuova direzione artistica della band, sia dal punto di vista musicale che da quello dei temi trattati, sempre più orientata verso la critica sociale e l’accettazione delle proprie imperfezioni e fragilità.

    “Mr. Hyde”, primo singolo estratto dall’album, in particolare, affronta il delicato tema del bipolarismo e della sua influenza sulla vita di chi ne soffre, narrato in prima persona e accompagnato da una base strumentale che riflette lo stato di alterazione emotiva provato dal narratore.

    Segue una linea diversa “Pianeta Perverso”, un brano breve, energico, che esprime un mantra dei Refrain, ovvero la libertà e l’astrazione da un mondo incapace di accettare personalità eccentriche o fuori dagli schemi.

    I due singoli sono stati scelti proprio per esprimere a pieno il messaggio e la linea tematica dell’album.

    “Tra il cielo e il cemento” non è un titolo a caso, ma una frase tratta da un brano dell’album che inserisce l’ascoltatore in un viaggio tra temi eterei, astratti, orientati anche verso angoli remoti della coscienza umana (cielo) e tra argomenti grezzi e concreti, che piantano la realtà e la critica del nostro tempo davanti agli occhi dell’ascoltatore (cemento).

    Nello specifico, “cielo” comprende, oltre a “Mr. Hyde” e “Pianeta Perverso”, brani come “Macerie”, una critica contro l’egoismo e l’indifferenza verso la sofferenza altrui e incitando all’altruismo e all’idea di sacrificio per una causa più grande, e “Immobile”, sempre un brano di critica, che attacca però sentimenti come l’invidia e la denigrazione gratuita ed esprime la volontà di ignorare le dicerie e gli schemi prefissati dalla società.

    Tra le due parti spicca “Sospeso”, dal quale è tratto il titolo dell’album, con un testo molto profondo su un altro tema particolarmente delicato quale il suicidio, fenomeno sempre più diffuso per il quale è stato ritenuto necessario mandare un segnale di allarme.

    Entrati poi nella seconda parte dell’album, anche “cemento” presenta brani di critica. “Estetico” è, infatti, un grido contro un mondo sempre più concentrato sull’apparenza senza concentrarsi sui contenuti, ma contiene anche due brani, molto diversi tra loro, che trattano di amore sofferto.

    Da una parte troviamo “Polvere”, ballad nostalgica frutto di una sofferenza causata dall’abbandono da parte di una persona la cui presenza rendeva significativo e speciale il tempo che scorreva; dall’altra si trova “EtOH”, una canzone di amore tossico verso le sostanze alcoliche dal testo e dall’arrangiamento eclettici e caratterizzati da una forte ironia.

    Chiude l’album “…Nel silenzio”, con un testo che riporta ad una dimensione non più terrena ma onirica, accentuata dal suo tempo dispari e a numerose variazioni di arrangiamento e che pare condurre verso un altro capitolo musicale per i Refrain.

    L’intero processo di registrazione, mix e master è stato gestito e seguito da Tommaso Mecacci dell’AudioStudioCam2, amico e collaboratore storico del gruppo.

    L’obiettivo era quello di rendere il prodotto energico ma equilibrato, in modo tale da permettere a ognuno dei componenti di esprimere al meglio le proprie idee, dato che è proprio l’ecletticità di influenze a dare ai Refrain il loro suono così caratteristico e riconoscibile.

    In ponte, con l’uscita del nuovo album, molti live (fra cui uno all’Iron Music di Firenze) e la volontà di partecipare a X Factor.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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