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sabato 24 Gennaio 2026
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    La politica, le istituzioni, la chiesa, il calcio (e il calcetto): Barberino Val d’Elsa ha detto addio a Italo Nannoni

    E' venuto improvvisamente a mancare all'età di 86 anni. Lo ricordiamo con le parole della moglie (Lucia) e degli amici: Sestilio Mugnaini, Armando Conforti, Luciano Santucci, Gino Capacci

    BARBERINO TAVARNELLE – Il 9 gennaio, all’età di 86 anni, è venuto improvvisamente a mancare Italo Nannoni, vicesindaco di Barberino Val d’Elsa durante il mandato del sindaco Gianni Vivoli, già assessore, grande appassionato ed esperto di calcio.  

    Nato il 15 febbraio del 1938 a Barberino Val d’Elsa, ha frequentato la scuola a Barberino e ci ha vissuto finché, con la moglie (Lucia Gelli), si trasferì a Tavarnelle, anche se il suo paese non l’ha mai dimenticato.   

    Il suo babbo era il proprietario della macelleria che si trovava davanti alla Fattoria Corsini, ma lui ha svolto tutta un’altra professione: dopo gli studi di ragioneria e qualche anno di esperienza in una casa farmaceutica, è stato dirigente d’azienda presso la “Corrado Tedeschi Editore”, a Firenze.

    Nel 1967 si sposò con Lucia, da cui ha avuto due figli, Laura e Leonardo, che hanno regalato loro tre splendidi nipoti, tutti molto legati al nonno: Pietro, Novella e Filippo.

    La sua vita era, oltre alla famiglia, il calcio. Tifoso sfegatato della Juventus, non solo guardava le partite della sua squadra del cuore, ma ha anche dato il suo contributo a questo mondo, diventando un punto di riferimento per le realtà locali, come il San Donato Tavarnelle.

    Dopo aver giocato per alcuni anni, è stato presidente del Barberino Val d’Elsa, in seguito segretario sportivo del Poggibonsi e della Rondinella Marzocco: d’estate partiva per Milano, dove andava ad acquistare i giocatori per queste società.

    Poi dal calcio a undici è passato a quello a cinque. E’ stato dirigente del Comitato Regionale Toscana e, durante la sua gestione, la Toscana si è laureata due volte Campione d’Italia, vincendo due edizioni del Torneo delle Regioni Calcio a Cinque.

    Però, soprattutto, Italo era una brava persona: tutti lo conoscevano, tutti gli volevano bene. Era pacato e garbato, comprensivo e disponibile. Era anche sorridente e simpatico: gli piaceva stare in compagnia e aveva sempre la battuta pronta.

    Alcune delle tante persone che lo conoscevano e che gli volevano bene – dall’amico d’infanzia al “collega assessore”, per passare da chi ha condiviso con lui l’amore per il pallone e arrivare fino alla moglie – ce lo descrivono con affetto e stima.  

    SESTILIO MUGNAINI

    “Eravamo ragazzi di paese, con abitudini semplici – inizia l’amico Sestilio Mugnaini, anche lui barberinese – Andavamo in chiesa. A quel tempo c’era don Morini. Italo era il primo ad arrivare: la sua mamma ci teneva molto. Noi amici lo chiamavamo il… capo sacrestano”.

    “Ci vedevamo spesso a Barberino – ripercorre quei momenti – Mi ricordo quando la Lucia, la sua futura moglie, veniva da Roberto per imparare a fare la sarta da uomo. Italo aspettava che lei uscisse: le faceva la corte”.

    “Poi abbiamo condiviso anche le gite – aggiunge Sestilio – che organizzavamo insieme alle suore: devolvevamo il ricavato alla chiesa. Italo e la Lucia erano i primi a iscriversi. E, una volta partiti, lui era un animatore della compagnia: era brillante”.

    LUCIA GELLI

    “Ci siamo conosciuti nel 1959 al circolo Mcl a Tavarnelle – a parlare è la moglie, Lucia Gelli – Dove adesso c’è il ristorante prima c’era il teatro. E, quando avevo sedici anni, la domenica pomeriggio andavo a ballare lì con le mie amiche”.

    “Da allora siamo sempre stati insieme e ci siamo voluti tanto bene – si commuove Lucia – Era un uomo buono, gentile e amoroso. Mentre facevo le faccende in casa o cucinavo, mi chiamava spesso e mi diceva: Lucia, vieni qua, dammi un bacino”. 

    ARMANDO CONFORTI

    “Da ragazzo Italo giocava – adesso è il turno di Armando Conforti, sindaco di Barberino Val d’Elsa dal 1995 al 1999 – In pineta prima c’era il campo sportivo. A quei tempi si tenevano dei tornei e lui stava in difesa: era un centro-mediano”.

    “Quando, poi, fu costruito il campo sportivo dove si trova ora – racconta – tra il 1963 e il 1964 fu creata una vera e propria squadra, il Barberino Val d’Elsa, che incominciò a partecipare ai primi campionati. E lui fu il primo presidente: all’epoca io ero un giocatore”.      

    “A metà degli anni Settanta – dice ancora Armando – ci siamo ritrovati nella giunta comunale: io ero assessore al bilancio, lui alla sanità. Anche se eravamo di partiti diversi (io del partito comunista, lui del partito socialista), non ci sono mai stati screzi. Anzi, abbiamo sempre avuto ottimi rapporti”.

    GINO CAPACCI

    “L’ho conosciuto tramite il Comitato Regionale Toscana, a Firenze – interviene Gino Capacci, ex segretario del San Donato Tavarnelle, attuale segretario della Valdipesa Giovani – dove ha ottenuto grandi soddisfazioni”.

    “Poi ci siamo sempre tenuti in contatto – ricorda Gino – Veniva spesso a vedere le partite del San Donato Tavarnelle. Era un intenditore, conosceva perfettamente le regole del gioco”. 

    LUCIANO SANTUCCI

    “Quando, negli anni Ottanta e Novanta, sono stato presidente del San Donato – è la volta di Luciano Santucci, che gravita nella società gialloblu da ben cinquant’anni – Italo era nel consiglio direttivo”.   

    “Era un grande amico, lo stimavo molto – ci confida Luciano – Tra noi c’è stata una bella collaborazione: mi ha dato una grande mano. Abbiamo passato tanti momenti insieme, belli e brutti, perché il calcio è così: ha alti e bassi, come tutte le cose”.

    E, chissà, magari da lassù Italo continuerà a tifare la “sua” Juventus, a seguire il San Donato Tavarnelle e la Libertas Barberino Tavarnelle, a fare le sue osservazioni tecniche e a dare i suoi preziosi consigli su schemi, acquisti e tattica. 

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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