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lunedì 9 Marzo 2026
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    “Donna in Cammino”, a Bagno a Ripoli l’arte di Alberto Inglesi: svelate le sculture

    Forza della rinascita contro la violenza di genere: una figura femminile e tre Arcangeli in piazza della Vittoria alla presenza dell'assessora regionale alla cultura Manetti

    BAGNO A RIPOLI – Una figura di donna emerge dalla struttura massiccia che ne avvolge il corpo: simbolo della lotta contro le catene, spesso invisibili, dei pregiudizi e degli abusi subiti.

    Intorno a lei, a farle da scudo, tre maestosi “Arcangeli”, rappresentazione evocativa e potente di “difesa”, “cura”, “consapevolezza”. Della forza necessaria per spezzare lacci e costrizioni.

    È un grido contro la violenza e un inno alla rinascita “Donne in Cammino”, l’esposizione dell’artista toscano Alberto Inglesi inaugurata sabato 7 marzo in piazza della Vittoria a Bagno a Ripoli.

    Un progetto voluto e sostenuto dal Comune in occasione della Giornata internazionale della Donna celebrata l’8 marzo, visibile al pubblico per un mese, fino al prossimo 7 aprile.

    Le opere di Inglesi sono state svelate alla presenza dell’artista, dell’assessora alla cultura della Regione Toscana Cristina Manetti, del sindaco Francesco Pignotti e dell’assessora comunale alla cultura Paola Nocentini. A seguire, reading sulle donne a cura dell’attrice Caterina Fornaciai.

    La maestosa “Talassa” è la scultura che catalizza l’attenzione dello spettatore. La divinità primordiale del mare si spoglia della sua veste mitologica per farsi testimonianza e denuncia.

    Un manifesto collettivo per non restare indifferenti, per agire contro ogni forma di violenza di genere. La base su cui è collocata la figura di donna richiama il peso sociale, il senso di “proprietà” che l’uomo ha preteso di esercitare, cercando di immobilizzare la libertà femminile.

    Ma “Talassa” non giace passiva, sorge ed emerge, emblema di chi sopravvive al femminicidio dell’anima, di chi trova la forza di sollevarsi sopra l’abuso per reclamare il proprio spazio.

    In alluminio e bronzo, la materia è il segno delle cicatrici che diventano armatura. Il volto fiero, rivolto verso un orizzonte che l’uomo non può controllare, è l’affermazione di un’identità indomabile. È il rifiuto del silenzio imposto, un grido muto di resistenza.

    I tre “Arcangeli”, stretti attorno a “Talassa”, ne sono testimoni e difensori, guardiani del percorso di rinascita dalla dignità calpestata.

    “Michele” è la spada alzata contro ogni forma di sopraffazione e violenza domestica. Gabriele è la voce che rompe il muro del silenzio.

    Se “Talassa” è il corpo che resiste, “Gabriele” è la parola che denuncia. “Raffaele” è il balsamo per le ferite invisibili. Compagno di chi deve ricostruirsi dopo il trauma, trasformando la sofferenza in nuova consapevolezza.

    “È una mostra – spiega l’autore, Alberto Inglesi – di Carne e Spirito. Un tributo a chi ha lottato, a chi è caduta e a chi, come Talassa, continua a sorgere dalle acque torbide della prevaricazione. Un invito a guardare oltre la forma, per scorgere nel bronzo il riflesso di una resistenza che non accetta più di essere sottomessa”.

    “L’arte ha la capacità di parlare a tutti – afferma l’assessora alla cultura della Regione Toscana Manetti – e di farci riflettere in modo profondo su ciò che accade nella società. Con “Donne in Cammino” Alberto Inglesi ci consegna immagini potenti di resistenza, dignità e rinascita, che alla vigilia dell’8 marzo assumono un significato ancora più forte. Portare queste opere in uno spazio pubblico significa trasformare una piazza in un luogo di consapevolezza e di impegno civile. Come Regione Toscana crediamo molto nella forza della cultura come strumento per contrastare la violenza di genere, promuovere il rispetto e costruire una comunità più giusta e più libera per tutte e per tutti”.

    “Con “Donne in Cammino” – commenta l’assessora alla cultura Nocentini – piazza della Vittoria, cuore del centro urbano, racconta un percorso di conquiste, diritti e libertà. Un cammino interiore e collettivo fatto di resilienza, trasformazione, consapevolezza.

    “Le sculture del Maestro – afferma il sindaco Pignotti – non sono solo bronzo e metallo. Sono un monito e un gesto pubblico di responsabilità. Attraverso l’arte vogliamo riaffermare il nostro impegno quotidiano, personale e collettivo, contro la violenza sulle donne e a favore di una comunità fondata sul rispetto, sulla parità e sulla dignità della persona. Il cammino delle donne è il cammino di tutta la società. E in questo, l’arte e la cultura svolgono un ruolo decisivo come presidio civile e strumento di crescita”.

    Alberto Inglesi. Scultore tra Tradizione e Contemporaneità

    Alberto Inglesi, nato a Grosseto nel 1952 e cresciuto a Siena, è uno scultore italiano profondamente legato alla tradizione artigiana senese.

    Formatosi fin da giovane nella bottega del padre, rinomato ebanista, sviluppa una forte sensibilità per la materia e per la lavorazione manuale.

    Approfondisce le sue competenze frequentando artigiani e studiando anatomia, elemento centrale nella sua produzione artistica.

    Espone per la prima volta a soli tredici anni e negli anni Settanta partecipa a importanti rassegne nazionali, ottenendo riconoscimenti significativi.

    Nel 1976 un grave incidente interrompe temporaneamente la sua carriera, che riprende nel 1986 con una nuova fase creativa caratterizzata da opere monumentali e di intensa forza espressiva.

    La sua scultura unisce tradizione classica e linguaggi del Novecento, con temi spesso ispirati alla mitologia e alla figura umana.

    Capace di lavorare legno, bronzo e marmo, Inglesi si distingue per uno stile severo e potente, in dialogo costante tra passato e contemporaneità.

    Vive e lavora a Siena, mantenendo saldo il legame con il territorio pur orientandosi verso le sfide della scultura contemporanea.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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