SAN CASCIANO – Sarà presentato sabato 17 gennaio, alle ore 18 nei locali del circolo Arci di San Casciano, in via dei Fossi, il libro “Fattarelli e storielle del Chianti”, che racconta una serie di fatti comici e spassosi realmente accaduti nel contesto dell’indimenticabile vita paesana e di campagna del secolo scorso nel territorio chiantigiano.
Scritto dalla penna vivace e divertente del sancascianese Silvano Marchi, con il patrocinio del Comune di San Casciano.
Alla serata sarà presente il sindaco di San Casciano Roberto Ciappi insieme all’assessora alla cultura Sara Albiani, oltre all’editore (Lucia Pugliese Editore – ll Pozzo di Micene).
Cinquantatré storie di vita paesana dagli anni Venti ai Sessanta: fatti vissuti e ascoltati fin da piccolo dagli anziani, da amici e conoscenti durante le veglie sulle aie, la battitura, la vendemmia , e in molte altre occasioni.
Che ha voluto mettere “nero su bianco” soprattutto per far conoscere alle giovani generazioni la vita contadina e paesana fatta di pregiudizi, arretratezza, fatica, ignoranza, fame, pidocchi e miseria, come si legge nel libro, ma anche agli anziani per far rivivere quei momenti.
C’è la storia “Bone le faraone del Principe”, quella de “Il Biglietto della Sita”, “Nato per un tiro sbagliato” oppure “La frollatura della tacchina”: tutte storie vere, insaporite con un pizzico di ironia.
In occasione della presentazione, alcuni protagonisti delle storielle saranno presenti alla serata.
“Un invito a tutta la popolazione a passare qualche momento in allegria – tiene a sottolineare Silvano Marchi – Al termine della presentazione consegnerò ad ogni partecipante una copia omaggio del libro e un piccolo buffet sarà offerto da parte del circolo. Vi aspetto!”.
Biografia
Silvano Marchi nasce a San Casciano nel ’46, nella parrocchia di Santa Cecilia a Decimo, in una famiglia contadina onesta e dignitosa, capace di superare le difficoltà, anche di tipo economico, da sempre residente nel paese di San Casciano.
Dopo le elementari, i genitori furono convinti dal maestro a iscriverlo alle scuole di grado superiore, in quel tempo private e molto costose. Il loro sacrificio economico fu grande: sua madre ricamava di notte e anche Silvano contribuì a finanziare gli studi andando, per tre anni, a vendere le caramelle (con la cassetta al collo) al cinema-teatro Niccolini e al cinema Michelangelo.
A quattordici anni subito a lavorare come tipografo; dopo il servizio militare, vinse il concorso nella polizia municipale di San Casciano, dove raggiunse il grado di istruttore capo. Infine il pensionamento.
L’aver vissuto gli insegnamenti e le tradizioni della civiltà contadina, in servizio per trentotto anni nella polizia del suo paese, gli hanno permesso di conoscere così a fondo il territorio del Chianti, i suoi abitanti, “con tutti i suoi risvolti, tragici, drammatici e penosi, ma anche pieni di storielle e fatti divertenti, buffi, umoristici e spassosi”.
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