SAN CASCIANO – È bello ritrovare Roberto Cacciatori e vederlo sfogliare il libro della propria vita: torna ai capitoli passati senza soffermarsi a lungo e prosegue entusiasta per godersi l’intero.
Il professore abita a San Casciano dalla quarta elementare, quando il babbo muratore si è spostato da Castellina in Chianti per lavoro: “I miei erano altri tempi…”, racconta.
“Mi laureai a luglio e ad ottobre già insegnavo – spiega – Dopo qualche anno a Barberino Val D’Elsa mi hanno spostato qui. Prendere la macchina non mi piace ed ero contento di avvicinarmi, ma avevo anche un po’ di apprensione. Nemo propheta in patria, si dice. Ma per fortuna mi sono sempre trovato bene con gli studenti e coi colleghi”.
Gli anni delle medie sono difficili, ma un insegnante può far molto per salvare i ragazzi dalle buie insicurezze giovanili: “Il trucco è amare le cose che si fanno e le persone con cui si è a contatto, così la passione si trasmette e si evitano problemi di disciplina”.
“Nel mestiere dell’insegnante – continua spiegando uno dei suoi… segreti – niente è più importante dell’empatia. Quando gli studenti si sentono apprezzati e avvertono la nostra fiducia fanno anche più di quello che possono”.
“A scuola – aggiunge ancora Cacciatori – il cambio di qualità è avvenuto con l’inserimento del tempo prolungato. Ricordo felicemente la collaborazione col professor Vanni e la gioia con cui abbiamo intrapreso quella nuova avventura”.
La passione per le materie umanistiche lo ha portato alla realizzazione di varie pubblicazioni. Tra queste, mostra orgoglioso “La tomba etrusca dell’arciere di Sant’Angelo a Bibbione”, realizzata proprio con l’aiuto dei ragazzi.
“Il lavoro nacque per caso – ricorda l’ex professore- Capitai in quella zona e vidi che la tomba era sommersa dalla vegetazione. Pensai che riportarla alla luce potesse mostrar loro un nuovo mondo ed insegnare ad amare i tesori del nostro territorio. Iniziammo tra il ’92 ed il ’93 e sembravamo non finire mai. Ne scaturirono ceramiche, documentazioni e materiale video. Gli studenti elaborarono un attaccamento profondo a quel luogo e lo sentivano come una cosa loro”.
“Il mio mestiere non mi manca – sostiene convinto – perché adesso faccio tante altre cose. La storia e l’arte sono le mie passioni dai tempi dell’università e coltivo i miei vari interessi col volontariato, la Misericordia e le attività parrocchiali. Col programma “La fede attraverso l’arte” visitiamo San Casciano e luoghi più lontani. Facciamo una lezione di introduzione tramite l’ausilio di alcune immagini, poi procediamo con la scoperta reale. L’anno scorso abbiamo visto la Cappella Sistina e i Musei Vaticani: per la grande partecipazione lo abbiamo fatto in due diversi momenti ed ogni volta c’erano circa 200 persone”.
“A San Casciano vivo molto bene – ammette – È un bel paese abbastanza curato. Rispetto alle altre località del Chianti ha un punto in più per i suoi panorami. Siamo sulla cresta di una collina e si apre un mondo ad ogni passeggiata”.
“Un gran numero di sancascianesi gravita intorno alle associazioni. Gli abitanti sono accoglienti – tiene a dire – e lo conferma la felice convivenza coi migranti, che si sono subito inseriti nei circoli e nelle varie attività sociali”.
“Sono stato responsabile dell’orientamento scolastico ed oggi provo tanta tristezza per i giovani che faticano a trovare occupazione. Un anno – ricorda – abbiamo permesso agli studenti di trascorrere una giornata in una classe dell’istituto che volevano scegliere, per far sì che si rendessero meglio conto di cosa li attendeva. Nonostante la mia passione per le lettere ho cercato di dirigerli verso gli indirizzi scientifici, che offrono almeno qualche sbocco di lavoro”.
“Ho un forte interesse per la storia locale – conclude Cacciatori – e sono molto attaccato al mio paese e a chi gli dà lustro, ma San Casciano non è un piccolo mondo a sé e così come tutto cambia, anche il paese è cambiato. Non amo voltarmi indietro, non ho rimpianti e non mi chiedo se si stesse meglio prima. I problemi esistono sempre, ma è bene risolvere quelli di oggi e guardare avanti verso il domani. Purtroppo tante cose non si possono cambiare da soli ma auguro all’Europa e all’Italia una ripresa economica che porti possibilità lavorative”.
Roberto Cacciatori parla di fortuna e futuro, senza cenni al suo merito né grandi nostalgie, ma volente o nolente ci ha trasmesso il valore di quegli interessi che han reso grande la nostra cultura.
Se nonostante tutto noi giovani amanti delle lettere non ci siamo ancora arresi è perché un giorno speriamo di essere felici ed utili al prossimo quanto lui.
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