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venerdì 16 Gennaio 2026
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    Sara e Francesco, un amore pulito che fa bene al cuore e alla speranza

    Si sposeranno sabato 29 luglio nella chiesa di Campoli: ci hanno aperto le porte e raccontato la loro storia

    SAN CASCIANO – Quanti passi facciamo senza sapere dove andiamo? E quanti ne misura San Casciano perché sia possibile non incontrarsi? Abbiamo desideri diversi, collegati a strade che non sappiamo dove vanno a finire. Per questo, per essere felici, ci vuole davvero coraggio.

    Ci si incontra per caso, ma ci si ritrova perché si vuole. E per Francesco Salvini e Sara Pecci la felicità è una scelta, che sarà sigillata davanti a tutti il 29 luglio alle 16.30 nella chiesa di Campoli.

    “Io – inizia lei – sono prima di tutto la figliola di… Gino di’ Pecci“. “Io un ragazzo che vien dalla campagna, a cui garba la montagna, la natura, lo sport e la bicicletta”, aggiunge Francesco.

    Sono legati alle loro famiglie e alla comunità: “In quel di Sanca lavoro e gioco a calcio”, continua lui. Ha mille soprannomi, è un cervello dei computer e tra i più presenti in contrada del Gallo.

    Sara lavora a Firenze come educatrice. Col master in coordinamento pedagogico spera di avvicinarsi ed è molto attiva nella contrada del Cavallo.

    Il loro è un amore pulito che fa bene alla speranza e non sembra neanche appartenere a questi tempi. Lei aveva 8 anni e lui 9 quando si sono visti la prima volta a Boccadirio, a un ritiro del catechismo.

    Sara ricorda di avergli offerto del riso freddo: “Dicesi, dalla voce della sua mamma, che accettò di mangiarlo per la prima volta. E che da lì l’ha mangiato sempre”.

    Francesco era un lupo solitario e rivide Sara solo nel 2013, per un primo guasto al pc di lei. “Poi – sorride Sara – c’è stata la scusa di mia sorella Silvia, che aveva capito che c’era qualcosa e sosteneva ci fosse un altro problema al computer”.

    È bastato che Francesco toccasse un tasto perché tutto funzionasse come prima. La madre di Sara aveva già pronta la ricompensa: un tagliere di prelibatezze. “‘Ti lascio il mio numero di telefono, gli ho scritto su Facebook. E lui niente! Mi rilanciò la palla dandomi il suo. Poi smessaggiammo un po’, scendendo nel profondo”.

    Sara chiese timidamente: “Per te è un problema se credo?”. Si aprì molto, parlando del suo legame con Francesco d’Assisi.

    Il 7 dicembre, il primo incontro doveva essere al santuario dedicato al frate a La Verna, ma a causa del maltempo previsto in zona Francesco fece chiudere gli occhi a Sara e le chiese di puntare il dito su una mappa. Lei indicò Volterra, che non aveva mai visitato.

    Iniziò un atipico appuntamento mattutino seguito da un pomeriggio al mare: “E ancora niente! – ribadisce Sara – Non gli garbo mica!, pensai”.

    Ma in macchina, Francesco ammise di aver confessato alla sorella che lei gli piaceva parecchio. Sara si mise a ridere, racconta Francesco “Come a dire… allora icché t’hai aspettato fino adesso?”. Lui accostò in autostrada e le dette il primo bacio, col sottofondo di un cellulare che squillava assillante perché gli amici lo aspettavano a cena.

    Sara ricorda di aver scarpinato già in occasione di quel 7 dicembre: il cammino ricorre nelle passioni di Francesco, è simbolo del percorso di fede e caratterizza molti loro incontri.

    “Ci chiedevamo spesso cosa fosse l’amore. Per entrambi era un cammino condiviso in cui nessuno precede l’altro, ma gli sta accanto. Anche al percorso matrimoniale abbiamo scelto le stesse immagini: una montagna e una strada sterrata di cui non si vede la fine, che sembra il nostro ritratto”.

    È un passo importante, in tempi veloci: non sanno cosa li aspetta, ma percorreranno questa via accidentata sostenendosi, perché lo hanno scelto insieme e consapevoli.

    “Lei è sempre stata più coraggiosa – precisa Francesco – mentre per i miei canoni ci si sposava solo dopo un percorso”.

    Ma a quel punto la convivenza diventa un esame che forse non permette di essere naturali del tutto: “Ho sentito che era la persona per questo passo, quella giusta per rompere le mie regole in maniera gioiosa. Ho pensato: buttarsi con lei va bene, e ho deciso che volevo. Per la vigilia di Natale ho chiesto alla mia sorella se veniva con me a fare una cosa e siamo andati a comprare un anellino”.

    Francesco e Sara avevano bandito i grandi regali. Lui aveva realizzato il giardino verticale su bancale che Sara desiderava, ma quando ha detto alla sorella che andava a lasciarlo nella futura casa di San Pancrazio, lei lo ha obbligato a chiudere gli occhi.

    “La sua sorella sapeva che avevo preparato delle cose – riprende Sara – e dopo la Messa ho insistito io per andare a casetta. Dentro al bancale ho trovato i biglietti ‘amore’, ‘coraggio’, ‘fiducia’ e ‘rispetto’. Mi sono voltata e c’era lui in ginocchio”.

    Sullo sfondo l’albero e il presepe, preparati a sorpresa da Sara per il primo Natale con una casa per due.

    “Lui è la mia scelta per la vita – tiene a dire Sara – mentre invece l’innamoramento passa”. “Ho deciso di fare la mia famiglia con lei – conferma Francesco – e credo che questo inizi con una promessa”.

    “Ci auguriamo pazienza – concludono – e di dividere il nostro cammino con più amici possibile, come per le nozze. Vogliamo ringraziare chi ci ha fatto sentire che stavamo condividendo questa gioia”.

    Allora che la strada della vita insieme sia lunga e infinitamente luminosa.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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