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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
SAN CASCIANO V.P.
1.12.2017
h 14:25 Di
Antonio Taddei
La terrazza ex Stianti adesso ha un nome: si chiama piazza Oreste Carlini
Inaugurazione alcuni giorni fa, alla presenza del presidente del Corpo Musicale Claudio Gheri
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SAN CASCIANO - In occasione della celebrazione dell’annuale Festa di Santa Cecilia, sotto una pioggia battente, domenica 26 novembre il Corpo Musicale “Oreste Carlini” di San Casciano ha partecipato all’inaugurazione della piazza sopra al parcheggio Stianti, dedicata al sancascianese Oreste Carlini.

 

Erano presenti del sindaco Massimiliano Pescini, gli assessori Roberto Ciappi e Chiara Molducci, il presidente della banda Claudio Gheri.

 

Dopo avere depositato una corona di alloro ai piedi del busto di Giuseppe Verdi in piazza della Repubblica, la banda si è spostata sulla terrazza.

 

Purtroppo, visto il maltempo, si contavano davvero sulle dita di una mano i cittadini presenti, solo quelli dietro le finestre che danno sulla piazza  hanno assistito all’evento,. Mentre i musicanti protetti dai colleghi con l’ombrello (anche il maestro Andrea Gheri ha diretto sotto l’ombrello), hanno suonato l’inno nazionale.

 

Anche il sindaco Massimiliano Pescini ha fatto non poca fatica a tirare giù il drappo rosso inzuppato d’acqua, liberando così il cartello Piazza Oreste Carlini. Un applauso e poche parole del sindaco per ringraziare i presenti che hanno sfidato il nubifragio.

 

INAUGURAZIONE BAGNATA... - Dopo la scopertura della targa

 

Alle 11 la Santa Messa nella chiesa della Propositura, poi il pranzo sociale al ristorante-pizzeria “Everest”.

 

Ma chi era Oreste Carlini? Nato a San Casciano nel 1827 fu valente direttore di banda e compositore. Scrisse un gran numero di ballate, marcie, un inno a Guido Monaco, la nota fantasia per banda "La mezzanotte", opere teatrali come "Ildegonda" e "Nozze sospirate".

 

Suo ultimo lavoro furono due operette:  "I diavoli della corte" e "Il dono del mattino" sul libretto di Gaetano Tani.

 

Oreste Carlini lasciò San Casciano per tornare a Livorno, dove ebbe uno stretto contatto con Pietro Mascagni come testimonia una serie di lettere che i due musicisti si scambiarono dal 1885 al 1889. Morì a Livorno il 12 ottobre 1902, a ricordarlo una targa posta sulla sua casa livornese.   

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