POGGIBONSI – Il professor Gabriele Centini è stato nominato direttore della U.O.C. Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Campostaggia, all’esito della selezione.
Entrerà in servizio il primo dicembre. La nomina è contenuta in un atto deliberativo del direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est Marco Torre.
Il professor Centini si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Siena, ateneo dove ha conseguito anche la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia nel 2013 e poi il PhD in Medicina molecolare fino al raggiungimento del ruolo di professore associato.
Si è specializzato, inoltre, in Chirurgia mininvasiva con una fellowship presso l’ Institut de Recherche contre les Cancers de l’Appareil Digestif (IRCAD) con sede a Strasburgo, dove ha acquisito le competenze necessarie per l’utilizzo della chirurgia laparoscopica e robotica in ginecologia.
Ha pubblicato di più di 100 articoli scientifici ed è stato eletto nel board della società europea di endoscopia ginecologica (ESGE).
“Siamo felici dell’arrivo del professor Centini alla guida della Ginecologia e Ostetricia di Campostaggia, uno dei cuori dell’ospedale valdelsano – afferma il direttore generale Asl Tse Torre – Tutti noi, a partire dalla comunità ospedaliera e territoriale, riponiamo grandi aspettative su di lui e siamo fiduciosi che la sua grande esperienza e attitudine all’innovazione porteranno risultati importanti”.
“Accolgo con grande senso di responsabilità la nomina alla direzione dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia, una struttura che si è distinta nel fare della naturalità nell’assistenza al parto una sua priorità” commenta il professor Centini.
“Proseguendo la strada di chi mi ha preceduto e dei professionisti che mi accompagneranno – aggiunge – il mio obbiettivo sarà quello di lavorare a sostegno delle varie fasi della vita della donna, garantendo un’assistenza che unisca l’umanizzazione delle cure e l’evoluzione della chirurgia mininvasiva, strumenti fondamentali per una ginecologia moderna e al servizio delle pazienti e delle loro famiglie”.
“Prioritario – conclude – sarà anche il dialogo con il territorio attraverso il rinforzo e la creazione di percorsi assistenziali che facilitino gli iter diagnostico-terapeutici”.
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