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martedì 17 Marzo 2026
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    Il barboncino Gigi (e la labrador Apple) nel reparto di Geriatria dell’ospedale di Ponte a Niccheri

    Qui l'attività Assistita con Cane (AAC) rappresenta un prezioso strumento terapeutico aggiuntivo alle cure mediche tradizionali

    PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – Tutti i martedì pomeriggio, accompagnati dall’istruttrice, prendono l’ascensore, raggiungono il quarto piano dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, si dirigono verso il reparto di Medicina D Geriatria e, infine, si posizionano in sala di attesa.

    Qui aspettano i loro amici pazienti e con loro trascorrono gran parte del pomeriggio. Con la loro pettorina sono facilmente riconoscibili.

    Apple e Gigi, nell’ordine labrador femmina e barboncino toy, sono i due cani individuati per gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), genericamente indicati con il termine di “Pet Therapy”.

    Sono stati scelti dall’Associazione Istruttori Educatori Cinofili Italiani (AIECI), per la seduta settimanale con i pazienti.

    Accade dal 17 febbraio scorso, per un’attività annunciata a dicembre, quando fu reso noto che il progetto era promosso e finanziato dal Rotary Club Bagno a Ripoli, con il contributo del District Grant del Distretto 2071.

    “Quando si parla di Pet Therapy l’immagine più comune è quella del paziente raggiunto dal “pet”, ovvero da un animale da compagnia, nella stanza dell’ospedale. Qui facciamo anche più…” spiega il medico geriatra, Enrico Benvenuti, che ha in cura i pazienti.

    Come direttore della struttura operativa complessa di Geriatria Firenze Empoli, è anche responsabile del progetto che è stato sviluppato in collaborazione con la Direzione sanitaria di Santa Maria Annunziata, diretta da Elettra Pellegrino.

    Nella fase operativa si eseguono attività di cura come manipolazioni guidate, spazzolatura, dare cibo e acqua e ludico ricreative con palline, trecce, tappeti olfattivi, giochi da fare insieme.

    Viene stimolata, cioè, una vera e proprio attività con il cane. La stimolazione individuale è strutturata tenendo conto dei bisogni e delle caratteristiche di ciascun paziente e in base a quanto riferito dal medico, giovandosi della relazione instaurata con il cane. Le attività sono sempre improntate su rigorosi criteri scientifici e tengono conto delle Linee Guida Nazionali pubblicate dal Ministero della Salute nel 2015.

    “E’ questo tipo di contesto che permetterà anche lo sviluppo della relazione cane-uomo che apporta benessere e aumento della compliance del paziente – sottolinea il dottor Benvenuti – Sono noti l’interazione che si instaura tra l’animale e l’uomo e i benefici, sia a livello fisiologico che emozionale, che nel complesso aumentano la stima di benessere percepito ed incrementano la motivazione a proseguire il percorso di cura”.

    L’attività Assistita con Cane (AAC) nel reparto di Geriatria dell’ospedale Santa Maria Annunziata, rappresenta così un prezioso strumento terapeutico aggiuntivo alle cure mediche tradizionali.

    Il coinvolgimento degli animali in vari ambiti terapeutici determina non solo una migliore risposta del paziente ma spesso concorre alla riduzione dell’uso dei farmaci.

    È stato evidenziato che la relazione mediata con l’intervento dell’animale può rappresentare un valido strumento di comunicazione e di contatto empatico tra la persona malata e il personale sanitario, promuovendo percorsi assistenziali il più possibile condivisi e partecipati con il paziente.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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